InTheMusic: La Convalescenza, interview

Il progetto La Convalescenza è nato intorno al 2011, nel dipartimento di Scienze Biologiche di Modena. Il loro sound in costante evoluzione e con “Resta Nostro“, il loro nuovo brano, hanno cambiato ancora stile, optando per un’atmosfera cupa, chitarre e batteria pesanti mixate ad abbondanti subdrops e beats.

Band: La Convalescenza
Componenti: Luca Pifferi, Luca Campanozzi, Francesco Roncaglia, Nicholas Giordano, Manuel Baraldi
Età: 30, 30, 32, 25, 30
Città: Modena
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Resta Nostro, Palafitte di Creta, Jakarta, Fatti di Scambi, Albero Maestro, Uguale al Mare
Album pubblicati: L'Eco della Clessidra (2016), Palafitte di Creta (2019)
Periodo di attività: dal 2016
Genere musicale: Alternative Rock
Piattaforme: Spotify, Apple Music, Deezer, Shazam, YouTube, Tidal, Amazon Music, iTunes

Chi sono i componenti de La convalescenza?

Siamo Luca Pifferi, Luca Campanozzi, Francesco Roncaglia, Nicholas Giordano e Manuel Baraldi. Per gli amici, Piff (voce), Bugio (chitarra/penna), Kikko (batteria), Nick (chitarra) e Manu (basso). Siamo di Modena e ci piace passare il tempo libero dal lavoro fra musica, viaggi, aperitivi e amici.

Siete nati a Modena nel 2016, ma come mai avete deciso di far musica insieme?

Il tutto in realtà è nato intorno al 2011, nel dipartimento di Scienze Biologiche di Modena. Bugio canticchia fra sé e sé “Guerrieri del Metallo” de Gli Atroci lungo il corridoio della facoltà. Piff cammina in senso contrario e si unisce per il ritornello. Inevitabile formare una band.

Perché avete scelto “La Convalescenza” come nome d’arte?

Durante la Convalescenza non sei né davvero malato né davvero guarito; però se stai così da trent’anni ti deve venire il dubbio che forse sei solo uno s*****o incazzato senza un valido motivo. 

Com’è stato essere una band ai tempi della pandemia?

Ci siamo dovuti adattare come tutti alle regole imposte, quindi ognuno di noi da un paio di anni a questa parte lavora a casa nel suo home studio. Bugio butta giù una struttura iniziale, poi passa il file a Kikko, che passa al prossimo e così via. Il tutto poi va alle sapienti mani di Federico Ascari, il nostro produttore. Al momento siamo in attesa di tornare sul palco, e accadrà presto.

Il vostro sound è sempre rimasto lo stesso oppure si è evoluto nel tempo?

È in costante evoluzione. Siamo partiti nel 2016 con l’EP “L’Eco della Clessidra”, disco diretto con un sound scarno, viscerale, carico della rabbia dei vent’anni. La necessità di scoprire nuove sonorità ci ha portati all’introduzione di un sound più moderno da cui deriva la successiva pubblicazione nel 2019 dell’EP “Palafitte di Creta”, disco che definisce l’identità più sincera che vogliamo mostrare sul palco. Con “Resta Nostro” abbiamo cambiato ancora, optando per un’atmosfera cupa, chitarre e batteria pesanti mixate ad abbondanti subdrops e beats.

E proprio a proposito di questo, chi sono gli artisti che vi ispirano maggiormente?

Parlando della scena italiana sicuramente i Ministri e gli Afterhours. Andando oltreoceano, sicuramente i Bring Me the Horizon, i Placebo, i Linkin Park e i Biffy Clyro.

Siete tornati con un nuovo brano, “Resta Nostro”. Com’è nato?

“Resta Nostro” nasce dal bisogno di parlare di quel posto speciale che appartiene solo a noi, dove ci si possa sentire come sdraiati sul fondale del mare, sovrastati da tonnellate di acqua che ovattano tutto ciò che ci sta intorno. Crolli pure tutto il resto, noi stiamo qui, sul fondale. 

Come questo brano si ricollega alle vostre produzioni passate?

Come detto prima, la nostra musica è continuamente in evoluzione e questo brano ci piace vederlo come una diretta e inevitabile conseguenza delle nostre produzioni passate. Ogni volta che lavoriamo su nuovo materiale partiamo appunto da ciò che abbiamo già pubblicato e da lì, da quelle fondamenta, cerchiamo di costruire qualcosa di diverso.

Quali sono i vostri progetti per il futuro?

Abbiamo altri brani pronti per essere pubblicati quando sarà il momento giusto. Per il resto, vogliamo semplicemente sudare e urlare sopra a un palco il più possibile.

C’è qualcosa che vorreste dire ai nostri lettori?

Che speriamo davvero di poterli vedere tutti sotto al nostro palco un giorno e che saremmo felicissimi di bere una birra con ognuno di loro! 

La Convalescenza for Siloud

Instagram: @laconvalescenza
Facebook: @LaConvalescenza
YouTube: La Convalescenza

Credits: Conza Press

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