InTheMusic: Zic, interview

Dietro a Zic c’è Lorenzo, un ragazzo che lavora tutto il giorno, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo. L’immutabilità non fa per lui, ogni giorno si guarda allo specchio e vede una persona diversa. Il suo nuovo singolo si intitola “Poeta di corte”.

Nome: Lorenzo
Cognome: Ciolini
In arte: Zic
Età: 24
Città: Firenze
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Poeta di corte, Rotelle, Il fantasma del sabato sera
Album pubblicati: Faceva Caldo, Smarties, Smarties (remix)
Periodo di attività: dal 2018
Genere musicale: Psychedelic pop
Piattaforme: YouTube, Spotify, Apple Music, Deezer, Amazon Music

Chi è Zic nella vita di tutti i giorni?

Zic è un ragazzo di ventiquattro anni, che vive nella vecchia casa di sua nonna. Un ragazzo che lavora tutto il giorno, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo. Zic è un ragazzo che vive e che scrive.

Come hai scelto il tuo nome d’arte e qual è il suo significato?

Quando ero piccolo amavo disegnare, non facevo altro. Ero piuttosto ambizioso, dicevo di voler fare il pittore da grande, e fu così che cominciai a firmare i miei disegni non più con il mio nome ma con quello del protagonista di uno dei miei cartoni animati preferiti di allora. Zick infatti era il nome del protagonista di “Monster allergy”, un personaggio in cui mi rivedevo molto. Semplicemente gli rubai il nome, così senza neanche pensarci, e siccome non avevo idea di come si scrivesse improvvisai. 

Qual è il tuo primo ricordo legato alla musica? 

La musica è sempre stata presente nella mia vita, sicuramente in forme diverse. Tra i primi ricordi che ho ci sono i viaggi in macchina con i miei dove si ascoltavano i Dire Straits, i Queen, gli Wham, i Led Zeppelin e tantissimi altri. Fu in proprio grazie a questi straordinari musicisti che il desiderio di suonare si fece grande.

Dai generi musicali ai rispettivi ascolti, in che modo i tuoi ascolti influenzano le tue produzioni?

L’ascolto è fondamentale. Essere connessi con ciò che ti sta intorno ti da la possibilità di avere continue nuove fonti di ispirazione. Ogni canzone, di qualsiasi genere, può dare l’input per la creazione di qualcosa di Nuovo. 

Quali sono stati i momenti più importanti del tuo percorso nel settore musicali e in che modo ti hanno influenzato?

Ci sono stati molti momenti importanti, alcuni fondamentali. Primo fra tutti l’incontro con Pio Stefanini, collega, amico e artista straordinario. Con lui ho capito che cosa significa esplorare e quanto sia fondamentale non aver paura di Imbarazzare. l’incontro con Mike Defunto, mio coetaneo, amico e produttore eccezionale. Io e Mike siamo cresciuti insieme nello studio di Pio, abbiamo imparato tutto da lui. L’ incontro con Riccardo Onori, chitarrista di Jovanotti una persona squisita di grande umiltà; insieme abbiamo scritto il tema di “Capodanno” uno dei miei pezzi più importanti. Questi che ho citato sono solo Alcuni momenti, ma certamente sono i più importanti. Sono persone che mi hanno dato tanto e che continuano ogni giorno a stupirmi.

La tua musica è il frutto di anni di ricerca, di introspezione e di duro lavoro. Hai raggiunto la tua identità artistica e, se sì, in cosa si caratterizza?

Si credo dopo anni di aver raggiunto un particolare equilibrio tra la mia musica e le mie parole. Questo di certo non significa che tutto rimarrà così per sempre. L’immutabilità non fa per me, ogni giorno mi guardo allo specchio e vedo una persona diversa e questo vale anche per il mio lavoro. Vorrei che la mia musica camminasse a braccetto con la mia vita, quella si che sarebbe una vera vittoria.

Il tuo nuovo singolo si intitola “Poeta di corte” ed anticipa il tuo progetto discografico di prossima uscita. Ci racconti qualcosa in più?

Usciranno altri due singoli che anticiperanno l’uscita del mio primo ep. Tutto ciò che mi sento di dire è che il progetto avrà un umore ben preciso, coeso e non mancherà di sperimentazione. Sarà una cosa diversa, viscerale, nella quale ho cercato di tradurre in musica stati d’animo veramente al limite. Spero che possa arrivare forte e chiaro, non desidero altro.       

Come hai lavorato alla produzione del brano e in che modo si relaziona con le tue release passate e future? 

Ho lavorato alla produzione del pezzo in solitudine nel mio studio. Ho usato tutta la mia strumentazione, di cui vado molto fiero, che comprende un Roland SH2000, senza il quale non avrei fatto l’assolo finale, un Moog Subphatty senza il quale non avrei avuto quei bassi così profondi, un Korg POLY800 ed un Korg Minilogue con i quali ho creato pad e arpeggiatori. Se non fosse chiaro, sono un vero amante di strumenti d’epoca, specialmente synth anni 70’ e 80’. Quando mi butto anima e corpo in un nuovo lavoro cerco di tenere la mente sgombra da argomenti come passato e futuro perché rischiano di distrarmi dal presente.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?  

Direi che intanto sono molto curioso di ciò che succederà nel prossimo futuro, il resto verrà da se, come sempre.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Datemi la possibilità di dimostrarvi che ho qualcosa da raccontare.

Zic for Siloud

Website: www.zicmusic.it
Instagram: @zicvilleneuve
Facebook: @zicofficialpage
YouTube: ZicVilleneuve

Credits: Silvia Santoriello

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