InTheMusic: ceneri, interview

Irene Ciol è sempre stata appassionata da ogni forma di arte e ha sempre cercato di trovare un po’ di poesia nella vita quotidiana e nelle piccole cose. ceneri è la sua seconda vita, è parte della sua natura, le permette di esprimere ciò che sente in modo naturale rendendola libera. Da poco è uscito il suo ultimo brano intitolato “Notturno”, immerso in un’atmosfera crepuscolare e malinconica.

Nome: Irene
Cognome: Ciol
In arte: ceneri
Età: 21
Città: Casarsa della Delizia (PN)
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Fiato corto, Notturno
Periodo di attività: dal 2021
Genere musicale: Indie, Cantautorato, Pop
Piattaforme: YouTube, Spotify, Apple Music, Deezer, Amazon Music
Foto di Blue Chips Studio

Chi è ceneri nella vita di tutti i giorni?

Sono Irene, ho 21 anni e nella vita di tutti i giorni studio grafica. Vivo tra il Friuli e Padova e l’ambiente in cui sono cresciuta ha condizionato fortemente il mio mondo creativo. Sono sempre stata appassionata da ogni forma di arte e ho sempre cercato di trovare un po’ di poesia nella vita quotidiana e nelle piccole cose.

Come è nata l’idea del tuo nome d’arte e in che modo ti rappresenta?

Ceneri è il risultato del mio nome e prima lettera dal cognome letti al contrario (Irene C.), è stato come un segno. Fin da piccola mi sono sempre sentita divisa in due e sento come se in questo modo riesca a unire ogni parte di me.

Quando ti sei avvicinata alla musica e cosa pensi ti leghi di più ad essa?

Mi sono avvicinata alla musica nel 2016 grazie a un corso di songwriting in cui ho conosciuto un musicista che mi ha passato la passione e mi ha incoraggiato a proseguire questo percorso. Inizialmente scrivevo solo in inglese, ma con il passare degli anni mi sono resa conto che scrivere in italiano mi permetteva di esprimermi al meglio.

Ci sono artisti che hanno contraddistinto la tua persona nel corso del tempo?

Assolutamente sì, sono particolarmente legata a Frank Ocean e Bon Iver che amo alla follia. Amo la combinazione tra cantautorato ed elettronica, ma cerco ispirazione un po’ da vari ambienti. Ad oggi gli artisti che ascolto di più sono I cani, Battisti, Bob Dylan, ma anche Aphex Twin, Phoebe Bridges e Lorde.

Dalla tua musica traspare un forte senso di non appartenenza al riquadro che ti circonda. In particolar modo, è come se ceneri fosse la tua nemesi. La musica è un mezzo che ti consente evadere?

Più che la mia nemesi ceneri è una seconda vita, è parte della mia natura, mi permette di esprimere ciò che sento in modo naturale rendendomi libera. Quindi sì, in un certo senso la mia musica mi permette di evadere i miei dubbi e insicurezze, ma allo stesso tempo mi permette di creare qualcosa di nuovo.

In cosa si caratterizza il tuo modo di fare musica?

Cerco sempre di essere sincera e onesta. Per me la musica deve soprattutto comunicare qualcosa e quindi quando scrivo una canzone mi focalizzo molto su questo aspetto.

Attraverso quale modo arrivi a ideare il concept di un brano e come si è evoluta la tua musica negli anni?

Non ho un metodo vero e proprio, mi baso molto sul lasciar fluire quello che provo. Solitamente parto dalle parole e poi cerco di accostarle alla musica, a volte lascio le demo molto scarne, solo chitarra e voce, mentre in altre occasioni mi spingo anche nella produzione e provo a creare tutto il contorno musicale. Dopodiché passo tutto ai miei produttori e rielaboriamo la canzone per completarla in ogni dettaglio.

Da poco è uscito il tuo ultimo brano intitolato “Notturno”, immerso in un’atmosfera crepuscolare e malinconica. Ce ne parli?

“Notturno” è un brano scritto qualche anni fa ed è uno dei miei primi scritti in italiano, racconta della vita di provincia e del sentirsi sconnessi dal resto del mondo. Il brano è nato per caso una sera, inizialmente non pensavo nemmeno di pubblicarlo e sono stati i miei produttori a volerlo riprendere in mano dopo averlo ascoltato.

Dalla mitologia, la fenice rinasceva dalle proprie ceneri più forte, simboleggiando la capacità di coltivare le risorse che si trovano dentro di noi. Ceneri dove vuoi arrivare in questo percorso artistico?

Vorrei emozionare le persone. La musica è sempre stato il mio posto sicuro e vorrei portare anche agli altri il conforto che mi è stato regalato.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

È il punto di vista a determinare la nostra visione delle cose, a volte basta guardare il mondo con occhi nuovi per capirlo davvero.

ceneri for Siloud

Instagram: @soloceneri

Intervista di Mario Castaldo
Credits: GDG press

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