InTheMusic: Rivolta, interview

Rivolta è Alberto nella vita quotidiana, un 25enne nato e cresciuto a Milano, con la fortuna di essersi potuto dedicare alla musica a 360°. La passione per questo mondo l’ha ereditata dalla madre che gli ha permesso di crescere con la radio sempre accesa. A 12 anni, poi, è arrivata la prima chitarra e da lì non ha più smesso. “Sottovoce” è il suo singolo d’esordio, un pezzo fresco che unisce urban ed elettronica. Scopritelo con noi!

Nome: Alberto    
Cognome: Rivolta
In arte: Rivolta
Età: 25
Città: Milano
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Sottovoce
Periodo di attività: dal 2021 
Genere musicale: Pop/Rap/Elettronica
Piattaforme: Spotify, Youtube, Amazon Music, Apple Music, Deezer

Chi è Rivolta nella vita di tutti i giorni?

Mi chiamo Alberto Rivolta, ho 25 anni e sono nato e cresciuto a Milano. Nella vita di tutti i giorni ho la fortuna di potermi dedicare a 360° alla mia musica e a tutto ciò che la riguarda. Ho un piccolo home studio dove passo gran parte delle mie giornate, scrivo, compongo, suono e studio. Sono una persona molto curiosa, passo molto tempo a guardare video di produzione musicale per migliorarmi e cerco sempre di rimanere aggiornato sulle nuove uscite e su quello che accade nel mondo della musica. Al di fuori della musica, mi alleno 3 o 4 volte alla settimana, mentre nel tempo libero mi piace uscire con i miei amici e rilassarmi la sera davanti a Netflix, Youtube o Twitch.

Quando il tuo cognome si è trasformato in un nome d’arte?

Rivolta è prima di tutto il mio cognome, la volontà di usarlo anche come nome d’arte è arrivata quasi da sé. Ho vissuto un periodo della mia vita in cui non ero affatto soddisfatto di me e di come mi approcciavo agli altri. Ero troppo accomodante ed introverso, avevo concesso troppe libertà a persone che poi se ne sono approfittate. Durante il mio percorso di crescita personale e musicale, mi sono accorto che sentivo la necessità di ribellarmi, esprimere la mia vera personalità. Il destino ha voluto che mi ritrovassi un cognome che sintetizzasse il mio desiderio, quindi ho deciso di farlo diventare il mio nome d’arte. 

Cosa ti ha fatto approcciare alla musica e come è nata, invece, la tua passione per questo mondo? 

La passione per la musica l’ho ereditata da mia madre, sono cresciuto in una casa in cui la radio era sempre accesa. Quando penso a quali siano i primi ricordi legati alla musica, oltre a questa cosa, mi torna in mente quando per il mio dodicesimo compleanno ho ricevuto in regalo la mia prima chitarra. Ero alle medie, avevo molto tempo libero e lo passavo praticamente tutto a studiare sui manuali di chitarra o a guardare video lezioni sui dvd. Ricordo che ne avevo uno in francese, non capivo nulla, ma almeno sentivo suonare qualcuno di capace e cercavo di vedere come metteva le mani e le dita. Il primo amore, insomma, per me è stato la chitarra, successivamente è arrivato quello per le canzoni dei grandi del cantautorato italiano.

Da piccolo ti sei avvicinato ai grandi cantautori, che ti hanno ispirato nel tempo. Quali sono invece gli artisti che ti influenzano di più oggi?

Oltre all’influenza del cantautorato, crescendo mi sono avvicinato molto alle sonorità e al tipo di scrittura della musica hip hop e urban. Il primo rapper italiano al quale mi sono avvicinato è stato Fabri Fibra, sono rimasto da subito colpito dalla sua scrittura. In generale ascolto molto l’hip hop, specialmente quello italiano, ciò che più mi affascina è la profondità dei testi, specialmente quelli di artisti come Massimo Pericolo o Marracash (oltre che allo stesso Fibra) che alternano momenti di profonda sensibilità emotiva ad altri in cui fanno uscire un lato più crudo e quasi cinico. Ascolto anche molta musica anglofona, sono sempre stato fan di artisti come Eric Clapton o John Mayer, così come di artisti totalmente diversi, come ad esempio The Weekend o Post Malone. In generale, tendo a farmi ispirare da ciò che mi colpisce maggiormente in un determinato momento, mi piace sperimentare e rinnovarmi. 

Come si interfacciano il tuo mondo musicale e la tua vita privata?

Il mio mondo musicale costituisce una grande fetta della mia vita privata. A costo di sembrare monotematico, io voglio vivere ogni giorno assieme alla mia musica. Ovviamente non voglio trascurare nessuno, ma tutte le persone a me più vicine sanno che la musica per me viene prima di ogni cosa. Mi piace avere il mio tempo libero e poterlo condividere con le persone a cui voglio bene, ma non voglio mai perdere di vista quello che sto facendo.

Come definiresti il tuo modo di fare musica e in cosa pensi che sia unico?

La mia musica, come ho detto, è fortemente caratterizzata dalle influenze artistiche che ho e che ho avuto. Ci sono elementi che richiamano il mondo cantautorale o il pop italiano in generale, altri invece che richiamano il mondo urban. Mi piace far emergere la “contaminazione” data da questo genere, specialmente per quello che riguarda il beatmaking e l’alternarsi di momenti più intimi e sensibili ad altri più crudi e diretti nella scrittura. Per la scelta dei suoni, invece, mi piace smanettare un po’ con elementi tipici della musica elettronica, come voci processate o loop di synth o strumenti digitali.

“Sottovoce” è il titolo del tuo singolo d’esordio, dal sound fresco che unisce urban ed elettronica. Dicci di più!

Sottovoce è un brano a cui sono molto legato, non solo perché è il mio primo singolo. Per me rappresenta una rinascita, ho finalmente messo un punto al periodo che ho descritto prima, “non voglio più parlare sottovoce”. Adesso voglio vivere la mia vita da protagonista, raccontarmi con la mia musica e crescere con lei. Spero davvero di essere riuscito a trasmettere queste emozioni col mio singolo.

In che modo “Sottovoce” anticipa quello che sarà di Rivolta nei prossimi anni e come pensi che si evolverà la tua musica?  

Sottovoce è il primo tassello di quello che vorrei che fosse il mio percorso artistico. Anche il titolo è quasi fatto apposta, si comincia sempre sottovoce per poi piano piano prendere confidenza e costruire qualcosa di duraturo. Spero di poter continuare a crescere personalmente e artisticamente fino alla fine dei miei giorni.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro e quali, invece, i tuoi sogni? 

Ho vari sogni, sono praticamente tutti legati al mondo della musica e alla creazione della mia carriera, però sono molto scaramantico e non entrerò nel dettaglio! Per quello che riguarda invece i progetti per il futuro, al momento sono molto concentrato sull’ultimare alcuni brani che ho in sospeso. Per fine anno mi piacerebbe riuscire a pubblicare col mio primo ep, sarebbe veramente un sogno. 

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Mi piacerebbe condividere un pensiero che mi ha aiutato tanto nei momenti più difficili. La diversità, che sia mentale o fisica, fa sempre “paura”, perché è sempre più facile percorrere una strada già costruita. Sono fermamente convinto che sia proprio questa diversità la chiave per la propria crescita e realizzazione personale. Dobbiamo sempre rimanere fedeli a noi stessi, senza lasciarci influenzare da chi ci vuole deviare troppo dal nostro percorso. 

Rivolta for Siloud

Instagram@rivoltamusic
Facebook@rivoltamusic
YouTubeRivolta

Credits: Ivonne Ucci, Valentina Aiuto

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