InTheMusic: Florilegio, interview

Florilegio esiste quando ha voglia di prendere il sopravvento su Matteo, soprattutto si manifesta in ambiti artistici. Dopo l’esperienza del primo disco “Nella Vasca o Nel Giardino di Fianco?” uscito nel marzo 2019 e firmato “Matteo Polonara & Mataara Trio”, ha deciso di cambiare pelle, cambiare nome, sonorità, allargare la formazione e le influenze. Il suo ultimo singolo si intitola “Tende”, che è un invito a sé stesso a lasciasi vivere di più, a credere di più in quello che fa, a chiudere gli occhi e a lasciarsi trasportare dal vento.

Nome: Matteo 
Cognome: Polonara
In arte: Florilegio
Età: 25
Città: Bologna
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Tende 
Periodo di attività: dal 2015
Genere musicale: Cantautorato, Introspettivo, Psichedelico
Piattaforme: YouTube, Spotify, Apple Music, Deezer, Tidal, Soundcloud, Amazon Music

Chi è Florilegio nella vita di tutti i giorni?

Florilegio non ha un’età, è fuori da ogni tempo. Come ogni fiore ad un certo punto appassirà. Nella vita fa musica e gioca con le parole. Esiste quando ha voglia di prendere il sopravvento su Matteo, soprattutto si manifesta in ambiti artistici. Non ho ancora ben chiaro dove viva, da quanto mi ha raccontato abita in un mondo piuttosto diverso dal nostro, infatti non si sente sempre a suo agio sulla terra. Matteo Polonara invece ha venticinque anni, vive a Bologna è estremamente timido, introverso e profondo. Nella vita frequenta il DAMS Musica presso l’Università di Bologna e il corso da Sound Engineer presso l’Accademia del Cinema. Studia e si occupa di musica da sempre. Quando non si trasforma in Florilegio, lo si può trovare alla chitarra con Miglio e alla voce e synth con gli Alinæa o a costruire, ideare e accompagnare performance artistiche di vario genere.

Come è avvenuta la scelta del tuo nome d’arte?

“Florilegio” nasce dall’esigenza di un mutamento. Dopo l’esperienza del mio primo disco “Nella Vasca o Nel Giardino di Fianco?” uscito nel marzo 2019 e firmato “Matteo Polonara & Mataara Trio”, ho deciso di cambiare pelle, cambiare nome, sonorità, allargare la formazione e le influenze. L’illuminazione per quanto riguarda la parola “florilegio” mi è arrivata durante una lezione di Storia del Teatro e dello Spettacolo che trattava di Commedia dell’arte. Si parlava di come questi primi attori proto-professionisti creassero i propri personaggi e i loro pezzi di bravura tramite dei florilegi, ovvero composizioni di varie parti, battute, situazioni assemblate da spettacoli e rappresentazioni diverse, riviste e fatte proprie per creare il personaggio da rappresentare. Al momento penso che non potessi scegliere nome migliore per definirmi perché la mia essenza non è altro che un florilegio di tutto ciò che mi appassiona. La mia musica non ha un genere. La mia musica è un florilegio di me, di tutto ciò che mi piace, di ciò che sono. Io sono il florilegio della mia musica, la mia musica è il florilegio di me.

Cosa ti ha avvicinato alla musica? 

Impossibile rispondere precisamente a questa domanda, ero davvero troppo piccolo. Non provengo né da una famiglia di artisti, né tanto meno di musicisti, ma la musica è sempre stata tutto il mio mondo e soprattutto il mio modo per comunicare. Non so come sia arrivata a me, non ho idea di come questi stimoli siano diventati sempre più forti e da dove siano venuti. Una cosa è certa: ho sempre voluto fare musica nella vita e questa passione me la porto dietro da sempre, è cresciuta con me. Ho iniziato a prendere lezioni di chitarra che avevo cinque anni, poi di canto e basso elettrico; da quel momento in poi non ho mai smesso di suonare e studiare musica. Ho frequentato il Liceo Musicale diplomandomi in contrabasso classico. Negli anni ho suonato in tantissimi progetti musicali di tutti i generi, facendo diverse esperienze in studio e molti live in posti e situazioni più disparate. Tutt’ora studio chitarra jazz perché sono un fermo sostenitore del fatto che non si smette mai d’imparare.

Quali sono i tuoi riferimenti musicali e come influenzano le tue produzioni?

Anche questa domanda è molto difficile, ascolto tantissima musica e molto varia. Ricollegandomi alla domanda precedente, se c’è un personaggio che ammiro da sempre e che mi ha indirizzato alla musica è sicuramente David Bowie. È un personaggio davvero istrionico, magnetico, eclettico, per me è continua fonte d’ispirazione, e non solo per la sua musica. In generale a livello stilistico amo la musica classica, il jazz, la fusion, la new wave e vari generi più psichedelici, faccio qualche nome giusto per darvi un’idea: Yellow Days, Blue Puma, MGMT, Mac deMarco, Alice Phobe Lou, The Cure, The Smiths, Hiatus Kaiyote, La Femme. Ricerco molto e non amo il mainstream, anzi, proprio non lo conosco! A livello italiano, invece, se dovessi fare dei nomi di artisti che per me sono fonte d’ispirazione, attualmente direi: CCCP, Bluvertigo, Subsonica, Baustelle, Iosonouncane, Vasco Brondi, Paolo Conte, Verdena, Lucio Corsi, Maria Antonietta. 

Hai iniziato il tuo progetto cantautorale nel 2015, girando con le tue prime canzoni tra Marche ed Emilia-Romagna. Da allora, quali sono stati i momenti più importanti della tua carriera artistica?

