InTheMusic: Veniero, interview

Veniero, per lui, significa dare voce a qualcuno che non ne ha più, dandogli una seconda possibilità. Il suo percorso musicale è cominciato con una chitarra classica alle medie, poi sopra un armadio ne ha trovata una elettrica e la faccenda si è resa più intrigante. Il suo nuovo singolo si intitola “Michael Jordan“, nato dopo aver visto la serie su Netflix.

Nome: Fabio 
Cognome: Paciucci
In arte: Veniero 
Età: 31
Città: Milano
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Paracadute, Non è cambiato niente, Michael Jordan 
Periodo di attività: dal 2021
Genere musicale: Indie Pop
Piattaforme: Spotify, Apple Music, iTunes Store, YouTube, Deezer, SoundCloud, Amazon music, Tidal

Chi è Veniero?

Sono Fabio, ho 31 anni e sono nato e vivo a Milano. Lavoro come fonico da vari anni.

Come nasce il tuo nome d’arte?

Veniero per due motivi: è mio nonno materno mai conosciuto, che morì quando mia madre era giovanissima e di cui non ho mai saputo niente. Da lui sono nati una serie di conflitti irrisolti che arrivano fino a me e che voglio esorcizzare dandomi questo nome.

Veniero per me significa dare voce a qualcuno che non ne ha più, dandogli una seconda possibilità.

Il fatto che porti il nome di qualcuno di cui probabilmente ho lo stesso sorriso o la stessa incapacità di ballare ma che allo stesso tempo per me sia un perfetto estraneo, mi fa sentire al mio posto.

La musica per come la vedo esplora misteri e apre strade.

Qual è stato il tuo primo approccio con la musica?

Tutto è cominciato con una chitarra classica alle medie, poi sopra un armadio ne ho trovata una elettrica e la faccenda si è resa più intrigante.

Ho passato il test per andare in conservatorio andando in treno da Milano a Trento due voltein due giorni, perché il primo giorno avevo sbagliato data. Dopo averlo passato ho deciso di non farlo perché la musica è e deve rimanere istinto per me. Gioco, ascolto e istinto.

La tua musica è molto creativa e questo vuol dire che tanti sono i generi musicali che seguire che ti ispirano. Cosa puoi dirci a tal proposito?

Grazie per il complimento! La prima cassetta che ho comprato è stata Gorillaz (2000). Da li sono andato indietro e ho scoperto gli anni ’90, il grunge, il rock ma anche il pop di allora. I 2000 mi hanno forgiato, NuMetal, Stoner, Industrial e sempre il pop. Quando ho scoperto I cantautori italiani e americani si è chiuso un cerchio e ho capito la mia strada.

E invece, come si è evoluto il tuo percorso nella musica?

È cominciato con un’audizione per una band tanti anni fa, poi varie band, progetti solisti, concerti,festival. Tanti inizi e fini.

Negli ultimi anni ho vissuto in studio di registrazione (il Metropolis) e ho lavorato e visto esibirsi alcuni fra i migliori artisti italiani. Una tappa fondamentale che mi è servita tantissimo.

Il tuo nuovo singolo, “Micheal Jordan”, porta un nome importante: come è nato?

È nato dopo aver visto la serie su Netflix. Non sono mai stato un appassionato di basket, né di Jordan,anche se a sei anni avevo come tutti un cappellino dei Bulls.

Mi ha colpito l’uomo dietro il mito, che forse è ingombrante tanto quanto il mito. La sua storia mi ha fatto riflettere, perché nonostante il suo smisurato talento è stata la sua determinazione e la sua forza mentale a portarlo dove è arrivato.

Mi è sembrato di vedere un artista e non uno sportivo, uno che ha scolpito e trasformato, che ha creato da qualcosa qualcos’altro.

E cosa vuole raccontare?

Sono partito da MJ (che non cito mai nel testo, ma non potevo non chiamare la canzone così perché è il motivo per cui è nata) e ho avuto l’intuizione che i nostri desideri passano da una raffinazione.

Mangiando sabbia diventerà zucchero. Nel mentre succederanno molte cose, ma quello è un dato di fatto. Prima o poi diventerà zucchero.

È stata una presa di coscienza totale, illuminante, sentita e non retorica.

Finalmente sono ripresi i live, c’è qualche data in cui possiamo ascoltarti dal vivo?

Ci stiamo lavorando! A breve ne arriveranno.

Cosa hai in programma per il futuro?

Ispirarmi e farmi ispirare, non farmi cambiare troppo dalle cose, scrivere canzoni sincere e cantarle allepersone.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Se siete arrivati fin qui e non avete già scrollato compulsivamente, andatevi a sentire Michael Jordan!

Veniero for Siloud

Instagram:  @veniero.no 
Facebook: Veniero.no 
YouTube:  Veniero

Credits: PressaCom

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