InTheMusic: Malavedo, interview

Giorgio Invernizzi ha 25 anni e il suo nome d’arte Malavedo deriva dall’antico rione lecchese dove è nato e cresciuto. Durante l’adolescenza si avvicina alla scena hip-hop e rap, scrivendo le prime “barre” ed esibendosi al seguito di una crew locale. Da lì a poco inizia a concepire un progetto solista, sviluppando un’attitudine cantautorale incentrata sull’intimismo e il racconto del quotidiano. “Passi Rotti” è il primo capitolo di un progetto più ampio, un viaggio mistico alla ricerca di sé stessi, all’inseguimento dei propri sogni.

Nome: Giorgio
Cognome: Invernizzi
In arte: Malavedo
Età: 25
Città: Lecco
Nazionalità: italiana
Brani pubblicati: Passi Rotti, Pensieri Notturni, Scolapasta, Dove (Per capirci), Solo Sad Songs, Dorothy, Wanna U2 stay, Che cerchi da me
Album pubblicati: Malavedo
Periodo di attività: dal 2018
Genere musicale: Indie, Pop
Piattaforme: Spotify, Amazon Music, Apple Music, ecc.
Ph: Elena Ventola 

Chi è Malavedo nella vita di tutti i giorni?

Sono un ragazzo di provincia appassionato di lettura, scrittura ed argomenti scientifici. Lavoro come consulente informatico il giorno mentre scrivo versi e musica la notte.

Il tuo nome d’arte ha a che fare con le tue origini: perché hai deciso di utilizzarlo per il tuo progetto artistico?

Malavedo è il rione di Lecco in cui sono nato e vivo tutt’ora. È un luogo suggestivo che si presta particolarmente a descrivere le mie sensazioni: alle pendici di un monte che incombe sull’osservatore ed il costante scrosciare del fiume, racchiude l’essenza di suoni mistici ed introspettivi.

Ti sei avvicinato nell’adolescenza alla scena hip hop e rap, cosa che ti ha poi portato ad esibirti in diverse occasioni. Cosa è cambiato da allora?

Il rap è stato uno dei primi mezzi espressivi e mi ha aiutato dal punto di vista della scrittura e del timing. Col passare del tempo la mia vena cantautorale ha iniziato ad emergere, facendomi sperimentare i miei limiti canori e facendomi sfogare in maniera più naturale.

Quali sono le tue influenze musicali principali?

I miei artisti preferiti sono Venerus, a cui mi sono sempre molto ispirato, Frah Quintale e C. Tangana, che ha dato il la ad alcune mie nuovissime tracce. Trovo interessanti progetti italiani quali gli Iside, Martini Police, bnkr44, gran parte del collettivo Undamento e internazionali quali MGK, Aaron Are, Masego, Kali Uchis

Parlaci del tuo progetto artistico: come ne hai definito l’identità e in cosa si caratterizza il suo stile?

Ho sempre cercato di seguire la mia indole introspettiva ed emotiva, lasciandola trasparire sia nelle mie canzoni che dal mio pormi con gli altri. Sono quello che vedi, senza filtri, con il desiderio di raccontare la mia storia, che è un po’ anche quella di tutti noi.

“Passi rotti” è il tuo nuovo singolo, dal carattere introspettivo e dal testo profondo. Come nasce?

Passi Rotti è il primo capitolo di un progetto più ampio, un viaggio mistico alla ricerca di sé stessi, all’inseguimento dei propri sogni. Per questo e i prossimi brani ho preso ispirazione del libro di Paulo Coehlo: L’alchimista. Racconta del viaggio di un pastore andaluso verso il proprio destino. Ne consiglio la lettura.

Come hai lavorato al sound di questo brano e in che modo è legato alle tue precedenti uscite?

L’atmosfera del pezzo era chiara fin da subito: calda ed avvolgente, per fare sciogliere i pensieri e trasportare l’ascoltatore in un’altra dimensione. Io e i miei amici Davide Caldana (@dopiopicante) e Riccardo M. Colombo (@riccardomcolombo) siamo partiti da prime bozze con synth e chitarre classiche per evolverci grazie all’aiuto di Andrea Cattaldo (@nati.prod) verso un sound più ciccioso con l’aggiunta di archi ed elementi ritmici.

Perché hai deciso di farti portavoce di una generazione che definisci smarrita?

Anch’io mi sento completamente perso in un mondo che spesso non riesco a comprendere, troppo più grande di me, ma con un fascino unico, frenetico e sublime allo stesso tempo.

Quali programmi hai per il futuro?

A breve uscirà il secondo capitolo del viaggio alchemico alla ricerca di sé. Se guardate bene nella copertina di Passi Rotti potrete trovare un indizio sul simbolo scelto, successivo a quello dell’aria relativo a Passi Rotti.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Cercate sempre di non farvi sommergere dalla quotidianità, cercando di ritagliarvi dei momenti per pensare e riflettere sulla vostra vita, guardandola dall’alto ed ascoltando Malavedo in sottofondo. 

Malavedo for Siloud

Instagram: @malavedo
Facebook: @malavedo
YouTube: Malavedo

Credits: Clara Redaelli 

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