InTheMusic: Caleido, interview

Caleido è Cristiano Sbolci, nato a Livorno nel 1989. Nella vita è diverse cose: uno scrittore di canzoni (di quelli che le cercano ovunque e in ogni momento), un insegnante di musica a tempo perso e all’ora di pranzo e di cena anche un cuoco improvvisato ai fornelli di casa. Nella sua musica dà molto sfogo all’istinto, gli piace far scorrere i flussi di coscienza per poi tornarci sopra e limarli definendoli nel miglior modo possibile. “Pop-Corn” è il titolo del suo disco d’esordio, fatto di tracce che spiano   momenti di vita.

Nome: Cristiano
Cognome: Sbolci
In arte: Caleido
Età: 31
Città: Livorno
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Ridicolo, Sto benissimo, Meno Male, Senza vento
Album pubblicati: E poi ci rido su (2019), Pop-Corn (2021)
Periodo di attività: dal 2019
Genere musicale: Indie-pop
Piattaforme: YouTube, Spotify, Apple Music, Deezer, Amazon Music
Foto di Simone Biavati

Chi è Caleido nella vita di tutti i giorni?

Caleido sono io, Cristiano Sbolci, nato a Livorno nel 1989. Nella vita sono diverse cose: uno scrittore di canzoni (di quelli che le cercano ovunque e in ogni momento), un insegnante di musica a tempo perso e all’ora di pranzo e di cena anche un cuoco improvvisato ai fornelli di casa.

In che modo questo tuo nome d’arte ti rappresenta?

Il nome d’arte è un richiamo alla mia adolescenza, ero fanatico di una band italiana che nel suo quinto disco pubblicò una canzone intitolata appunto ”Caleido”, e io appena lessi il titolo me ne innamorai. Il nome mi piacque subito, un po’ perché era tondo alla pronuncia e un po’ perché mi sembra semplice da ricordare. Successivamente ho scoperto che la parola è il composto dal greco di kalos (bello) e eidos (figura) ma questa è tutta un’altra storia.

Hai trovato il tuo mondo nella musica dalla giovanissima età. Cosa pensi ti abbia sempre legato ad essa?

Diciamo che ho sempre avuto le note dentro casa, mio padre è insegnante e grazie a lui ho imbracciato la chitarra da molto piccolo. Il mio primissimo ricordo legato alla musica è un “Greatest Hits” dei Beatles trovato sotto l’albero di Natale. La cosa mi sconvolse molto perché, nonostante non conoscessi la band, appena misi il disco nello stereo conoscevo almeno metà disco, sintomo certo della forza innegabile dei FabFour. Successivamente poi ho scoperto un sacco di altri artisti, quando poi arrivarono i due Lucio (Dalla e Battisti) successe qualcosa dentro di me, forse è stato li che mi sono detto “Sarebbe figo scrivere canzoni”.

Quali sono i generi musicali che ascolti solitamente?

Io ascolto un sacco di roba, sicuramente i sopra citati Dalla e Battisti sono sempre presenti, poi anche cose più moderne, ultimamente mi sono fissato con questo cantautore americano di nome Dreamer Boy, fa canzoni freschissime e mega moderne, mi piace un botto.

Prima di addentrarci nelle tue produzioni, vorremmo ripercorrere insieme il tuo percorso nella musica. Quali sono stati i momenti più importanti fino ad oggi e quanto sono stati importanti nel definire quello che sei oggi?

Ce ne sono diversi, sicuramente l’apertura che feci a Riccardo Senigallia durante il tour del primo disco è stato un gran momento carico di soddisfazione. Poi più recentemente l’incontro con Pulp Music che mi ha permesso di lavorare con tantissimi professionisti e di crescere sia come artista che come autore.

Parliamo ora della tua musica, che nasce da una forte esigenza di parlare attraverso le tue canzoni. Come definiresti ciò che fai e cosa vuoi comunicare nello specifico?

Io do molto sfogo all’istinto, mi piace far scorrere i flussi di coscienza per poi tornarci sopra e limarli definendoli nel miglior modo possibile. Sicuramente dei punti fondamentali sono il modo di scrivere sia i testi che le melodie, e poi la mia voce che la reputo il collante che c’è tra tutte le canzoni. Negli anni le cose sono mutate leggermente ma l’essenza della mia musica è rimasta sempre la stessa, le canzoni continuano a parlare di me in maniera sincera con l’intento di emozionare chi decide di ascoltarle.

“Popcorn” è il titolo del tuo disco d’esordio, fatto di tracce che spiano momenti di vita. Come hai lavorato a questo progetto?

Ho lavorato come sempre, ho scritto molto, ho cestinato altrettanto e alla fine mi sono trovato nel computer dieci tracce che mi convincevano. Quelle tracce poi sono arrivate nelle mani dei miei produttori Federico Nardelli e Giordano Colombo, sono state vestite di suoni e colori e inserite nel disco.

In che modo “Popcorn” anticipa quello che sarà del tuo progetto artistico?

“Pop-Corn” è un nuovo capitolo, un disco che volevo a tutti i costi. Per me lavorare con produttori del calibro di Federico e Giordano è stato un sogno, mi sentivo come un ragazzino al luna park e devo tanto a loro perché mi hanno aiutato a crescere. Non so come si evolverà il tutto ma intanto voglio godermi questo album appieno.

Quali progetti hai per il futuro?

Spero di poter suonare live il prima possibile e di continuare a scrivere canzoni.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Andate ad ascoltare il disco, lettori!

Caleido for Siloud

Instagram: @caleido____
Facebook: @official.caleido

Credits: Alice Cherubini, Valentina Aiuto

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