InTheMusic: La Junta Escondida, interview

La Junta Escondida è il risultato di una serie di fortunati incontri avvenuti nel momento giusto. Vogliono offrire al pubblico un tango diverso, con un approccio da quintetto da camera d’impatto: lavorano sul giusto equilibrio di dinamiche dei vari strumenti, senza aver paura di osare sul piano o sul forte. “Suite Punta Del Este” è il loro ultimo progetto.

Band: La Junta Escondida
Componenti: Giampaolo Costantini, Leonardo Spinedi, Franco Gonzalez Bertolino, Riccardo Balsamo, Hector Faustini
Città: Roma, Perugia, Uruguay
Nazionalità: Italiana, Uruguaiana
Brani pubblicati: Introduccion, Coral, Fuga, Tango
Album pubblicati: Iracundo, Suite Punta Del Este
Periodo di attività: dal 2017
Genere musicale: Musica da camera, Tango
Piattaforme: YouTube, Spotify, Apple Music, Amazon Music, Deezer, ecc.

Chi sono gli artisti che compongono “La Junta Escondida”?

Siamo un quintetto composto da Giampaolo Costantini al bandoneon, Leonardo Spinedi al violino e alla chitarra, io – Franco Gonzalez Bertolino – alla viola, Riccardo Balsamo al pianoforte ed Hector Faustini al contrabbasso.

Quando avete deciso di suonare insieme?

La Junta Escondida è il risultato di una serie di fortunati incontri avvenuti nel momento giusto. Nel 2017, prima di coinvolgere Leonardo Spinedi e Giampaolo Costantini, condividevo un’altra formazione di tango con Riccardo Balsamo ed Hector Faustini, con i quali cercavamo di fare qualcosa di più sostanzioso. Appena gli ho parlato del progetto de La Junta Escondida, Leonardo ha subito voluto partecipare con entusiasmo.

Nel caso di Giampaolo, con cui mi ero esibito una sola volta insieme in milonga – ed ero rimasto molto colpito dal suo suono – sono andato diretto al punto e quando ci siamo ritrovati in un pranzo fra amici, gli chiesi se volesse suonare con noi. Così, piano piano, il gruppo ha iniziato a prendere forma finché ci siamo ritrovati alla fine dell’anno con una formazione solida e gran voglia di fare.

Quando, invece, ognuno di voi si è avvicinato alla musica?

Proveniamo tutti da una formazione classica. Io, personalmente, come violista ho iniziato nel 2000 con “El Sistema”, un progetto d’orchestre sociali nato in Venezuela che si è espanso anche in Uruguay, il mio Paese.

Negli anni successivi mi sono trasferito in Italia – prima a Firenze e poi a Roma a Santa Cecilia – per approfondire lo studio della viola, strumento che continuo ad amare ancora dopo molti anni e dal quale non smetto mai di imparare. 

C’è un genere musicale che ispira la vostra musica?

Nonostante siamo musicisti che suonano perlopiù in orchestra e gruppi da camera, siamo appassionati di molti generi musicali, soprattutto jazz, bossanova e rock. Quando ci ritroviamo a suonare insieme cerchiamo di portare nelle nostre esecuzioni alcuni degli approcci di questi generi. Ci piace molto mixare gli stili, lo stesso Astor Piazzolla, del quale abbiamo registrato “Suite Punta Del Este” nelle sue composizioni di tango si ispirava anche al jazz.

Come descrivereste il vostro sound?

Noi vogliamo offrire al pubblico un ‘tango diverso’, con un approccio da quintetto da camera d’impatto. Lavoriamo sul giusto equilibrio di dinamiche dei vari strumenti, senza aver paura di osare sul piano o sul forte. Il sound de La Junta Escondida dal vivo è unico, si percepisce che siamo musicalmente e umanamente molto uniti.

“Suite Punta Del Este” è il vostro ultimo progetto: com’è nato?

Per noi la “Suite Punta del Este” rappresenta un grande traguardo, personalmente è un sogno che si realizza, un sogno che era rimasto per troppo tempo chiuso in un cassetto. Sono cresciuto a Punta del Este in Uruguay dove ho vissuto fino a 21 anni. Come potete ben immaginare sono state tantissime le volte in cui passavo i miei pomeriggi o sere di estate ad ascoltare la Suite, soprattutto se considerate che era stata scritta a pochi passi da casa mia, nello chalet “El Casco” dove Piazzolla alloggiava quando veniva in vacanza. Quindi per me sentire la musica della Suite è sentire la musica di casa mia, un mondo fatto di natura, boschi di pini e eucalipti, strade di terra e poco più in là l’oceano Atlantico che mi richiama con le sue onde e la sua immensità.

Questo sogno prese forma l’anno scorso mentre eravamo in studio ad incidere il nostro primo album “Iracundo”. Tra una pausa e l’altra, notai che fra i dischi che stavano su uno scaffale c’era proprio il disco della Suite Punta del Este di Piazzolla. È stata come una “annunciazione” …era arrivato il momento.

Qual è il messaggio che volete trasmettere con questo progetto discografico?

Quello che vorremmo fare è divulgare il tango, come musica, cultura e storia. Solitamente si pensa che sia solo un genere per gente che balla, ma è molto di più. Esiste una vasta letteratura sul genere, storie e autori incredibili. La Passione (con la P maiuscola) che trasmette questo genere è ciò che vogliamo restituire al pubblico.

Avete in programma dei live?

Sì! In primavera faremo dei concerti in alcune città della Regione Lazio per presentare il progetto che uscirà in versione vinile ad edizione limitata. Successivamente dovremmo anche fare una tournee in Uruguay. Non appena l’emergenza sanitaria si placherà riusciremo a dare informazioni più precise.

Cosa progettate per il futuro?

Suonare dal vivo. Tanto. Abbiamo realizzato due dischi e vogliamo farli sentire in concerti, rassegne e festival.

C’è qualcosa che vorreste dire ai nostri lettori?

Innanzitutto, vi ringrazio e spero che abbiate trovato la nostra storia interessante. Ci vediamo, il prima possibile, ai concerti dal vivo!

La Junta Escondida for Siloud

Instagram: @lajuntaescondida
Facebook: @lajuntaescondida

Credits: Giulia Massarelli

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