InTheMusic: Guzzi, interview

Guzzi è un ragazzo come tanti, viene dalla Toscana, ama le moto, gli amici e il vino. Ha capito di voler essere un artista in prima superiore, al concerto di fine anno. È uscito poche settimane fa il singolo “Serie A” che tratta il tema della domenica con i postumi, ma anche della difficoltà di fare il primo passo verso qualcuno.

Nome: Alessandro
Cognome: Domenici
In arte: Guzzi
Età:30
Città: Camaiore
Nazionalità: italiana
Brani pubblicati: Serie A, Ti vedo da lontano, Domenica, 24 ore
Periodo di attività: dal 2019
Genere musicale: pop, indie, cantautorato
Piattaforme: Spotify, YouTube

Chi è Guzzi nella vita di tutti i giorni?

Ciao ragazzi! Guzzi è un ragazzo come tanti, viene dalla Toscana, ama le moto, gli amici e il vino.

Come nasce questo nome d’arte?

Volevo qualcosa che rappresentasse la mia idea di libertà, quindi ho preso in prestito il nome della mia prima moto. Volevo qualcosa che potesse andare in qualsiasi direzione senza dover fare troppi progetti o senza mettersi troppi paletti.

Quando hai cominciato ad ascoltare musica e quando, invece, hai deciso di muovere i tuoi primi passi in questo mondo?

Ascolto musica dall’anno zero. In casa mia abbiamo sempre ascoltato un sacco di musica. Ho capito di voler essere un artista in prima superiore, al concerto di fine anno. C’erano due miei compagni che stavano suonando e mi sono completamente innamorato.

Cosa ispira la tua musica?

Diciamo che devo tanto ad un cognome, Mobrici. Uno è Fabrizio Mobrici, in arte Fabrizio Moro. L’altro è Matteo Mobrici. Mi danno l’idea di scrivere per vocazione, per esigenza, non per una ricerca spasmodica del successo.

Quali sono stati i momenti più importanti del tuo percorso artistico fino ad oggi?

Ho avuto diversi momenti belli, ma sicuramente posso mettere sopra tutti le finali di Area Sanremo e la finale di Fatti Sentire festival.

Da sempre cerchi di raccontarti fra strofe e ritornelli. Cosa vuoi comunicare a chi ti ascolta?

Io mi sento un alieno da tutta la vita, credo che sia il male comune di ogni artista. Spesso mi rendo conto di essere diverso rispetto agli altri, ma non saprei definire questa diversità a parole. Mi piacerebbe che la gente ascoltando le mie canzoni pensasse “ecco vedi, non sono così solo al mondo”.

Ci parli delle tue produzioni più recenti?

È uscito poche settimane fa il mio singolo “Serie A” che tratta il tema della domenica con i postumi, ma anche della difficoltà di fare il primo passo verso qualcuno. È un brano nato nel periodo del primo lockdown, sicuramente dettato dalla necessità di vivere una domenica “normale”.
 

Riusciresti a descrivere l’evoluzione della tua musica negli anni tramite le tue varie produzioni che hai rilasciato nel tempo?

Dall’interno io questa evoluzione la vedo poco. Credo sia un po’ come quando fai un figlio e non ti rendi conto di quanto stia crescendo finché non raggiunge dei traguardi. Non ti rendi veramente conto dell’evoluzione fino al primo giorno di scuola, il motorino ecc. Però se sapete descriverla voi la mia evoluzione la ascolto volentieri.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Navigo a vista. Ho imparato che parlare delle cose belle prima del tempo in ambito musicale porta una sfiga incredibile. Diciamo che vorrei raccogliere le mie canzoni all’interno di un qualcosa, ma spero di potervi dire di più successivamente.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Ciao a tutti ragazzi! Se vi va potete seguirmi su Instagram e ascoltarmi su tutti i canali digitali. Un abbraccio a tutti i lettori di Siloud!

Guzzi for Siloud

Instagram:@therealguzzi
Facebook: @FbdiGuzzi

Credits: Sound Communication

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