InTheMusic: Xtrasensory, interview

Gli Xtrasensory sono dei ragazzi che credono in sé stessi e lavorano sodo per realizzare i propri obiettivi, malgrado tutte le difficoltà. Sono influenzati da generi musicali estremamente diversi tra loro, come il progressive rock, l’alternative, la musica classica ed elettronica. “Zero” è il titolo del loro ultimo singolo, che parla di un pesante conflitto tra due estremi della propria interiorità.

Band: Xtrasensory 
Componenti: Aiden Lionwolf, Luna Fennec, Pietro Cappellin 
Età: 26, 24, 17 
Città: Milano 
Nazionalità: Italia 
Brani pubblicati: Prediction, Zero 
Periodo di attività: dal 2020 
Genere musicale: Progressive Rock, Alternative Rock 
Piattaforme: YouTube, Spotify, ecc. 

Chi si nasconde dietro Xtrasensory?

Siamo dei ragazzi che credono in sé stessi e lavorano sodo per realizzare i propri obiettivi, malgrado tutte le difficoltà.

Come nasce questa band?

Non siamo più un duo, ma una band. Di recente abbiamo deciso di rendere ufficiale l’ingresso di un nuovo membro, ovvero Pietro Cappellin che da adesso è il nostro batterista. Il progetto è nato ad inizio 2020 in modo del tutto spontaneo. Quando ci si trova ad avere gli stessi obiettivi e una forte sintonia diventa tutto molto naturale. Xtrasensory nasce principalmente dall’immenso desiderio di esprimere, per mezzo della musica, la nostra reale essenza interiore e i nostri valori.

Qual è il vero significato del vostro nome d’arte?

In pratica è la parola inglese “Extrasensory” senza la E. Togliendo l’iniziale la pronuncia rimane inalterata. “Extrasensoriale” (in italiano) si riferisce all’energia universale e al legame profondo, ma invisibile, che abbiamo con tutto ciò che ci circonda. Secondo noi l’arte è la massima espressione della nostra profonda essenza e ha origine da ciò che comunemente chiamiamo anima; quindi, il nome del nostro progetto è anche legato al modo in cui percepiamo noi stessi nel profondo, senza l’utilizzo dei sensi del nostro corpo. Soltanto dopo essere entranti in sintonia con il proprio “mondo” interiore gli artisti sono in grado di realizzare opere inedite, e fisicamente tangibili, come canzoni, dipinti, sculture, e così via.

Quali sono le vostre principali influenze musicali e come si relazionano con la vostra musica?

Siamo influenzati da generi musicali estremamente diversi tra loro, come il progressive rock, l’alternative, la musica classica ed elettronica, ecc. Amiamo molto sperimentare senza seguire schemi e non vogliamo essere etichettati con un genere ben preciso.

Avete cominciato a fare musica da subito dopo il diploma. Fino ad oggi, quali sono stati i momenti più importanti del vostro percorso?

I momenti più importanti sono stati sicuramente quelli in cui ci siamo conosciuti e con molta spontaneità abbiamo instaurato uno speciale senso di appartenenza nei confronti di questo progetto.

Il vostro sound è moderno e dinamico: come avete raggiunto il risultato che vi caratterizza?

Con molto studio e ricerca, ma continua ad essere in evoluzione. Il modo di fare musica, e di fare arte in generale, rispecchia ciò che siamo.

“Zero” è il titolo del vostro ultimo singolo, che parla di un pesante conflitto tra due estremi della propria interiorità. Come nasce e cosa avete voluto comunicare?

“Zero” (pronuncia inglese) è nato nello stesso periodo in cui abbiamo dato il via al progetto. Questo brano contiene messaggi di speranza con l’obiettivo di stimolare una reazione positiva in coloro che, attraversando un periodo molto buio, sono molto tentati dal lasciarsi andare pensando che una certa condizione rappresenti una realtà dalla quale non si può sfuggire. Il conflitto di cui si parla è tra la cosiddetta “vocina” interiore che ti dice di arrenderti perché tanto non cambierà mai niente, e il rifiuto nei confronti di un esito tanto triste seguito poi da una decisa reazione con l’obiettivo di cambiare davvero la propria vita. Siamo noi a scrivere la nostra storia. Il destino è una delle scuse perfette per chi non ha la forza di amarsi abbastanza da andare contro corrente per “costruire” il proprio benessere.

In realtà, “Zero” è il vostro secondo singolo. Come si relaziona con la produzione che lo ha preceduto?

Il nostro primo singolo è stato Prediction, un brano molto intenso con il quale abbiamo avuto modo di fare la nostra prima esperienza in studio. Si tratta di un’opera molto diversa dal punto di vista dei contenuti. A differenza di Zero, ci piace descrivere Prediction come un vero esperimento.

Programmi futuri?

Abbiamo in cantiere molti brani inediti e tanto altro ancora. Questo è stato solamente l’inizio e vi invitiamo a seguirci per scoprire cosa accadrà da qui in avanti. Siate curiosi!

C’è qualcosa che vorreste dire ai nostri lettori?

Xtrasensory vuole essere un punto di riferimento per coloro che si sentono meravigliosamente fuori dall’ordinario. Intorno alla nostra musica vogliamo dare vita ad una community fatta di persone che, come noi, desiderano liberare la propria essenza da schemi e pregiudizi sociali che soffocano la nostra realtà.

Xtrasensory for Siloud

Sito web: www.xtrasensoryofficial.com
Instagram: @xtrasensory.official

Credits: Conza press

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