InTheMusic: Riccardo Di Salvo, interview

Riccardo Di Salvo ha 36 anni e vive in provincia di Roma. È un cantautore appartenente al vecchio cantautorato, eppure ha molto di più alle spalle. Il suo obiettivo è quello di portare canzoni divertenti e leggere, di raccontare storie che permettono di far viaggiare la mente e al contempo di far riflettere. “Ed io e tu” è il titolo del suo nuovo singolo, dal carattere nudo e crudo.

Nome: Riccardo       
Cognome: Di Salvo
In arte: Riccardo Di Salvo
Età: 36           
Città: Manziana (RM)
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Ed io e tu, L’amala vita, Il tirchio e lo sprecone, Il mio poro nonno
Periodo di attività: dal 2011
Genere musicale: Cantautorato, Pop, Rock
Piattaforme: Spotify, YouTube, Soundcloud, Amazon Music, Apple Music

Chi è Riccardo Di Salvo nella vita di tutti i giorni?

Sono Riccardo Di Salvo e sono nato a Roma, ho 36 anni e vivo a Manziana (RM). Nella vita sono un consulente finanziario, professione che svolgo da 14 anni e che mi ha permesso nel tempo di investire su me stesso e sulla mia musica.

Perché hai deciso di mantenere il tuo vero nome per il tuo progetto artistico?

Sinceramente non ho mai trovato un nome d’arte che mi rappresentasse fino in fondo, a questo punto ho deciso di tenere il mio. Non c’è trucco, non c’è inganno.

Le sonorità dei Nirvana e la voce di Kurt Cobain ti hanno portato ad avvicinarti alla musica e, poco dopo, a scrivere i tuoi primi pezzi. Nello specifico, cosa ti ha colpito così tanto da farti intraprendere un percorso nella musica?

La voce di Kurt Cobain mi ha stregato sin da subito. La naturalezza che aveva nel trasformare la sua sofferenza attraverso la sua voce e la sua musica in un’energia così forte, mi colpì molto. Per Natale mi comprarono la prima chitarra elettrica e da lì piano piano iniziai a strimpellare, poco per volta, sempre di più. Inoltre, mi piaceva scrivere, poesie, pensieri, quello che mi passava per la testa. Passavo molto tempo a suonare in una piccola dependance annessa alla casa dei miei, tutto ciò mi bastava, mi dava qualcosa. Ero nell’età dell’inquietudine e dei mille pensieri e suonare mi dava quel senso di pace di cui avevo bisogno, era come fossi atterrato sulla luna.

Sei un cantautore appartenente al vecchio cantautorato, eppure hai molto di più alle spalle. Quali sono le tue influenze principali?

Quando avevo 17 anni cominciai ad ascoltare il rock: Nirvana, Alice in Chains, Pearl Jam, Pink Floyd, The Doors, fu una bella scoperta, l’ascoltavamo in macchina di un amico, stavano nelll’MP3 in una sotto-cartella chiamata: “Drogati”, bei tempi! Negli anni successivi, cominciai ad ascoltare i grandi cantautori, soprattutto De Andrè e Rino Gaetano (che amo particolarmente). La poetica, l’ironia, le storie con un filo logico e una morale, i giri di parole, avevano un certo spessore e ciò mi destava un enorme interesse. Non è un caso che artisti di questo calibro si ascoltino tutt’ora, la loro musica ha lasciato involontariamente un segno, nelle generazioni presenti e passate. Mi piace solo il pensiero di ispirarmi ad artisti come loro, ma vorrei preservare sempre quel pizzico di originalità in quello che scrivo!

Parlaci del tuo percorso fino ad oggi. Quali sono stati gli step fondamentali?

Dal 2011 ho cominciato a suonare per locali della mia zona, chitarra e voce. Mi son buttato in un mare ignoto, vincendo anche un po’ di timidezza, ma la cosa mi piaceva, mi divertivo, ne valeva la pena. Quasi per caso ho registrato nel 2013 “Maschere di Cera”, un album introspettivo e decadente. È stata un’esperienza importante per me, mi ha dato fiducia, lo abbiamo suonato, per un anno circa, insieme con la band che mi ha accompagnato in qualche concerto e manifestazione della nostra zona.

Continuo a scrivere e suonare in giro in duo acustico e nel 2018 nasce “Risorgimento” un Ep di 5 canzoni, che pubblico nei vari canali digitali. C’è un cambiamento in quello che suono e quello che scrivo, avviene in qualche modo una trasformazione anche nei miei brani che sono più ironici e riflessivi, frutto di una maturazione e di una crescita personale e artistica. Nel 2020 continuando su questa via pubblico “Un giorno” e “L’Amala Vita” con cui mi candido finalista del “Premio Poggio Bustone 2020”, festival dedicato a Lucio Battisti.

Ora penso al presente e sono contento di essere entrato a far parte di “Senape Dischi” con il mio brano “Ed io e tu”, spero mi porti fortuna.

Il tuo obiettivo è quello di portare canzoni divertenti e leggere, di raccontare storie che permettono di far viaggiare la mente e al contempo di far riflettere. Come definiresti ciò che fai e in che modo cerchi di arrivare direttamente ai tuoi ascoltatori?

Il mio obiettivo è quello di scrivere e di coordinare la penna con i miei pensieri, non voglio qualcosa di costruito, voglio il gioco e l’imprevedibilità, lasciando che tutto avvenga spontaneamente, senza forzature. Le parole sono come un fiume in piena, quando escono bisogna assecondarle. Se da tutto questo, poi, esce fuori qualcosa di ironico e divertente, tanto meglio, ne abbiamo tutti bisogno. Non prendersi troppo sul serio, è un grande passo verso l’accettazione di sé stessi.

“Ed io e tu” è il titolo del tuo nuovo singolo, dal carattere nudo e crudo. Dicci di più!

“Ed io e tu” è uno di quei brani nati di getto, sulla poltrona gialla di casa mia. Quando scrissi la prima frase avevo già in testa dove volessi arrivare ma non cosa volessi scrivere. Venne tutto in maniera naturale. C’è il dualismo e l’ironia, ci sono immagini e scene di vita comune, follia. In pochi giorni, ce l’avevo. Ascoltandolo ogni giorno, mi metteva di buon umore, il brano funzionava bene, mi calza come la scarpa di Cenerentola, anche se porto il 45!

Tra Vallerano (VT) e Milano l’abbiamo provata, registrata e grazie al prezioso aiuto di Sveno Fagotto è venuta su prepotentemente come un’erbaccia in mezzo al cemento!

Come hai definito il sound di questo brano e in che modo si relaziona con le tue produzioni passate?

È un brano che cresce lentamente, c’è rock nelle tastiere che mi ricordano molto i “The Doors”, il pop e un po’ di vecchio cantautorato, c’è sicuramente una voglia di sorprendere e di voler incuriosire senza dare punti di riferimento. Lasciare un dubbio!

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?  

Andare sempre avanti e cercare di migliorarmi come uomo e come artista. Pubblicherò presto altri brani, li ho nel cassetto ed è un peccato lasciarceli dentro.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Sono sicuro di potervi strappare un sorriso, quindi se vi va, ascoltate “Ed io e tu”, vi metterà di buon umore!

Riccardo Di Salvo for Siloud

Instagram: @rick_disalvo
Facebook: @riccardo.salvo.7
YouTube: Riccardo Di Salvo

Credits: Senape Dischi

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