InTheMusic: Oltre la hit estiva – Focus su Irama, Futura 1993

Si prospettava un’estate torrida aggravata dai pochi brani che finora potevano essere definiti hit estive, ma alla mezzanotte di giovedì Irama ha salvato i nostri balli sulla spiaggia. Melodia Proibita sancisce finalmente l’inizio della stagione estiva, ma prima di parlarne è giusto fare un passo indietro e contestualizzare maggiormente il fenomeno Irama e non ridurlo ad una macchina da hit estive.

Abbiamo iniziato a conoscere l’artista toscano grazie alla vittoria ad Amici nel 2018, rampa di lancio per la sua carriera. I più affezionati mi contraddiranno, ricordandosi di Irama addirittura dal 2016, con la sua prima apparizione sul grande schermo in occasione della partecipazione al Festival di Sanremo tra le Nuove Proposte.

Dopo la consacrazione ad Amici, Irama continua la sua ascesa con l’EP Plume, che dimostra un lieve distacco rispetto al disco d’esordio che porta il suo stesso nome. Quest’ultimo è un progetto più introspettivo e sentimentale, partendo dai testi e arrivando fino alle melodie. Irama sembra assestare il suo percorso musicale attraverso questi primi due lavori, che non osano (escludendo forse Nera) ma si rivolgono ad un pubblico che trova la sua incarnazione in quello di Amici, un target giovane che brama l’artista da venerare ed è a caccia di brani con cui potersi struggere e storie d’amore in cui potersi rispecchiare. Ovviamente senza nulla togliere al pubblico di Amici, di cui occasionalmente faccio parte anche io.

Nel 2018 Irama pubblica la raccolta Giovani, insieme alla rivisitazione Giovani per sempre l’anno successivo, facendo un passetto avanti nel suo percorso e regalandoci un sound più impegnato, complici delle produzione più definite. Nonostante ciò i pezzi risultano ancora acerbi e il contenuto dei brani di cui riusciamo a fare tesoro è molto limitato. Ad accompagnarlo in questi primi tre progetti troviamo Giulio Nenna e Andrea Debernardi che intervengono perlopiù su musiche il primo e sulle produzioni il secondo.
Ma il vero salto arriva con Crepe nel 2020, in cui troviamo un Irama eclettico e pronto a sperimentare inseguendo la scia di Nera, che in Plume aveva rappresentato un episodio isolato. L’artista si svincola dalle aspettative del pubblico e tra le righe leggiamo la maturità di voler fare musica per se stessi, prima che per gli altri. È così che nasce anche il concetto di Italian Reggaeton, che definirà i suoi brani cercando di distinguerli da quel reggaeton internazionale che siamo abituati a ballare durante le serate. Quello di Irama è un prodotto musicale che riesce ad attrarci come una calamita, nonostante non ci regali nulla di più di ciò che ascoltano i nostri amici d’oltreoceano in termini di melodie e di testi. Ci piace, ma oltre all’immaginario che ci raccontano i suoi brani, non vediamo un distacco netto o un plusvalore rispetto al resto della scena (e non è detto che l’esistenza di quest’ultimo sia davvero necessaria, proprio per l’essenza stessa del genere che stiamo trattando).

Crepe, così come i lavori successivi, ci portano a conoscere un artista nuovo, che arricchisce i propri arrangiamenti e ci dimostra le ore trascorse in studio sui propri brani. Importante in questo frangente anche l’intervento di Federica Abbate, che lascia le sue sfumature in Arrogante e le sue parole in Mediterranea, i due brani più forti insieme alla title track. Così come Giuseppe Colonnelli, che firma come autore la maggior parte delle tracce del’EP. È con questi successi che Irama guadagna il suo posto tra i grandi del pop italiano. Sempre in Crepe sentiamo anche lo zampino di Mace tra i produttori. I due si rincontreranno anche nell’ultimo progetto del beatmaker, OBE, nel brano RAGAZZI DELLA NEBBIA in cui compare anche il graffio degli FSK Satellite. Grandi collaborazioni che lasciano delle impronte importanti in ciò che verrà dopo.

Non a caso quasi tutti i pezzi che stiamo ascoltando da un anno a questa parte trovano la strada spianata per diventare delle hit, che non ci abbandonano con l’arrivo della pioggia autunnale. Infatti, se Michael Bublé arriva giusto in tempo per scartare i regali sotto l’albero e Baby K esce dal letargo esattamente per il solstizio d’estate, lo spirito di Irama non si ferma mai e riempie tutto il nostro anno. Il discorso quindi non si esaurisce con l’etichetta della hit estiva, sia perché non arriva solo d’estate (esempio a caso? La genesi del tuo colore, che ha già collezionato ben due dischi di Platino e risale a marzo), sia perché, trascorso il tempo, le hit di Irama continuano a farci compagnia (quanti di voi hanno smesso di canticchiare Nera? Secondo me davvero in pochi, siate onesti). Si stravolge il concetto della meteora estiva, che scompare in un attimo, e si superano le logiche del mercato, che vede invecchiare tutto alla velocità della luce, o parafrasando Ernia, nel tempo impiegato dalla New Music Friday ad aggiornarsi.

Tornando alle ultime release diventano protagoniste del nostro approfondimento sia LUNA PIENA, presente nel freschissimo TAXI DRIVER di Rkomi, che La genesi del tuo colore e la già citata Musica Proibita. Con Rkomi e Shablo alle produzioni l’intesa si può ascoltare fin da subito. Se il rapper di Calvairate si sbilancia non poco con questo brano, Irama riconferma la sua espressione musicale, giocando con le stesse atmosfere che caratterizzano il suo percorso. La genesi del tuo colore presenta l’intervento di Nenna e Dardust che firmano con Irama testo e musiche. Musica Proibita si insinua nelle nostre menti con una cover rosa acceso e un Irama accartocciato e aggressivo. Anche qui ritroviamo Nenna e Dardust che accompagnano Irama e alzano il livello del brano, a cui si aggiungono anche le mani di Francesco Monti e nuovamente di Colonnelli. Insomma, le figure che gravitano attorno all’artista si sentono e lui stesso è il primo a percepirne la presenza e a trarre ispirazione da loro; aspetto che possiamo verificare ascoltando i brani. In quest’ultimo brano le protagoniste dell’arrangiamento sono sicuramente le chitarre, che scandiscono la dinamica del pezzo e accompagnano il crescendo del brano fino all’esplosione del ritornello, che non ci fa vedere l’ora di buttarci in pista. Questo Italian Reggaeton ci investe al 100% ed è proprio vero che “non pensiamo a niente”. In questo brano Irama si scatena e ci racconta la sua musica.

Ciò a cui dovrebbe ambire un artista è proprio il divertimento, che è ciò che accompagna la passione verso la musica nel momento in cui si abbandona la corsa al prodotto commerciale, ma si decide di fare musica per il piacere di farla e non con l’obiettivo di dar vita alla nuova hit che monopolizzerà le radio.
Insomma, possiamo dire che Irama si stia proprio divertendo, e noi con lui.

Futura 1993 for Siloud

Credits: Miriam Gangemi
Ph: Alberto Cantu

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