InTheMusic: Jaboni, interview

Jaboni nella vita di tutti i giorni si chiama Simone e vive nel quartiere romano di Garbatella.  Nato e cresciuto a Frosinone, trasferito a Roma all’età di vent’anni per studiare architettura e provare a fare musica, oggi scrive, canta, suona la chitarra e fa l’architetto. Si lascia ispirare dal pop, dall’R&B, dall’elettronica, è sempre in cerca di nuove uscite. “Love comes back to me”, la sua ultima uscita, è nata in un momento in cui aveva la necessità di raccontare la storia di un amore vissuto a distanza, tra attese e difficoltà.

Nome: Simone
Cognome: Iaboni
In arte: Jaboni
Età: 39
Città: Roma
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Love Comes Back To Me
Periodo di attività: dal 2021
Genere musicale: Pop
Piattaforme: YouTube, Spotify, Apple Music, Deezer, Amazon Music, ecc.

Chi è Jaboni nella vita di tutti i giorni?

Jaboni nella vita di tutti i giorni si chiama Simone e vive nel bellissimo quartiere romano di Garbatella.  Sono nato e cresciuto a Frosinone, trasferito a Roma all’età di vent’anni per studiare architettura e provare a fare musica. Scrivo, canto, suono male la chitarra e faccio l’architetto.

Da cosa nasce il tuo nome d’arte?

Jaboni è in realtà il mio cognome, anche se oggi si scrive Iaboni. Quella povera J è stata ripudiata da mio nonno perché era più facile negli anni ‘50 trovarlo sull’elenco sotto la lettera “I”. Allora ho deciso di riprenderla, un po’ per riacquistare un’identità persa nel tempo.

Come ti sei avvicinato alla musica?

Da bambino a casa si ascoltava musica in ogni momento della giornata, nei viaggi in macchina con mio padre non mancava mai una cassetta dei Queen o degli U2. Tutto è iniziato da lì, ed ero piccolissimo. Si dice che un terzo della vita si passi a dormire, sono certo che un altro terzo lo sto passando ad ascoltare musica.

Quali sono i generi che più influenzano la tua musica?

Non sono legato a un genere specifico di musica, anche se ascolto quasi esclusivamente musica internazionale. Mi lascio ispirare dal pop, dall’R&B, dall’elettronica, sono sempre in cerca di nuove uscite. Le mie playlist racchiudono nomi anche molto diversi tra loro: James Blake, Sigur Ros, Tame Impala, Troye Sivan, Jessie Ware, RY X, Robyn, Lykkie Li, Banks, Imagine Dragons, Hurts, ecc.

Immagina di essere davanti ad una persona che vuole conoscere meglio il tuo lato artistico, ma che non ha mai sentito nessun tuo brano. Come gli descriveresti ciò che fai?

La farei sedere comoda su una sedia, le direi di chiudere gli occhi, prenderei un bel respiro e le canterei un mio pezzo. Credo sia il modo migliore per raccontare ciò che faccio e che amo.

Lo stile che oggi ti caratterizza è sicuramente il frutto di un’evoluzione e di una maturazione che hanno incoronato il tuo rapporto con la musica. Quali sono stati i momenti più importanti della tua carriera in questo settore fino ad oggi?

Da un po’ di anni faccio parte di due formazioni corali romane, un coro gospel, gli All Over Gospel Choir, e il coro di voci a cappella, Le Mani Avanti, con i quali ho avuto l’occasione di crescere e acquisire consapevolezza nel canto come non avrei potuto fare meglio in qualsiasi scuola di musica. Con loro mi sono esibito nei migliori palchi e teatri di Roma e non solo. Con Le Mani Avanti inoltre, durante il primo lockdown, ho partecipato anche alla realizzazione di una cover a cappella del brano di Des’ree “You gotta be” andato in onda su Rai1 nel programma “Musica che unisce”,

Il tuo ultimo singolo si intitola “Love comes back to me”. Come è nato e come è stato prodotto?

“Love comes back to me” è nata in un momento in cui avevo la necessità di raccontare la storia di un amore vissuto a distanza, tra attese e difficoltà. Del ritrovarsi ogni volta più forti di prima, perché maturi della consapevolezza che quell’amore rappresenta una salvezza che torna sempre. Ho condiviso le prime idee con Giorgio Lorito, autore e produttore di GIL Produzioni, e da quel momento è nata una collaborazione incredibile.

In che relazione questo singolo si pone con le tue produzioni passate?

In realtà è il mio singolo d’esordio, spero che sia l’inizio di una lunga serie di future produzioni e collaborazioni.

Quali progetti hai per il futuro?

Sto lavorando con Giorgio Lorito al mio album, spero di farvelo ascoltare entro la fine dell’anno. Contiene brani in inglese dalle sonorità elettropop. Spero di farvelo ascoltare entro la fine dell’anno!

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Come dico anche in Love comes back to me, “never look back, let’s walk ahead”: soprattutto in questo periodo, in cui siamo ancora costretti in casa, forse un po’ più soli con noi stessi a pensare, è importante non guardarsi mai indietro ma vedere avanti, continuare a camminare finché non torneremo ad abbracciarci, ballare davanti una consolle o cantare a squarciagola sotto un palco. Quel momento è vicino, dobbiamo ripetercelo all’infinito.

Jaboni for Siloud

Instagram: @_jaboni_
Facebook: @jabonimusic
YouTube: Jaboni

Credits: Clarissa D’Avena

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