InTheMusic: Don Pero, Interview

Dietro Don Pero c’è Giampier, un ragazzo di 21 anni proveniente dalla Sicilia. Il suo nome d’arte nasce dal diminutivo di Giampier e Don a seguito di una denuncia di un prete. Ogni suo pezzo è un racconto. Il suo ultimo brano si intitola “Petit”.

Nome: Giampier Francesco
Cognome: Lateano
In arte: Don Pero
Età: 21
Città: Siracusa
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Undici, Vita mia, Esse Erre (SR), Petit...
Periodo di attività: dal 2020
Genere musicale: Rap, Hip hop, Trap
Piattaforme:  Spotify, YouTube, Apple Music, Amazon Music

Chi si nasconde dietro l’alias di Don Pero?

Ciao, sono Giampier Lateano (Giampier Francesco solo all’anagrafe), ho 21 anni, sono nato in Sicilia. Ho vissuto in Sicilia, a Ferla, in provincia di Siracusa. Attualmente, però, mi trovo a Milano da tre anni per concludere un corso da film maker, ma sono qui anche per la musica.

Hai sempre amato la musica rap ma ti approcci alla scrittura solo grazie al cantautorato italiano. Come hai scoperto il mondo della musica?

Da piccolo, tutti nella mia famiglia suonavano uno strumento, tranne me. Mi ricordo che mio nonno mi iscrisse a delle lezioni di pianoforte, però a me non piaceva il solfeggio! Quindi, ad un certo punto, le ho balzate. Mio padre è stato, credo, la persona che mi ha fatto più avvicinare alla musica facendomi ascoltare De Gregori, Battiato, De Andrè, ecc. Anche lui suonava il piano e la chitarra, ma da autodidatta, ed io (quando non c’era) di nascosto provavo a suonare qualcosa, ma sempre ad orecchio. Poi, il rap è arrivato come l’unico genere che a me faceva muovere la testa, quindi ne ho ascoltato tantissimo fino a quando, come capita a tutti, quando ami troppo una cosa poi finisci per farla.

Quando e perché Giampier Francesco diventa Don Pero?

Giampier è di per sé un nome abbastanza inusuale e tutti mi storpiavano il nome in Giampiero. Da lì a Piero, fino ad arrivare a Pero. Poi, con il tempo, dopo una denuncia di un prete mi sono voluto autodichiarare “don” per scherzare. Ho così messo insieme “Don Pero”, suonava bene e mi dava quell’immaginario club, privé che mi piaceva, come Gué Pequeno che all’epoca ascoltavo in tutti i momenti della giornata.

Il 2020 è l’anno del tuo esordio e difatti subito dopo firmi per Giaguaro Empire. Quali sono le esperienze che ti hanno segnato di più?

In realtà ho iniziato a pubblicare qualcosa già da prima. Il 2020 è stato un anno importante perché mi ha permesso di arrivare a molta più gente e non me lo sarei mai aspettato. Il ricordo più bello è stato sicuramente avere a che fare con degli artisti già affermati, che ascoltavo e che mi hanno fatto i complimenti per la mia musica. Poi, sicuramente, il fatto che la gente in giro mi fermi, ma anche i live che faccio; mi fanno capire che sto facendo bene.

Gli streaming e gli ascolti sono la conferma che la tua musica piace, ma tu, come definisci il tuo sound?

Il mio sound non saprei come categorizzarlo. Ti posso dire che ogni pezzo di Don Pero si capisce che è il suo, ogni pezzo è un racconto. Inoltre, sono molto didascalico nella stesura dei brani.

“Petit” è il tuo ultimo singolo, un brano che racconta della tua terra. Com’è nato?

Ti correggo, “Petit” non è un brano che racconta la mia terra, ma che racconta la mia estate e come l’ho vissuta e di conseguenza il fatto che l’abbia vissuta nella mia terra. Il racconto per me esce fuori dalla Sicilia, le immagini ti riconducono al mio immaginario ed è giusto che sia così. È nato dall’idea di voler fare un brano dalle sonorità “estive” per farlo uscire in un periodo post-estate. Non volevo però cadere nel banale, volevo raccontare qualcosa che per me è importante, che il pezzo rappresentasse l’estate che vivevo e tutte le “vibes” di quel periodo spensierato da piccolo, da “petit”, appunto.

Questo brano si differenzia dai tuoi precedenti lavori per un tono a tratti più leggero ma comunque carico di sperimentazione. Chi ti ha aiutato nella produzione?

La produzione l’ha curata “Lohr”, un producer di Napoli, nonché mio cugino. Lui si sa muovere bene su questo stile che richiama la musica EDM. Io gli ho dato quella che è la mia direzione, perché comunque sempre di rap si parla. Alla fine, tra una contaminazione e l’altra. è nata una figata.

Possiamo aspettarci un album?

Ti direi che non lo so, non so se è il momento giusto per me, non so se è il momento giusto per gli ascoltatori. Sicuramente vi potrete aspettare tanta musica, ma uscire con un progetto come un album per adesso lo vedo un rischio.

Progetti per il futuro?

Voglio fare tanta musica, arrivare al gradino successivo e chiudere qualche collaborazione importante.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Cari lettori, se siete arrivati fino in fondo a questa intervista, andate subito a pompare Don Pero! Presto ne sentirete parlare ovunque, bless you.

Don Pero for Siloud

Instagram:@don__pero
YouTube: Don Pero Official

Credits: Homerun Promotion

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