InTheMusic: menomale, interview

Leonardo Tosti ha 25 anni e ancora non sa chi è nella vita di tutti i giorni: ogni tanto fa il fonico per film e cortometraggi oppure studia psicologia all’università oppure fa musica producendo canzoni con altri o scrivendo le sue. Il suo nome d’arte è menomale e il suo ultimo singolo si intitola “Che fai?”.

Nome: Leonardo
Cognome: Tosti
In arte: menomale
Età: 25
Città: Roma
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Pesci, Luna Park, Che fai?
Periodo di attività: dal 2021
Genere musicale: Indie pop
Piattaforme: Spotify, Apple Music, Amazon Music, Tidal, YouTube Music, Deezer, SoundCloud, ecc

Chi è menomale nella vita di tutti i giorni?

Mi chiamo Leonardo, ho 25 anni e ancora non so chi sono nella vita di tutti i giorni. Ogni tanto faccio il fonico per film e cortometraggi oppure studio psicologia all’università oppure faccio musica producendo canzoni con altri o scrivendo le mie. Credo che un mix di queste cose possa descrivere le mie giornate in questo periodo.

Nella tua vita la musica prende il posto dello yoyo e del bricolage: quando e perché ti sei avvicinato a questo mondo?

Ho iniziato a fare musica e scrivere canzoni al liceo: inizialmente è nato come un passatempo per avere una scusa in più per non studiare, poi è diventata sempre più una necessità. Ho preso poche lezioni di chitarra e poi ho iniziato ad usare software per produrre musica. Le prime canzoni e produzioni che ho fatto sono rimaste nel mio computer, magari ascoltate da pochi amici, poi ho capito che il senso di quello che stavo facendo poteva essere trovato anche nella condivisione, quindi eccomi qui a parlarne.

Perché chiamarti proprio menomale?

“menomale” ha il senso che hanno i post-it che utilizzi per ricordarti qualcosa di importante. Per me vuol dire che, nonostante una serie di difficoltà e incertezze che ci sono ora nella mia vita, non devo dare per scontato le cose positive che ho e che mi accadono, grandi o piccole che siano.

Tra le tue esperienze c’è anche il tuo primo gruppo Andy Sastro. Quanto conta per te questa esperienza?

Conta tantissimo: è stato l’inizio di questa cosa di fare canzoni e mi ha insegnato che fare musica vuol dire relazionarsi con altre persone e condividere delle idee. Poi io la vedevo come una missione o comunque come un sogno da realizzare e forse quello che sto cercando di fare ancora ad oggi è continuare ad inseguirlo.

Il tuo nuovo singolo si chiama “Che fai?”, com’è nato?

È nato durante il periodo di quarantena, ho ricevuto un messaggio con scritto: “che fai?”, ho pensato fosse una domanda per niente scontata.  Mi piace farla e mi piace riceverla: sembra un modo per incuriosirti ed entrare nella quotidianità di una persona, per condividere un momento anche se si è distanti. In quel periodo lo eravamo un po’ tutti quindi mi ci sono soffermato particolarmente.

E cosa racconta?

Credo che non sia facile definirsi e a volte credo ci sia bisogno di qualcuno che lo faccia per te, anche in modo diretto magari, senza troppi giri di parole. “Che fai?” parla di questo. Per migliorarsi c’è bisogno anche dell’aiuto di amici, fratelli, sorelle, del fruttivendolo sotto casa, e se ti dicono che le cose a volte possono essere più facili di come sembrano tu credici.

Il pezzo ha un sound fresco con un testo originale che sfrutta giochi di parole e incastri. Come definisci la tua musica?

Come dicevo, non è facile definire me e quindi neanche la mia musica.  La definirei “serena variabile” come per il meteo. Serena perché alla fine mi piace mettere un po’ di leggerezza nei testi e nella musica, e variabile perché sento di voler provare generi differenti.

Sei pronto per un album?

Sì che sono pronto! Magari non ora, ho sicuramente bisogno di capire che direzione far prendere alla mia musica ma ho voglia di fare altre canzoni e di mettermi in gioco. Non che questi pezzi che per ora sono usciti siano stati una passeggiata ma si può fare di più.

Hai progetti per il futuro?

Sì, prossimamente vorrei collaborare con qualcuno: per ora ho sempre fatto da me produzioni e grafiche, la trovo una cosa divertente e mi lascia molta libertà ma sono curioso di vedere cosa può succedere ed uscire dal mio studio. Poi sicuramente mi piacerebbe suonare i miei pezzi dal vivo anche se so sarà una cosa che mi metterà in difficoltà, ma anche qui la curiosità è molta.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Ciao lettori. Continuate a leggere! Ci sono tante piccole realtà non molto conosciute ma che hanno qualcosa di interessante da dire e da trasmettere. Questo fatto di leggere le interviste mi sembra bello perché è quello che le fa esistere. Continuate a leggere!

menomale for Siloud

Instagram: @menomale.menomale

Credits: Out Loud

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