InTheMusic: Erica Mou, interview

Erica Mou si è innamorata della musica all’età di tre anni, quando ha deciso che le sarebbe piaciuto imparare a cantare e a suonare uno strumento. Scrive e canta canzoni e ogni canzone porta con sé la propria unicità. Nel suo album “Nature” ci sono gli ultimi quattro anni della sua vita.

Nome: Erica
Cognome: Musci
In arte: Erica Mou
Età: 31 
Città: Bisceglie, Puglia
Nazionalità: terrestre
Brani pubblicati: Dove cadono i fulmini, Cinema, Fuori dal letargo, Erodere, Lo zaino sul treno
Album pubblicati: Bandiera sulla Luna, Nature
Periodo di attività: dal 2008
Genere musicale: Pop d’autore
Piattaforme: Spotify, YouTube, Apple Music, Amazon Music, ecc.

Chi è Erica nella vita di tutti i giorni?

Sono una cantautrice pugliese e una narratrice. Al momento, dopo aver vissuto a Roma e a Londra, mi divido tra l’Italia e la Francia. 

Come è avvenuta la scelta del tuo nome da utilizzare in ambito artistico?

Il mio nome d’arte è un’abbreviazione del mio nome anagrafico con una piccola licenza nell’aggiunta di una “o”. Con Mou volevo dare l’idea di un gusto allo stesso tempo dolce e forte.

Quando hai scoperto la musica e quando, invece, hai deciso di intraprenderne una carriera artistica? 

Mi sono innamorata della musica all’età di tre anni, quando ho deciso che mi sarebbe piaciuto imparare a cantare e a suonare uno strumento. Ho studiato e suonato da sempre fino a che, a diciott’anni, dopo il liceo, questa mia enorme passione è diventata anche il mio lavoro.

Come si relazionano i tuoi ascolti con le tue influenze?

Amo i cantautori italiani, il folk inglese, il pop di tutto il mondo, l’elettronica e sono stata anche, insospettabilmente, una metallara in adolescenza. Penso che ogni ascolto rientri in ciò che scrivo, da Nick Drake ai Moderat, da Emiliana Torrini ai Pink Floyd, amo la musica che riesce a emozionarmi e a sedimentare dentro di me.

Parlaci ora della tua musica. Come la definiresti e quali sono i suoi caratteri principali? 

Non ho paura di osare nella musica. In questi miei primi dieci anni di carriera e sei album in studio, ho intrapreso ricerche di suono molto diverse, rimanendo però coerente con la mia visione delle cose, soprattutto dal punto di vista della composizione e dei testi, lavorando sempre per immagini. Scrivo e canto canzoni e, ogni canzone porta con sé la propria unicità. Crescendo, sono cresciute con me.

“Nature” è il titolo del tuo nuovo disco. Ce ne parli?

È un disco molto eterogeneo da un punto di vista emotivo anche se molto coerente nella scelta dei suoni e dei temi. In questo album ci sono gli ultimi quattro anni della mia vita, i vari luoghi in cui ho vissuto, il passaggio dal sentirmi figlia a essere donna. Il primo singolo, “Lo zaino sul treno”, è un brano molto energico che invita a correre veloci per riprendersi la parte più empatica e preziosa di noi, lasciata incustodita in un bagaglio durante il viaggio.

Come hai lavorato alla produzione di questo progetto e, in generale, cosa lega le varie tracce tra loro? 

Ho prodotto il disco insieme a MaJiKer e a Simone Privitera, tra Londra e Milano. Ho lavorato per lo più in Inghilterra, scrivendo e registrando in una bellissima piccola casa piena di finestre usando varie lingue: l’italiano, l’inglese e persino il dialetto biscegliese. L’album è un omaggio alla Natura che ci circonda e alle diverse Nature che sono dentro di noi, una celebrazione della complessità e dell’armonia, del sentirsi umani.

Hai collezionato moltissime esperienze nel settore musicali. Quali sono state quelle più importanti e quali, invece, quelle che ti hanno segnato maggiormente?  

Sanremo, senz’altro. La composizione di colonne sonore come quella per il film di Rocco Papaleo “Una piccola impresa meridionale”. Il tour del 2019 “Grazie dei fiori”. La condivisione dello stesso palco con artisti giganti (come Coldplay, Paolo Nutini, Patti Smith…). I festival in giro per l’Italia e il mondo. Le collaborazioni con altri artisti. La lavorazione di questo mio ultimo disco.

Quali progetti hai per il futuro? 

Portare dal vivo questo album il più possibile insieme ai miei musicisti (Flavia Massimo e Molla), aprirmi a nuove collaborazioni, ricominciare il tour teatrale dello spettacolo “Un’ultima cosa” di Concita De Gregorio, scrivere un nuovo romanzo e tante nuove canzoni. Leggere, ballare, ascoltare, vivere.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Una musica senza le orecchie non ha senso di essere. E quindi grazie per l’ascolto che vorrete regalarmi.

Erica Mou for Siloud

Instagram: @ericamou
Facebook: @ericamou
YouTube: ericamou

Credits: Big Time Press

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