InTheMusic: Lena A., interview

I brani di Lena A. vogliono raccontare l’emotività, le scelte, la presa di coscienza della propria identità. Da piccola era una bambina molto curiosa e appena si è presentata l’opportunità di imparare a suonare uno strumento l’ha colta subito. Dal 7 maggio è disponibile il suo nuovo album “Nuove Stanze”.

Nome: Alessandra
Cognome: Nazzaro
In arte: Lena A.
Età: 24
Città: Napoli
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Granada, Non Sono Roma, Tra Le Dita
Album pubblicati: Nuove Stanze 
Periodo di attività: dal 2013
Genere musicale: Pop Elettronico
Piattaforme: Spotify, Youtube, Apple Music, Deezer, Amazon Music, ecc.

Chi è Lena A. quando non si dedica alla musica?

Sono una ragazza di ventiquattro anni napoletana, vivo tra Napoli e Roma, dato che nella capitale frequento un laboratorio per cantautori chiamato Officina Pasolini. Sono pazza del mare, ho bisogno di vederlo e di starci a contatto il più possibile.

Laureata in filologia moderna sei stata da sempre vicina al mondo della musica suonando il pianoforte. C’è un evento particolare che ti ha spinto ad avvicinarti per la prima volta a questo mondo?

Sono stata una bambina parecchio curiosa. Quando a 5 anni mi hanno chiesto se volessi prendere lezioni di pianoforte, ho detto con estrema contentezza sì, anche senza conoscere cosa significasse la parola musica. Forse se mi avessero chiesto “vuoi giocare a basket?” Avrei risposto allo stesso modo; poco importa: la musica mi avrebbe raggiunto comunque.

Dietro Lena A. c’è in realtà Alessandra Nazzaro. Come hai scelto il nome d’arte?

Lena è il soprannome che mi ha dato la mia migliore amica, dopo anni e anni di lotta per non essere chiamata con il mio cognome. Sono sempre stata legata anche al mio nome, e ho voluto lasciare un suo piccolo segno attraverso la A puntata del mio nome d’arte.

Chi ti ascolta percepisce subito il mondo del cantautorato e note di pop contemporaneo. Come sei riuscita a creare uno stile fatto di testi e suoni attuali?

Scelgo di ascoltare mondi e culture diverse, per avere feedback sempre nuovi. Ho ricercato molto lo stile della mia scrittura, selezionando termini, parole, modi con cui descrivere e definire la realtà. Poi c’è lo zampino di Giovanni Carnazza nelle produzioni, che rende tutto più fluido e contemporaneo.

In realtà tutti i tuoi brani vogliono essere una metafora: come nascono e cosa vogliono raccontare?

I miei brani vogliono raccontare l’emotività, le scelte, la presa di coscienza della propria identità. Le mie canzoni nascono con sincerità, per bisogno, talvolta per comunicare con qualcuno che non ha lo stesso mio alfabeto.

Dal 7 maggio è disponibile il tuo primo album “Nuove Stanze”. Com’è nato?

È stato un lungo lavoro di consapevolezza, acuitosi nell’ultimo anno e mezzo, anno in cui ho rimesso le carte sul tavolo, mi sono chiesta cosa volessi essere, diventare, mostrare. Non so come sia nato, ma sono sicura della sua autenticità.

Sei stata in grado di creare un mondo malinconico ed elettronico. Qual è la storia che c’è dietro?

L’idea di sperimentare e fare una commistione tra due mondi completamente diversi: da una parte l’acustico del pianoforte e del contrabbasso e dall’altra l’elettronica di sunto e drum machine. Per quanto riguarda il malinconico, penso sia un mood insito nella mia persona, quindi più che crearlo, penso sia stato naturale.

Quando è durato il processo di produzione e chi ti ha aiutata?

Circa un anno e mezzo. A fine 2019 ho conosciuto Giovanni Carnazza, il quale mi ha proposto di lavorare insieme ad un brano di mia scelta, a cui non ero particolarmente affezionata. Io gli ho inviato Non Sono Roma e dopo poche settimane ero a Roma insieme a Marco Lembo, il contrabbassista parte integrante del progetto, per registrare il primo di una lunga serie.

Programmi per il futuro?

Spero di portare live questo disco, affinché non resti solo un sassolino in mezzo al mare digitale. La musica live mi manca come l’aria, dunque spero nella magia dell’estate.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Le cuffie, stesi su di un tetto con un cielo da guardare. Questa è la situazione in cui vorrei venisse ascoltato il mio disco.

Lena A. for Siloud

Instagram: @lenaa.music
Facebook: @LenaA.
YouTube: Lena A

Credits: Morgana Grancia, Astarte Agency

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