InTheMusic: GIOIA, interview

Nella vita di tutti i giorni GIOIA è semplicemente una ragazza di 21 anni che coltiva le sue passioni. Ha deciso di stilizzare il suo nome d’arte in maiuscolo perché nella sua musica esce la parte di se che solitamente non traspare nella vita di tutti i giorni. “Pink Cadillac” è il suo ultimo singolo che racconta di un viaggio onirico a sottofondo enigmatico.

Nome: Gioia
Cognome: Pellanda
In arte: GIOIA
Età: 21
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Pink Cadillac, Fall, Super Quiet, Matter of Time
Periodo di attività: dal 2019
Genere musicale: Pop, R&B
Piattaforme: YouTube, Spotify, Apple Music, Deezer, Amazon Music, ecc.

Chi è GIOIA nella vita di tutti i giorni?

Nella vita di tutti i giorni sono semplicemente una ragazza di 21 anni che coltiva le sue passioni. Avendo la fortuna di avere molto tempo per me cerco sempre di non sprecarlo, ma sfruttarlo al meglio facendo cose che mi fanno stare bene: faccio e ascolto molta musica, cucino, disegno, guardo dei film, esco con gli amici, mi alleno.

Come hai scelto il tuo nome d’arte?

Non ci ho messo molto tempo a scegliere il mio nome d’arte, essendo il mio nome anagrafico. Ho deciso di stilizzarlo in maiuscolo perché nella mia musica esce la parte di me che solitamente non traspare nella vita di tutti i giorni, non per mia imposizione, ma per difficoltà personale. Gioia è timida e riservata; GIOIA è sfrontata e coraggiosa. 

La musica unisce i tuoi due mondi: quello minuscolo e quello maiuscolo. Come hai scoperto questa passione? 

Il primo ricordo legato alla musica risale a quando avevo circa 6 anni: nel computer fisso di casa era installata un’enciclopedia e io, incuriosita, quando la aprii mi trovai davanti ad un articolo di Elvis Presley e 20 secondi del brano “Heartbreak Hotel”. Mi innamorai completamente e continuai a riprodurre quei 20 secondi per svariati mesi. Sono sempre stata affascinata dalla musica, in casa trovavo chitarre acustiche e classiche, quindi la voglia di avvicinarmi alla composizione credo sia stata inevitabile. A 9 anni, purtroppo dai notiziari, scoprii Michael Jackson. In pochi giorni guardai ogni video, ascoltai ogni canzone e da lì nacque un amore inspiegabile. Guardando i film dei suoi live percepii la passione e la bellezza di questo mestiere e, timidamente, nella mia testa pensavo: “anche a me piacerebbe fare questo”. Il “mondo maiuscolo” nasce naturalmente da un’esigenza di espressione. Forse non sembra, ma sono sempre stata una ragazza un po’ introversa e non mi sono mai realmente sentita a mio agio a parlare di specifici argomenti, specialmente in italiano. Forse dalla musica internazionale che ho sempre ascoltato, o forse dalle amicizie americane che ho stretto negli anni, ho scoperto che in inglese riuscivo a parlare di ogni cosa molto più facilmente ed ero più estroversa con tutti. Scoprii un mondo nuovo, più grande, in maiuscolo.

Quali sono le tue principali ispirazioni?

Sono cresciuta ascoltando Michael Jackson, Sade, David Bowie, Fleetwood Mac… ho avuto delle fasi rock, metal; ogni genere e ogni artista mi dà qualcosa. Oggi, principalmente, ascolto tantissima musica soul, R&B e pop, che influenzano maggiormente la creazione dei miei brani. Alcuni artisti che sto amando molto, genere a parte, sono Doja Cat, Sabrina Claudio, Snoh Aalegra, UPSAHL, Peggy Gou.

Qual è stato il tuo percorso nel settore musicale fino ad oggi?

Negli anni ho avuto occasione di suonare in club e bar locali. A 17 anni ho fatto il mio primo concerto in una discoteca: 2 ore di chitarra e voce e 200 persone che mi ascoltavano. Nel 2019 ho pubblicato il mio primo singolo da indipendente, seguito poi da altri 3 brani, l’ultimo dei quali (“Super Quiet”) scritto, prodotto e registrato in quarantena, nel salotto di casa. Non avevo molte speranze, ma il pezzo catturò l’attenzione del producer Kina, che ho avuto la fortuna di ‘conoscere’ attraverso Instagram: mi disse quanto gli fosse piaciuto il brano e, a mia insaputa, passò immediatamente il mio contatto a Sugar.

Quali sono i caratteri principali delle tue produzioni e come definiresti il tuo stile? 

Non saprei collocare la mia musica in uno stile specifico, compongo molto liberamente.  Negli anni ho sperimentato molto, ora nei miei pezzi c’è una continua contaminazione di generi, che però mira all’R&B/soul. Le produzioni cambiano sempre molto, ma una mia caratteristica che rimane sempre la stessa credo sia il graffio nella voce. Ho un modo di cantare molto leggero, ma a tratti esce in modo naturale un tono più grezzo che, secondo me, rende tutto un po’ più maledetto.

Il tuo nuovo inedito si intitola “Pink Cadillac”. Ci dici qualcosa in più?

“Pink Cadillac” racconta di un viaggio onirico a sottofondo enigmatico. Ho inserito molti contrasti, dal collegamento tra il sound uptempo e un testo più scuro, alle parole specifiche nel testo, a partire da “rebel angel”. Non mi sono mai piaciute le storie perfette, perciò ho voluto scrivere di un rapporto indefinito e tossico da cui non si smette di sperare in un lieto fine.

Come pensi che questo brano si relaziona con quelle che saranno le tue prossime produzioni? 

Questo pezzo è stato un primo passo di cambiamento. Ho sempre caratterizzato le mie produzioni da un genere elettronico/lo-fi; da “Pink Cadillac” seguiranno dei brani che si avvicineranno sempre di più al sound che ricerco, improntato sull’R&B internazionale.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?  

Vorrei imparare quello che ancora non conosco, fare tanta musica, magari viaggiare e incontrare persone nuove con cui lavorare. Voglio arricchirmi di esperienze e scrivere di quelle. Non vedo l’ora di far conoscere GIOIA più profondamente con le prossime uscite!

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Credete sempre in ciò che fate e non lasciatevi abbattere dalle incertezze, dalle insicurezze, o da un “no”. Pensate positivo, siate gentili, pazienti e propensi al cambiamento. Metteteci l’anima e non perdete mai la speranza, prima o poi gli sforzi vi ripagheranno!

GIOIA for Siloud

Instagram: @gioiasounds
YouTube: GIOIA

Credits: Sugar Music

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