Sono successe tante cose che non mi sarei mai neanche lontanamente immaginato, per esempio aprire ai 99 Posse o ai Fast Animals and Slow Kids, suonare davvero lontano da casa, spostarsi in furgone, in treno, in macchina, suonare in tante regioni d’Italia, dai palchi più grandi, alle bettole più piccole. Un’altra cosa che mai mi sarei aspettato è che “Muto.” (una mia canzone contenuta nel mio primo disco “Nella Vasca o Nel Giardino di Fianco?”) fosse scelta dai Modena City Ramblers per comparire a fianco di una loro canzone, nel lato B del vinile del progetto Sonda 2020-21.

Come definiresti il tuo modo di fare musica e in cosa si caratterizza il tuo stile?

Non mi piace definirmi. Non amo le etichette. Faccio musica perché è il mio modo di comunicare con il mondo, è la cosa che so fare meglio (credo) e perché è l’unico modo in cui mi sento libero, sereno e non a disagio. La scrittura e il suonare sono sempre stati la mia spada e il mio scudo contro il mondo esterno. La mia musica è sincera, sono io, niente di più. La mia musica non ha un genere. La mia musica è un florilegio di me, di tutto ciò che mi piace, di ciò che sono. Io sono il florilegio della mia musica, la mia musica è il florilegio di me.

“Tende” è il titolo del tuo nuovo singolo, un brano atipico estivo che vuole fare da manifesto ad un’estate atipica. Come hai lavorato a questo brano e cosa hai voluto comunicare? 

Non pensavo avrei mai scritto e fatto uscire una canzone estiva, odio il caldo, ma soprattutto l’estate è uno dei periodi dell’anno che sopporto meno. Infatti, il testo e quindi il significato di “Tende” non sono per niente da canzone estiva: mi piace la definizione “atipico brano estivo”, la trovo molto centrata! Per quanto riguarda l’aspetto sonoro e le atmosfere che si creano durante il brano, io e Pierpaolo Ovarini (producer del mio progetto, nonché la metà del duo “Vergine”) abbiamo cercato di ricreare un’ambientazione leggera che rimandasse all’acqua, al mare, per creare un forte contrasto con il contenuto della canzone. Ovviamente fondamentale alla realizzazione anche l’apporto dei miei musicisti: Davide Ballanti alla chitarra, Samuele Brunori al basso, Alessandro Della Lunga alla batteria e Federico Privitera alla tromba. “Tende” è una canzone che ho scritto nel gennaio 2020, prima ancora che il Covid e tutto quello che ne consegue entrassero nella nostra quotidianità. È un invito a me stesso a lasciarmi vivere di più, a credere di più in quello che faccio, a chiudere gli occhi e a lasciarmi trasportare dal vento. È per dirmi di smetterla di auto criticarmi per ogni cosa e vedere sempre tutto nero, o comunque più oscuro di quello che è davvero. Le tende sono anche una metafora dei miei occhi, come se mi dicessi: “spalanca le palpebre, guarda oltre ciò che vedi”. Spero che questa canzone possa essere un antidoto, un talismano per questi tempi così appesi, probabilmente per chiunque l’ascolti. Non credo ci sia momento storico migliore per ricordare alle persone che malgrado tutto “il sole sorge ogni giorno” anche se talvolta è coperto dalle nuvole. Insomma, anche se ti sembra che vada tutto a rotoli, da qualche parte c’è sempre una luce: sta a te coglierla! 

In che modo questo brano si relaziona con le tue produzioni passate e in che modo anticipa quelle future?

Ho scelto “Tende” come singolo di rinascita, due anni dopo il mio primo disco, perché è il pezzo che taglia i ponti con il passato, sia testualmente che musicalmente. “Nella Vasca o Nel Giardino di Fianco?” (2019) racchiude all’interno un periodo della mia vita ormai molto lontano, una fase in cui ancora probabilmente non credevo potessi provare a fare musica sul serio e che potesse avere senso farlo. È composto da nove canzoni che sono state concepite tra il 2015 e il 2018, anno in cui è stato registrato. Adesso ascoltandolo lo trovo poco definito e un po’ immaturo sotto alcuni punti di vista, ma in realtà mi piace. Le canzoni che scrivo sono un po’ come delle figlie per me, per cui ci rimango affezionato anche se crescono e magari si perdono per strada. Infatti, quattro brani tratti dal vecchio disco li sentirete presto nei nostri live, con un vestito totalmente nuovo, più in linea con il futuro. A parte questo non anticipo nulla sul mio lavoro futuro perché sono scaramantico e sarà il pubblico a giudicarlo, ma sarà davvero molto diverso.

Quali progetti hai per il futuro? 

Come ho già detto non voglio fare grandi anticipazioni, svelerò le mie carte a sorpresa, una dopo l’altra a momento debito. Vi anticipo però che durante il mese di maggio uscirà il videoclip di “Tende” realizzato dal mio fidato fotografo e videomaker Lorenzo Mental Noise. Posso assicurarvi però che è solo l’inizio e sono pronte altre canzoni. E chissà che magari questa estate riusciamo pure a vederci dal vivo! 

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Lasciatevi andare più spesso. Lasciatevi trasportare dalle sensazioni, dalle emozioni, dall’istinto, dal vento.

Florilegio for Siloud

Instagram:@_florilegio_
Facebook: @florilegio.scrive
YouTube: Florilegio
Multilinklinktr.ee/florilegio_

Credits: Morgana Grancia, Conza Press

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