InTheMusic: Lorenzo Lepore, interview

Lorenzo Lepore è un cantautore di 24 anni. A 13 anni ha scoperto di saper scrivere le canzoni e ad oggi mette in musica tutto quello che sente e che fa. Ha scelto di mantenere il suo nome per il suo progetto artistico per il semplice fatto che non ha mai neanche teorizzato la presenza di un suo nome d’arte. “Meglio così” è il suo ultimo brano.

Nome: Lorenzo
Cognome: Lepore
In arte:  Lorenzo Lepore
Età: 24
Città: Roma
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Meglio così, Futuro, Ambulanze, Notti, La fine del liceo
Album pubblicati: Flebo
Periodo di attività: dal 2018
Genere musicale: Cantautorato, Pop
Piattaforme: Spotify, Apple Music, YouTube
Foto di Dario Argenziano e Massimo Zanconi

Parlaci di te Lorenzo!

Sono Lorenzo, o Lollo, a volte solo Lepore. Un cantautore di 24 anni. Nato e cresciuto nella mia splendida e martoriata Roma. Poche cose so sul motivo per cui mi trovo qui, chi sono e da dove vengo. Più che altro qui entreremmo nell’ambito dell’esistenzialismo e potrei parlare per ore. Mi limito a dire che a 13 anni ho scoperto di saper scrivere le canzoni e ad oggi so che non potrei fare altro nella vita che mettere in musica tutto quello che sento e che faccio.

Perché hai scelto di tenere il tuo nome per il tuo percorso artistico e non uno pseudonimo?

Ho scelto di mantenere il mio nome per il semplice fatto che non ho mai neanche teorizzato la presenza di un mio nome d’arte. Verso i 14 anni ho formato delle band che per forza di cose lo avevano. Poi quando ho cominciato ad esibirmi da solo è stato tutto molto spontaneo. Sono sempre stato Lorenzo Lepore e credo proprio che sempre lo sarò (alcuni mi dicono che è anche bello come nome!).

Classe ’97, inizi presto a fare musica e soprattutto calchi subito palchi importanti ma chi ti ha iniziato al mondo della musica?

La mia passione nasce in fasce. Considerando che provengo da una famiglia di musicisti, ho per forza di cose respirato musica dalla mia nascita in ogni istante della mia esistenza. Alle medie frequento un corso di pianoforte classico che finisco per odiare. Poi nell’estate prima di cominciare il liceo arriva una chitarra acustica in regalo da mio padre. Imparo tre accordi e ci scrivo una canzone. La suono e diventa un tormentone in gita con gli scout, che è stato il mio primo vero pubblico. Da lì in poi mi sono sentito per la prima volta davvero apprezzato in qualcosa e ho deciso di non smettere mai di farlo.

C’è un genere di musica che ascolti più frequentemente rispetto ad altri?

Sì, la musica dei cantautori italiani. Mi piace chi racconta i fatti in musica nelle maniere più belle, strane e originali possibili. Mi piace un pezzo che non parla solo ed esclusivamente d’amore, di felicità o tristezza, ma di qualsiasi cosa possa farmi riflettere. Mi piace scoprire storie nuove con la musica. Secondo me in questo Francesco de Gregori e Fabrizio De Andrè ne sono pionieri assoluti in Italia. Silvestri, Gazzè, Fabi e Giovanni Truppi non scherzano.

Ho avuto l’onore di ricevere lezioni di scrittura della canzone dagli ultimi due artisti che ho menzionato all’interno del laboratorio per cantautori “Officina Pasolini” ed è stata un’esperienza bellissima che soprattutto mi ha fatto scoprire l’esistenza di molti altri nuovi cantautori contemporanei incredibili.   

Come descriveresti la tua musica?

