InTheMusic: Francesco Pecs, interview

Francesco Pecs definisce il suo genere un “cantautorato agrodolce”. La sua passione per la musica nasce grazie alle musicassette di suo padre, ma la voglia di fare egli stesso il musicista nasce alle scuole medie. Il suo ultimo singolo “Ah! Fantasia” racconta la fine di una storia d’amore molto intensa.

Nome: Francesco 
Cognome: Pesaresi 
In arte: Francesco Pecs 
Età: 27
Città: Ancona
Nazionalità: Italia
Brani pubblicati: Ah! Fantasia, Mandarini, Morire a vent’anni, Le gambe di Letizia 
Periodo di attività: Dal 2015
Genere musicale: Pop 
Piattaforme: Spotify, Apple Music, YouTube, iTunes, Deezer, Amazon Music, Soundcloud, Tidal

Chi è Francesco nella vita di tutti i giorni?

Ciao e grazie dell’attenzione intanto, mi fa molto piacere! Sono un ventisettenne di Ancona tornato da un paio d’anni in patria dopo tre bellissimi anni a Torino. La mia quotidianità è sicuramente incentrata sulla musica: cerco di suonare e scrivere il più possibile. Sto poi iniziando un lavoro più “ordinario” nella mia città. 

Come hai scelto il nome da utilizzare come artista?

Pecs è una storpiatura del mio cognome, che ho iniziato ad usare per dei video terribili su YouTube che chiamavo “pextape” (registrazioni dal cellulare di me che suono nel bagno di casa). Data la loro “intimità”, ho storpiato la parola “sextape” per riderne (da solo). Alcuni coinquilini e amici vari hanno poi iniziato poi a chiamarmi Pecs e me lo sono tenuto. Senza “x”, dato che mi sapeva di anglosassone.

Hai cominciato a fare musica a 18 anni, ma quando hai scoperto la tua passione per questo mondo? 

Sì. O meglio, a 18 anni ho iniziato a suonare con una band le mie canzoni ed è bellissimo per me poter dire che il tastierista di quel progetto, Gelo, suoni con me tuttora. La passione per la musica nasce grazie alle musicassette di mio padre (ricordo che impazzivo per “You Better You Bet” degli Who, per “Trenchtown Rock” live di Bob Marley e per “Ho visto un re” di Jannacci), ma la voglia di fare io stesso il musicista ha un esordio molto poco poetico: alle medie due compagni di classe un giorno suonarono per noi l’appena imparato riff di “Smoke on the water” e ricordo che li guardavamo tutti incantati (io in primis) e semplicemente pure io volevo essere guardato così.

Quali sono i tuoi riferimenti artistici e come si relazionano con le tue produzioni?

Ascolto musica di tutti i tipi, principalmente cantautori italiani, soul e un po’ di rap, ma sicuramente vado in fissa per la forma canzone. Le influenze e gli amori più grossi sono attualmente Pino Daniele, Franco Battiato, Vasco e Dargen D’Amico. Qualcosina sicuramente a livello armonico la rubo e l’ho rubata dai primi tre, ma non so dire in cosa influenzino direttamente le mie canzoni. Consciamente cerco di portare me stesso in quello che faccio, a costo di fare poco, e di non copiare nessuno.

Dai tuoi inizi ad oggi, la tua carriera si è evoluta tanto e hai partecipato a molte iniziative con ottimi risultati. Ti andrebbe ti riassumere con noi il tuo percorso nel settore musicale?

Direi di sì. Grazie a delle borse di studio ho potuto studiare da Mogol al CET e questa esperienza mi ha aperto ad una nuova voglia ed esigenza, quella autorale, che sto portando avanti con soddisfazione.  Per quanto riguarda il mio percorso solista, sì, ho avuto delle belle soddisfazioni, come l’invito e la menzione speciale al premio Piero Ciampi 2018 e la possibilità di condividere il palco con artisti che stimo, come Dargen, Murubutu, Gianmaria Accusani e Angela Baraldi. L’unica cosa che per me conta però è dare delle emozioni a chi ascolta e adesso che pare siano un po’ di più coloro che si prendono bene ad ascoltarmi sono felice, ma ovviamente punto a crescere ancora. 

Sei un cantautore versatile ed un rapper, nonché un personaggio molto particolare. Come descriveresti ciò che fai e cosa cerchi di trasmettere a chi ti ascolta?

Particolare? Come vi permettete! Scherzo. Cerco di essere me stesso e di fare roba che mi piace. Non voglio trasmettere mai nulla di specifico agli ascoltatori, bensì spero che ognuno possa trovare un minuscolo pezzo di sé nel mio repertorio. Mi hanno detto che il mio è un “cantautorato agrodolce” e per descrivere la mia roba mi sembra una definizione carina, ve la propongo. 

“Ah! Fantastia!” è il tuo ultimo singolo, che mette bene in luce le tue qualità come compositore. Ci dici di più? 

Grazie intanto! “Ah! Fantasia” è una canzone che racconta la fine di una storia d’amore molto intensa che per motivi “extra relazionali” non può più essere portata avanti. Il brano dà voce ai pensieri di una delle parti che ripensa con una sorta di “sorridente nostalgia” alla persona persa, alla quotidianità precedente e a quella da ricostruire. Nel ritornello propongo però un ulteriore piano di lettura: esiste una fantasia creativa e dolce da difendere sempre ed una fantasia che porta a pensare sempre agli scenari peggiori, meno godibile. C’est la vie! (cit. Rolls-Royce).

Particolarmente per te, la musica è un racconto e questo evidenzia fortemente le tue capacità comunicative. Come si relaziona “Ah! Fantasia!” con le tue produzioni passate e in cosa pensi che anticiperà quelle future? 

“Ah! Fantasia!” è il primo dei tre singoli che anticipano l’uscita del mio primo e omonimo disco. Quindi sicuramente sì, l’ho scelta proprio come ponte tra la mia produzione precedente ed il mio disco in uscita. Per fortuna il disco però è distaccato dal mio repertorio attuale e racchiude in sé cantautorato, nu soul e rap in maniera molto più netta. Gli anni passati per me sono stati intrisi di black music e un pochino spero si senta come nuova sfumatura.

Quali progetti hai per il futuro? 

Scrivere per interpreti che stimo, fare più live possibili e, con calma, un altro dischetto.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

“Le luci fanno ricordare le meccaniche celesti”. Un abbraccio.

Francesco Pecs for Siloud

Instagram:@francesco_pecs
Facebook:FrancescoPecs
YouTubeFrancescoPecs
"Ah! Fantasia" Multilink: orcd.co/pecs-ahfantasia

Credits: Unomundo Agency, Francesco Pecs, Nufabric Records, Kobayashi, The Orchard

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