InTheMusic: Fabe, interview

Dietro Fabe c’è Fabio Rapisarda, nato e cresciuto nel quartiere Barriera di Milano alla periferia nord di Torino, classe ‘89, maniaco della scrittura con la passione per i gangster movies. Ogni sua canzone è una tappa importante della sua vita, esce di getto, di pancia. “Alibi”, il suo ultimo singolo, è la fine di una storia d’amore in cui tutti e due cercano scuse senza prendersi le proprie responsabilità.

Nome: Fabio
Cognome: Rapisarda
In arte: Fabe
Età: 31
Città: Torino
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: CDV, Gabbiani, Linea50, Molesta, Guerra d’orgoglio, Sapeva di noi, Alibi
Album pubblicati: Guerra d’orgoglio
Periodo di attività: dal 2020
Genere musicale: Pop, Indie
Piattaforme: Spotify, Apple Music, Amazon Music, YouTube, ecc.

Chi c’è dietro Fabe?

C’è Fabio Rapisarda, nato e cresciuto nel quartiere Barriera di Milano alla periferia nord di Torino, classe ‘89, maniaco della scrittura con la passione per i gangster movies.

Quando Fabio è diventato Fabe?

FABE è la parte creativa di Fabio, il nome deriva dal mix di due grandi artisti: Fab, ovvero Fabrizio Moro, e Faber, il grande Fabrizio De André.

Come è nata la tua passione per la musica e cosa ti lega ad essa?

Mi sono esibito per la prima volta all’età di 5/6 anni, durante una cena al ristorante: dalle casse del piano bar parte “Un’avventura” di Lucio Battisti, a quanto pare sono salito sul tavolo e ho cominciato a sbattere il piedino destro a tempo, dalla dettagliata ricostruzione dei miei genitori la performance sfociò in un tripudio di applausi, standing ovation! Battisti è stato il mio primo approccio alla musica, verso i 18 ho scoperto di avere una voce e che potevo usarla per sfogare la rabbia, scrivendo quello che mi capitava in 4/4, era l’unico modo visto che non sapevo nemmeno come fosse fatta una chitarra, e poi si sentiva Fabri Fibra ovunque, qualcosa stava cambiando, erano bei tempi.

Quali sono i tuoi ascolti e come si relazionano con le tue produzioni?

Ascolto la media di 30/40 canzoni tutti i giorni, senza seguire un genere predefinito, facendomi influenzare da tutto ma poi quando vado a scrivere qualcosa di nuovo è come se non avessi ascoltato nulla. Senza la vita di “Fabio”, FABE non avrebbe talento nel raccontare una storia, probabilmente non esisterebbe.

Hai percorso molta strada fino ad oggi, sia come solista che con altri artisti. Quali sono stati i momenti principali della tua carriera nel settore musicale fino ad oggi?

Penso che il 2020 sia stato l’anno più prolifico per me. Mi sono fermato ma in realtà sono partito, per anni ho inseguito il sogno nella maniera sbagliata, facendomi accecare dall’ambizione e mi sono fidato delle persone sbagliate che con la musica non hanno nulla a che fare. Però ho imparato tanto.

Immaginiamo che nella tua musica metti insieme tutti gli insegnamenti della tua famiglia; non a caso, ti definisci uno storyteller e nasci come rapper. Come definiresti ciò che fai e in cosa si caratterizza?

Lo definirei vero, diretto, ogni canzone è una tappa importante della mia vita, esce di getto, di pancia, non voglio raccontarti frottole, né essere sofisticato, voglio semplicemente regalarti 3 minuti di me sperando di lasciarti qualcosa, tutto qui.

Nel tuo ultimo singolo, “Alibi”, parli di una storia d’amore urbana. Come nasce questo brano e come è stato prodotto?

“Alibi” è la fine di una storia d’amore in cui tutti e due cercano scuse senza prendersi le proprie responsabilità. Il brano nasce come una semplice poesia, dalle strofe a mano libera, senza musica, musica che entra solo successivamente, per andare alla ricerca di un ritornello esplosivo che descrive la rabbia e il caos di quei momenti. Il brano è stato prodotto dai Fratelli Cosentino con cui ormai c’è un rapporto d’intesa solido, ed è stato mixato e masterizzato da Simone Sproccati che ha dato al suono un groove pazzesco.

In che modo questo brano si relaziona con le tue produzioni passate?

Ogni brano per me deve avere un upgrade non solo in fase di scrittura, soprattutto in fase di produzione, e penso di avere trovato il balance che finalmente cercavo.

Quali progetti hai per il futuro?

Sto cercando musicisti che abbiano voglia di dedicarsi alla musica con la mia stessa passione e dedizione, ma non è facile mettere su una band che ti segua, devi crederci fino in fondo per salire sul palco coesi, non vedo l’ora di suonare dal vivo, per me è essenziale.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Sì, Alibi è fuori dal 20 maggio.

Fabe for Siloud

Instagram: @f_a__b_e

Credits: Giuseppe Piccoli, Seitutto Press

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