InTheMusic: Limoni, interview

Dietro Limoni c’è Matteo, uno studente di psicologia che nella vita cerca di non annoiarsi. Non c’è stato un vero momento in cui ha capito di voler essere un artista, è come se quell’aspetto fosse stato parte di sé da sempre. “Voglio una tipa coi capelli blu” è il suo ultimo singolo in cui voleva esorcizzare la fine di una relazione molto complicata.

Nome: Matteo
Cognome: Balboni
In arte: Limoni
Età: 26
Città: Ferrara
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Brucia la stanza, Stare bene, C’est fini, Voglio una tipa coi capelli blu
Periodo di attività: Dal 2015
Genere musicale: Indie-pop
Piattaforme: Spotify, YouTube, Apple Music, Amazon, Deezer

Chi c’è dietro Limoni?

Limoni è una vita incasinata, ama il vino rosso, ha 26 anni e viene da Ferrara. Ho studiato pianoforte presso il conservatorio della mia città, studio psicologia e nella vita cerco di non annoiarmi.

In che modo questo tuo nome d’arte ti rappresenta?

Il mio nome d’arte nasce dal fatto che i limoni piacciono a tutti! Penso poi che questo frutto descriva bene la vita di ognuno di noi. I limoni sono acidi, aspri, ma se ineriti nel giusto piatto sono un valore aggiunto. Lo stesso penso che valga per i momenti più duri e complicati delle nostre vite, senza i quali probabilmente queste non varrebbero la pena di essere vissute.

Già a 13 anni scrivevi musica e tenevi concerti. Prima di tutto, però, com’è nata questa tua passione?

Nutro una forte passione per la musica da quando ho memoria. Ricordo che a tre anni mi venne regalata una batteria che suonavo a tutte le ore del giorno e per questo i miei genitori me la requisivano in continuazione: facevo impazzire il vicinato. Non c’è stato un vero momento in cui ho capito di voler essere un artista, è come se quell’aspetto fosse stato parte di me da sempre.

Quali sono i tuoi ascolti che più ti influenzano?

Ascolto molta musica diversa e cerco stimoli sempre nuovi per crescere e trovare nuove vie di espressione. La creazione artistica rappresenta sempre una miscela tra qualcosa di personale e le influenze che ognuno di noi porta con sé. In questo senso la lista sarebbe infinita, ma penso che Green Day, Calcutta, Billie Eilish e Canova siano tra le più pregnanti.

Ne hai fatta di strada nella musica, anche considerando solo il fatto che hai cominciato molto presto a produrre la tua musica. Quali sono stati i tuoi momenti più importanti fino ad oggi nel settore?

Il fatto di essere stato inserito nella playlist editoriale Scuola Indie di Spotify, che rappresenta l’indie emergente italiano, con il terzo singolo “C’est fini” è stata una grande soddisfazione, soprattutto per il fatto che il nuovo progetto fosse partito da soli tre mesi e che fosse un qualcosa di assolutamente inaspettato. A livello emotivo, il momento in cui ho ottenuto il diploma in conservatorio, che derivava da un impegno di 8 anni, è stato sicuramente il più forte e significativo. 

Come definiresti il tuo modo di fare musica?

Parlo di me stesso, di quello che mi accade, delle situazioni in cui mi trovo: le mie sfighe amorose la fanno da padrone. È un modo essenzialmente autobiografico di fare musica, un modo di elaborare e di sfogare sentimenti ed emozioni. Alcuni amici l’hanno definita Pop-Strappavestiti per la modalità melancolica ma contemporaneamente ammiccante di affrontare le questioni di cuore.

“Voglio una tipa coi capelli blu” è il titolo del tuo nuovo singolo. Come nasce e come è stato prodotto?

Quando ho scritto “Voglio una tipa coi capelli blu” volevo esorcizzare la fine di una relazione molto complicata. Avevo bisogno di uno stereotipo della ragazza alternativa come un ideale non raggiungibile per elaborare più lucidamente sentimenti e aspetti che avevo affrontato in maniera sbagliata. La tipa coi capelli blu rappresenta qualcosa che si cerca ma che di fatto non si troverà mai e questo mi ha aiutato in un certo senso a ritrovare me stesso. 

In che modo questo brano si relaziona con le tue produzioni passate? 

Con Node, il produttore, abbiamo cercato qualcosa di nuovo rispetto ai singoli precedenti, come l’utilizzo della chitarra distorta e di un synth anni ’80. Penso che fare arte sia un processo in continua evoluzione e per questo è fondamentale cercare di non ripetersi e trovare sempre nuove modalità di espressione, nuove influenze e nuovi stimoli.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?  

Il progetto è molto fresco, per questo la mia priorità attuale è dare sostanza, pubblicare tanta musica, che è la linfa vitale di un artista. Ho molti nuovi brani già pronti che pubblicherò nei prossimi mesi e non vedo l’ora di farveli ascoltare.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Ascoltate “Voglio una tipa coi capelli blu” e limonate forte.

Limoni for Siloud

Instagram: @limoni.__

Credits: Conza Press

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