InTheMusic: Candra, interview

Candra si è avvicinato alla musica all’età di undici anni. Lo ha aiutato a restare a galla nei momenti bui; gli ha dato uno scopo e ha fatto si che non si buttasse giù definitivamente. Nelle sue produzioni gli piace molto raccontare situazioni che ha vissuto o che vive realmente. “Io no” può essere identificata come una lettera di scuse, una gigantesca ammissione di colpa.

Nome: Alessandro
Cognome: Brondi
In arte: Candra
Età: 31
Città: Livorno
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Io no
Periodo di attività: 2021
Genere musicale: Cantautorato, Alternative
Piattaforme: Spotify, Apple Music, YouTube, ecc.

Chi è Candra?

Mi chiamo Alessandro, ho 31 anni e sono un cantautore livornese innamorato di Bonola.

Da dove esce fuori il tuo nome d’arte?

Candra era il nome del gruppo in  cui suonavo quando avevo 16/17 anni. In quel periodo ascoltavo moltissimo Nirvana e Verdena e volevo per il mio gruppo un nome che “suonasse” in quel modo. Alla fine presi il nome di mia sorella, Chandra e ci tolsi la “H”.

Cosa ti lega alla musica e, più in generale, come ti sei appassionato ad essa? 

Ho cominciato ad appassionarmi alla musica a circa 11/12 anni quando il ragazzo di mia sorella dell’epoca mi regalò due cd, uno dei Clash, uno dei Ramones. Da quei due dischi penso di aver cominciato ad ascoltare seriamente musica, invece di averla come sottofondo. Per quanto riguarda la decisione di fare musica invece, una volta, in prima superiore, andai a vedere le prove di un amico che aveva un gruppo e rimasi folgorato. Fu lì che presi la decisione che avrei imparato a suonare uno strumento.

Immaginiamo che le tue influenze musicali siano molte e varie. A chi ti ispiri?

Mi piacciono molto i cantautori italiani. De Gregori, Tenco, Carmen Consoli, Battiato, Bobo Rondelli, De Andrè, Piero Ciampi sono alcuni tra quelli da cui prendo ispirazione e ho imparato e continuo a imparare per quanto riguarda la scrittura. Mi piacciono molto i Nirvana, i Sonic Youth, i Mudhoney, i Verdena per i suoni, soprattutto, delle chitarre al quale mi ispiro. Ultimamente sto ascoltando molto Iosonuncane, Sxrrxwland, Tha Supreme, Lil’ Peep.

La musica, per te, è un racconto di te e del tuo passato. Cosa vuoi comunicare a chi ti ascolta e in che modo ti ha aiutato ad andare avanti?

Più che ad andare avanti mi ha aiutato a restare a galla e lo ha fatto per tanto tempo, mi ha dato uno scopo e ha fatto si che non mi buttassi via definitivamente. Vorrei riuscire a raccontare, nella maniera più onesta possibile, quello che ho fatto, che ho visto, chi ho conosciuto mentre stavo galleggiando, quanto sono stato vicino ad annegare e quanto è stato bello tornare su, vorrei cercare di dare dignità ad una realtà che è sempre più ignorata.

Quali sono i caratteri principali delle tue produzioni? 

Mi piace molto raccontare situazioni che ho vissuto o che vivo realmente, mi piace costruire una fotografia quando scrivo il testo e poi costruirci intorno l’atmosfera, che la valorizzi o che la sgretoli, che la strappi dopo averla carezzata, vorrei che l’ascoltatore si sentisse attirato all’interno di un mondo per poi comprendere meglio ciò di cui si sta parlando.

“Io no” è il titolo del tuo primo singolo, che si presenta come un’esplosione di emozione dopo un’implosione di parole tenute dentro per molto tempo. Come nasce?

“Io no” è una lettera di scuse, una gigantesca ammissione di colpa e nasce dalla voglia di ringraziare con tutto me stesso le persone non hanno mai smesso di starmi vicino anche quando starmi vicino era estremamente difficile e doloroso. È il “ti voglio” bene che non ho mai detto.

Quanto il brano parla di te e cosa vuoi trasmettere ai tuoi ascoltatori?

È totalmente autobiografico, mi mette completamente a nudo ed è quello che vorrei che trasmettesse all’ascolto.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?  

Spero di poter tornare a suonare dal vivo, il prima possibile.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Praise the sun.

Candra for Siloud

Instagram: @no_candra
Facebook: @nocandraa

Credits: Foresta Promotion

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