InTheMusic: Alis, interview

Dietro Alis c’è Alice, una ragazza con il sogno di potersi far comprendere in maniera intima attraverso le canzoni che scrive. C’è stato un punto in cui per lei scrivere e cantare non poteva più essere solo un passatempo, è diventato fondamentale. Il suo nuovo singolo si intitola “West Radar” e rappresenta un momento della sua vita in cui si è letteralmente sentita persa in un vuoto cosmico incolmabile.

Nome: Alice
Cognome: Cannizzaro
In arte: Alis
Età: 22
Città: Firenze
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Beato, West Radar
Album pubblicati: Melatonina
Periodo di attività: dal 2020
Genere musicale: Pop
Piattaforme: Spotify, Instagram, YouTube, Apple Music, Amazon music

Chi c’è dietro Alis?

Dietro Alis c’è semplicemente Alice, una ragazzina con il sogno di potersi far comprendere in maniera intima attraverso le canzoni che scrive. Nasco nel 1999 in una famiglia che di musica capisce e vuole capire poco, se non per mio padre che suona la chitarra da quando è piccolo. Alla tenera età di 6 anni decido di voler diventare una scrittrice e inizio a riscrivere tutti i finali delle storie racchiuse nei libri che leggevo. Crescendo ho iniziato a studiare tecnica vocale, e ho fatto parte di disparate rock band e di una compagnia di musical. Lentamente ho sentito la necessità di trasporre la mia personalissima visione del mondo dai libri alle canzoni.

Saremmo curiosi di scoprire come ti sei avvicinata alla musica e quando hai capito di volerne fare qualcosa di più serio!

C’è stato un punto in cui per me scrivere e cantare non poteva più essere solo un passatempo e parlo di quando ho scoperto di avere i noduli alle corde vocali, solo due anni fa. Ho sempre saputo che avrei intrapreso una strada correlata alla musica, ma è solo nei momenti di estrema difficoltà musicale e umana che ti rendi realmente conto di cos’è più importante per te. E in quell’istante, quando mi comunicarono la possibilità che avrei potuto non cantare per più di un anno, ho abbandonato ogni tipo di fardello e insicurezza a riguardo e mi sono impegnata al massimo solo per ritrovare la mia voce. È stato un percorso doloroso e faticoso, sì, ma lo ricordo con gioia perché mi ha portato alla consapevolezza di non volerci ricadere mai più e di voler trattare la mia sfera emotiva, vocale e fisica con più rispetto.

Come nasce il tuo nome d’arte?

Il mio nome d’arte in realtà nasce semplicemente dall’abbreviazione del mio nome, Alice, con cadenza inglese, lingua che amo.

Cinque parole con cui definiresti il tuo sound?

Malinconico, introspettivo, fuori dalle righe, descrittivo, in evoluzione.

Sei fuori in tutti i digital stores con “West Radar”: qual è la storia di questo brano?

“West Radar” rappresenta un momento della mia vita in cui mi sono letteralmente sentita persa in un vuoto cosmico incolmabile, momento in cui mi sono lasciata mangiare dal rimorso e dalla paura di non essere mai abbastanza, sempre in ritardo, disconnessa dal mio “io interiore”.

E qual è il messaggio che nasconde il pezzo?

Il messaggio che si nasconde dietro questo pezzo in realtà è molto semplice: volevo che arrivasse alle persone il concetto di “sofferenza tossica”, e trasmettere l’idea che anche la convivenza più pesante con il proprio dolore, se analizzata e affrontata con lucidità, possa diventare un bel momento di crescita e di amore. Quindi è più, alla fine, l’augurio che spedisco al mondo intorno a me di poter arrivare un giorno a soffrire in santa pace.

Chi ti ha aiutato nella produzione del singolo?

Nella produzione di questo singolo sono stata aiutata da molte persone, ma principalmente devo ringraziare con tutto il cuore Samuele Proto, che ha portato questa canzone alla luce rendendola un progetto davvero bello, ed estrapolandola da una bozza un po’ difficile da inquadrare.

Possiamo sperare di vederti presto in un live?

Spero davvero di tornare presto a fare live. Mi manca il contatto con le persone da artista ma soprattutto da performer, quindi beh speriamo bene.

Programmi per il futuro?

Ad oggi posso dire con felicità di non avere programmi prestabiliti per il mio futuro, se non quello di continuare a scrivere e di impegnarmi ogni giorno per essere una persona ed un’artista migliore. E poi chi lo sa, magari un giorno esaudito il desiderio della me bambina, di diventare una stellina della Disney.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Ai lettori voglio solo mandare un enorme bacio e un grande abbraccio virtuale, che spero arrivi tramite “West Radar” in maniera degna. Grazie di tutto, Alis.

Alis for Siloud

Instagram: @itspellsalis

Credits: Marco Press

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