InTheMusic: Nocta, interview

Nocta è nella vita di tutti i giorni Giulio Felicissimo, un 18enne che passa infinite ore dietro la musica. Al momento è concentrato sui suoi obiettivi. Ha iniziato all’età di 14 anni scrivendo “poesie”, testi di qualsiasi genere. Non ha uno stile musicale vero e proprio, sicuramente le ultime uscite sono più verso un’onda “indie-pop/rock” . In “Ti sogno da un po’” , il suo ultimo brano, parla di come una persona possa assumere maggiore importanza solo dopo averla persa e segnare in qualche modo anche il presente.

Nome: Giulio
Cognome: Felicissimo
In arte:  Nocta
Età: 18
Città: Sorrento (NA)
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Pelle, Ti sogno da un po'
Periodo di attività: dal 2021
Genere musicale: Rap, punk, cantautorato
Piattaforme: Spotify, iTunes, Amazon Music, Youtube

Chi è Nocta nella vita di tutti i giorni?

Probabilmente la cosa che lo differenzia maggiormente, è che davvero passa infinite ore dietro la musica. Fortunatamente sono circondato da persone che la ascoltano quasi come me dandogli la giusta importanza. Posso tutte le giornate con i miei amici di sempre. È davvero importante per me farli venire anche in studio a volte per fargli capire tutto ciò che c’è dietro la realizzazione di un brano, e soprattutto perché la loro presenza mi stimola a dare molto di più. Al momento sono concentrato sui miei obiettivi. Questa mentalità però l’ho maturata da poco perché fino a due anni fa mi sarei gettato in cose davvero futili, non riuscendo a guardare con occhio più “adulto” e “conclusivo” ciò che mi circondava.

La scelta del tuo nome d’arte è legata alla tua composizione artistica: da cosa in particolare?

Vi dirò un segreto: Il mio primo nome d’arte era “Gyfel” che sta per “Giulio” e “Felicissimo”. Ciò però era mirato ad un progetto totalmente diverso da quello che sto seguendo al momento. Cercavo di fare solo e unicamente rap finché ho capito che non era la strada giusta per me. Dunque, è arrivato il momento di cambiare nome per iniziare un nuovo percorso. Confrontandomi con Stefano, uno dei miei migliori amici, capimmo insieme che “Nocta” era il nome d’arte più adatto. “Nocta” viene dal latino “Noctis” che vuol dire “di notte”, siccome ho sempre e solo composto musica e testi durante la notte.  Essendo che però non mi convinceva che finisse in “is” cambiammo il finale in “a”.

Quali sono stati i tuoi primi approcci alla musica?

Ho iniziato all’età di 14 anni scrivendo “poesie”, testi di qualsiasi genere. Da dietro i banchi di scuola, le note del telefono, fogli volanti, muri ecc…Le mie giornate però sono sempre state alimentate da musica nelle orecchie 24 ore su 24. Per farla breve: lavoravo come cameriere in un rinomato bar di piazza, dove le “band” del posto suonavano tutti i weekend. Il primo giorno di lavoro un gruppo che suonò fece il panico: non si camminava nel locale, tutti cantavano a squarciagola le canzoni. Quella serata mi fece venire un’incredibile voglia di fare musica. Il giorno dopo andai per la prima volta in studio a registrare il mio primo pezzo. Avevo le idee chiare. Desideravo davvero porre i miei testi su musica, accompagnati da strumentali. Tutto ciò per un motivo ben preciso: dare vita alle parole che scrivevo, attraverso la sofferenza, felicità, rabbia ecc.. che solo con la voce potevo trasmettere.

Riferendoci sia ai generi musicali che agli artisti, quali sono le tue principali influenze artistiche?

 Il mio percorso artistico nasce con radici principalmente hip-hop, ma col tempo ho maturato la mia concezione artistica sfumandola con venature pop, indie e rock. Inizio col dire di essere un ascoltatore compulsivo. Ascolto un pezzo centinaia di volte, finché non ne recepisco le fondamenta; poi viene il bello: cerco di farle mie, non quanto sonorità, ma come esperienze. Credo che chi fa musica abbia sempre qualcosa da raccontare. Lasciarmi ispirare da un altro non lo reputo uno svantaggio, anzi penso che possa aiutarmi a creare un’opera più “globale”, se mi permetti. Ah, la vuoi sapere una cosa? Paradossalmente le mie più grandi influenze non provengono dal campo pop/rock, ma hanno radici nel campo dell’hip hop. Nayt e Tedua sono gli artisti che ultimamente ascolto di più. Poi, se proprio dobbiamo dirla tutta, vedo Venerus come uno dei migliori in Italia per ciò che fa.

