InTheMusic: Akes, interview

Alessandro Balestrieri, in arte Akes, è una pillola azzurra che ha scelto di risvegliarsi: combatte la sua battaglia col sistema scrivendo canzoni. Ha sempre seguito le sue sensazioni interne per poi veicolarle in maniera da creare attaccamento con chi lo segue. “Shuttle / Sci-fi” è il titolo del suo nuovo doppio singolo, fatto di tante influenze dove la musica è l’unico filo conduttore.

Nome: Alessandro
Cognome: Balestrieri
In arte: Akes
Età: 27
Città: Roma
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Premi per sbloccare, Amore 2.0, Dejavu, Virtual Feeling, Revolution, Delta 9
Album pubblicati: Backup heart, Amore 2.0, Revolution
Periodo di attività: dal 2012
Genere musicale: Sci-fi ra
Piattaforme: YouTube, Spotify, Apple Music, Deezer, Amazon Music, ecc.

Chi è Akes nella vita di tutti i giorni?

Sono una pillola azzurra che ha scelto di risvegliarsi, combatto la mia battaglia col sistema scrivendo canzoni (anche per altri artisti come autore). Vivo a Roma, ma ormai il concetto di stanzialità a mio avviso è superato, oggi potrei essere qui, domani a Berlino come ho fatto in passato oppure in America chissà.

Perché proprio Akes?

Akes proviene dal tempo in cui facevo graffiti nella prima adolescenza, è una rivisitazione del mio nome (Alessandro). Dalle immagini sono passato poi alla musica, è una trasmutazione come gli stati dell’aria.

Parlaci di come ti sei avvicinato alla musica. Quando hai deciso di voler avviare un tuo progetto artistico? 

Ho cominciato a scrivere i primi testi in primo superiore, poi con Dr. Wesh (che ai tempi smanettava col PC) mi è venuta l’idea di registrare una prima canzone, da lì non mi sono più fermato. Il mio primo progetto era un mixtape, risale al 2011. I fan più accaniti si ricorderanno sicuramente il titolo. Credo di aver capito definitivamente di voler far musica nella vita a 22 anni, dopo una storia d’amore travagliata dove la mia partner voleva farmi lasciare la musica H24 per un lavoro da schiavo del sistema a un call center, per fortuna in quel periodo una canzone che pubblicai su Facebook diventò virale e finì al TG2 e da lì ebbi il pretesto per continuare a crederci in maniera più concreta.

Quali sono i tuoi ascolti principali e come si relazionano con le tue produzioni?

Principalmente ascolto new metal, elettronica e rap. Sono appunto i generi da cui prendo ispirazione per le mie canzoni. Mi piacciono molto i Dead by April perché fondono bene queste tre identità.

Parlaci del tuo percorso fino ad oggi. Quali sono stati gli step fondamentali?

Ne posso identificare tre. Nel 2017 quando misi un paio di occhiali a cuore e decisi di rappresentare i sentimenti come tema principale nelle mie canzoni. Nel 2019 dove ho inventato il mio sound cibernetico con l’album “Amore 2.0” e l’anno scorso dove ho capito in che ruolo e in che universo doveva collocarsi la mia sensibilità e il mio sound avveniristico.  Mi sono ribellato e ho deciso di schierarmi contro tutto ciò che ho sempre odiato: le app di incontri, l’omologazione della moda e tutti i cliché che fanno parte del capitalismo, nel mio ultimo album “Revolution” uscito nel 2021 appunto ho sancito questa voglia di rivoluzionare.

Con il progetto Akes porti avanti una continua rivoluzione estetica e culturale. Come definiresti il tuo modo di fare musica e come pensi si evolverà in futuro?

Ho sempre seguito le mie sensazioni interne per poi veicolarle in maniera da creare attaccamento con chi mi segue. Ora sto cantando la ribellione e spero in futuro, quando ce l’avrò fatta, di cantare la vendetta e la rivalsa.

“Shuttle / Sci-fi” è il titolo del tuo nuovo doppio singolo, fatto di tante influenze dove la musica è l’unico filo conduttore. Dicci qualcosa in più!

“Shuttle” è il mio primo pezzo che posso accostare al new metal, sono riuscito a fondere elettronica, rap e cantato, come la band che amo più in assoluto, i Linkin Park. Ovviamente non voglio paragonarmi a mostri sacri come loro ma in maniera autentica ho espresso le mie emozioni nella forma che amo di più, ho voluto parlare delle restrizioni di questo periodo e del mio desiderio di andare controcorrente. “Sci-fi”, invece, è un beat psytrance da pista dove rappo duro e me la prendo con il sistema, ci sono sempre approcci vocali newmetallari, ma, è più un esercizio di stile che un brano con un concetto dietro, da pompare a volume sparato mentre ci si scollega dal Matrix.

Come è stato prodotto questo brano e qual è la relazione con le tue produzioni passate? 

“Shuttle” è stata prodotta da Dr. Wesh e mixata da Stefano Moro (che ha lavorato ad alcuni mix di “Donda” di Kanye West e al nuovo disco di Fedez). “Sci-fi”, invece, è stata prodotta da Erika Greys, bravissima DJ bolognese. All’inizio la struttura del pezzo era molto lunga, poi ho pensato a vari tagli e concordando con lei abbiamo tenuto la versione con il cut.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?  

Pubblicare il mio nuovo album a febbraio dove sono contenuti i singoli usciti in questi mesi e tante altre hit inedite.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

So che tra di voi c’è sicuramente qualcuno che vive fuori dagli schemi. Bene, se tu sei fra questi, ricordati che non sei solo. Ci sono io a portare avanti questa battaglia contro il sistema a suon di musica. 

Akes for Siloud

Instagram:@akes_ufficiale
Facebook:@Akes.Ufficiale
YouTube: Akes

Credits: Nextpress

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