La mia musica è semplicemente un contenitore di storie, fatti. Personali, emozioni di ogni tipo e centinaia di altri episodi di vita vissuta cantati e suonati dal sottoscritto. Si può fotografare un pianto di gioia o di dolore con degli accordi e delle note? Io credo proprio di sì. Altrimenti quello che mi ritrovo a fare puntualmente davanti a un microfono non sarebbe autentico.

Le mie canzoni sono di certo il mio specchio più autentico. Forse di più, poiché la musica alle volte mostra dei lati di noi che è difficile percepire all’apparenza.

“Meglio così” è il tuo ultimo brano, disponibile dal 7 gennaio su tutte le piattaforme e in radio. Com’è nato il singolo?

“Meglio così” è stata una goccia che ha fatto traboccare un vaso di idee sul mondo e sulla vita che nel momento in cui è stata scritta era troppo pieno per traboccare e trasformare definitivamente la mia scrittura in qualcos’altro. Scritto in reazione agli spot pubblicitari aggressivi presenti ovunque nella vita di tutti i giorni. Come se qualcuno volesse per forza imporci uno stile di vita unico.

Così che questa canzone inizia con un vagito di protesta personale che si trasforma però in un graduale arrendersi ad uno stile di vita deciso da qualcun altro, probabilmente dal giudizio delle persone che mi ritrovo attorno. È una canzone di protesta e di arresa allo stesso tempo. Una sconfitta personale che si incarna nel tormentone che vogliono ascoltare tutti, perché è meglio così.

Come questo brano è legato alle tue precedenti pubblicazioni?

“Meglio così” si lega certamente a “Futuro”, il primo singolo del mio nuovo percorso discografico. Sono legati per i loro testi. Entrambi nascono in uno scenario industriale di cui l’essere umano ne risente e compie delle scelte. Mentre nel primo pezzo la scelta del protagonista è quella di lottare per un proprio ideale di riuscire a resistere in un momento culturalmente morto, in “Meglio così” invece ci troviamo davanti alla stessa persona che però diventa parte del sistema. È come se questi due pezzi fossero facce della stessa medaglia ma con sapori e finali molto diversi.  

Tra tutte le esperienze che hai collezionato, qual è quella che ti ha più segnato?

L’esperienza artistica che finora mi ha più segnato è stata di certo quella di ritrovarmi fra i 4 vincitori di Musicultura e vincere il “Premio per il Miglior Testo” nello scorso 2021. Ho avuto il privilegio di portare la mia musica in uno dei teatri a mio parere più belli d’Italia: Lo Sferisterio di Macerata. Tutta questa esperienza è stata bellissima, a partire dal meraviglioso Staff che ci ha accolti come anche il bel rapporto per niente competitivo con gli altri concorrenti.

Quali programmi hai per il futuro?

Quest’anno sarà un anno di uscite. Pezzi nuovi tenuti per me per troppo tempo dei quali passo il testimone al mio pubblico. Tutti i singoli anticipano il mio primo album in assoluto che uscirà presto. Un album che intendo suonare ovunque me lo permettano, in lungo e in largo per l’Italia. In questo momento, per mia fortuna, sto partecipando molto a programmi Radio e Tv e spero di continuare ad avere questo privilegio assoluto di portare la mia musica a così tanta gente, visto che purtroppo con la pandemia la situazione dei concerti dal vivo è molto incerta.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Seguite voi stessi. Tenete alto il vostro sogno più grande di sempre! Fallo per te, ti prego. Perché se decidi di fare nella vita qualcosa che non ti piace ne risentirai per sempre. È meglio che tutti ti vadano contro o che magari possa inciampare nel percorso piuttosto che reprimere la tua urgenza più grande. Credo che questo sia il messaggio più importante di cui è portatrice la mia esistenza, nonché il mio ultimo singolo “Meglio così”.

Lorenzo Lepore for Siloud

Instagram: @lorenzo_lepore
Facebook: @LorenzoLeporeOfficial
YouTube: Lorenzo Lepore

Credits: Comunicazione Globale Promotion

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