Come definiresti lo stile musicale di Nocta e in cosa si caratterizza?

In realtà non ho uno stile musicale vero e proprio. Sicuramente le ultime uscite sono più verso un’onda “indie-pop/rock” se proprio la vogliamo definire così, ma come “artista” ho sempre fatto davvero qualsiasi genere. Quando iniziai con la musica, facevo rap, per poi passare all’indie vero e proprio, bedroom pop, solo piano, house. Ho cantato su ogni strumentale possibile e immaginabile. Tanti dei singoli che ho in cantiere sono totalmente diversi da quelli già usciti e sono davvero contento di portare avanti questo “pensiero” unanime per ogni genere. Fin da quando ho iniziato mi sono sempre detto di non volermi canalizzare in un unico percorso. Se domani mi sveglio che voglio fare uscire un pezzo parlato senza strumentale, un monologo, voglio essere libero di poterlo fare. Per me la musica è comunicazione, indipendentemente da che tipo di base ci sia sotto. Sicuramente però mi piace urlare in buona parte dei miei brani. Per me è uno sfogo incredibile e irrealizzabile in altre maniere

Qual è la storia del tuo nuovo singolo “Ti sogno da un po’”?

Il brano nasce come sempre di notte, da un beat che avevo scovato su Youtube. Inutile raccontare come i miei genitori hanno preso il fatto che suonassi nel cuore della notte. Ad ogni modo, prendo rode, scheda audio e pc e  inizio a registrare il provino con un asciugamano in testa per isolare un minimo il suono. Il brano è per la mia ex ragazza! Mi capita spesso con le mie canzoni di dare voce anche a vecchi pensieri che magari sul momento non ho neanche più. Sono comunque stati tasselli importanti della mia vita. In “Ti sogno da un po’” parlo di come una persona possa assumere maggiore importanza solo dopo averla persa e segnare in qualche modo anche il tuo presente. Le cose si sono sciolte brutalmente ma va bene, è uscito una bomba di pezzo! Ora sono single, ma ho una hit su Spotify.

Chi ti ha aiutato nella produzione del brano e in che modo si relaziona con il tuo brano precedente, “Pelle”?

Per quanto riguarda la produzione del brano, ci ho lavorato insieme a Davide Gobello, Leonardo Catani (Ddr) e Donald Renda. Sono un team di lavoro coeso che capisce al volo anche il mio pensiero e il modo in cui voglio portare avanti l’evoluzione di un brano. Il mio provino di “Ti sogno da un po’” era totalmente da ciò che ora è possibile ascoltare dalle piattaforme. La magia che si può raggiungere unendo le giuste persone e i giusti strumenti, è incredibile. Ad oggi ti posso dire che sia in “Ti sogno da un po’” che in “Pelle” è stato fatto un lavoro assurdo di cui vado fiero e per cui ringrazio i ragazzi. La batteria, la chitarra, il basso e il resto degli strumenti hanno dato un valore ai pezzi che prima non avevano. Non potevo chiedere di meglio.

C’è in programma un album per il futuro?

Si, sto lavorando ad un album! Non vorrei spoilerare troppo. Una buona parte sarebbe già pronta, siccome partorisco idee giorno per giorno. Lo svantaggio di questa cosa, è che però sono molto indeciso perché sento che pezzo dopo pezzo posso dare molto di più rispetto ai precedenti. Nell’album voglio riuscire a dare il “Giulio/Nocta” al massimo dell’espressione raggiungibile. Una cosa che vi posso dire, è che sicuramente ci saranno pezzi molto diversi tra di loro sia sotto un punto di vista musicale che di scrittura. È un viaggio attraverso la mia vita e la mia persona. È il passo più importante che abbia mai fatto. Non voglio deludere le aspettative degli altri, tantomeno mie. Pretendo il massimo da me stesso perché so che riesco a darlo.

Quali sono i tuoi progetti nel breve e nel lungo termine?

Al momento ho tanti progetti in mente con il mio team. Ultimamente mi sto confrontando con molte altre persone e artisti. Ciò mi porta ad elaborare nuove idee sia per il presente che per il futuro. Sto viaggiando molto è ciò mi fa da ispirazione continua. Non voglio pormi dei limiti definendo già da ora tutti i passi da compiere. Vivo la situazione giorno per giorno altrimenti diventa pesante e mi rende poco produttivo. Ho intenzione di godermi la musica con tutta la sua genuinità.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Cari lettori!  Poche parole per voi: segnatevi questo nome!  Nocta entrerà nelle vostre case con la sua musica. È una promessa!

Nocta for Siloud

Instagram: @chiamaminocta
YouTube: NOCTA

Credits: Silvia Santoriello

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