InTheMusic: Solo Pietro, interview

Solo Pietro è un ragazzo di vent’anni, che nella vita studia musica. A tempo perso cerca di non dare ragione a coloro che dicono che quello del musicista non è un mestiere, provando a suonare ovunque capita e a seguire sempre un po’ di progetti interessanti. Da qualche tempo ha iniziato a pubblicare le sue canzoni, il che lo rende davvero felice della strada che ha scelto di percorrere. “Sipario” è il suo nuovo singolo, in cui intreccia melodie di pianoforte e intensi versi autobiografici.

Nome: Pietro
Cognome: Bombardelli
In arte: Solo Pietro
Età: 20
Città: Milano
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Maschere, Sipario
Periodo di attività: dal 2020
Genere musicale: Indie pop, Pop rock, Pop
Piattaforme: Spotify, Amazon music, TIDAL, YouTube, Apple Music, Deezer, ecc.

Chi è Solo Pietro?

Sono un ragazzo di vent’anni come tanti, mi sono trasferito a Milano circa un anno fa e nella vita studio musica. A tempo perso cerco di non dare ragione a coloro che dicono che quello del musicista non è un mestiere, provando a suonare ovunque capito e a seguire sempre un po’ di progetti interessanti. Da qualche tempo ho iniziato a pubblicare le mie canzoni, il che mi rende davvero felice della strada che ho scelto di percorrere.

Perché proprio “Solo Pietro”?

“Solo pietro” è nato l’anno scorso, più o meno ad aprile. Scrivevo canzoni già da un po’ e non mi ero mai posto il problema di renderle pubbliche, tanto meno non mi chiesi con che nome pubblicarle. Poi di colpo arrivò quest’esigenza e con lei anche la necessità di scegliere un nome. Personalmente penso che scegliere il nome d’arte sia una cosa importante, non è un’occasione che hanno tutti. Nel mio caso specifico, il mio nome completo è troppo lungo e non mi piace particolarmente come suona. Per cui iniziai, a partorire un sacco di opzioni che però non mi convincevano a pieno.

Arriviamo ad aprile, Momento nel quale andai a registrare alcuni pezzi in studio, come buona consuetudine mi chiesero di firmare un muro con il nome d’arte, nome d’arte che io non avevo. Detto ciò, scrissi su quel muro “Solo Pietro” e poi, riflettendo sul significato che potesse avere, mi piacque molto  e così decisi di tenerlo. Per me “Solo Pietro” ad oggi vuol dire proprio che sono solamente io, è un monito che mi ricorda di essere umile e semplicemente me stesso.

Quando hai scoperto la tua passione per la musica e come sei arrivato ad un tuo progetto artistico?

Ho scoperto la mia passione per la musica relativamente da piccolo, mi è sempre piaciuto ascoltare la musica, anche da bambino. Così quando si presentò l’occasione, chiesi ai miei genitori di iscrivermi a scuola di musica. Nei primi periodi frequentai un coro di voci bianche poi, finite le elementari, decisi di iscrivermi alle scuole medie ad indirizzo musicale dove iniziai a suonare il mio primo strumento, il clarinetto. Finite le medie continuai con il liceo musicale dove iniziai invece lo studio del canto lirico e del pianoforte per poi l’anno scorso iscrivermi al CPM Music Institute, dove tuttora sto studiando canto.

Quali sono i tuoi ascolti e come si interfacciano con le tue produzioni?

In generale mi piace davvero ascoltare moltissimi generi musicali. Spazio dalla musica classica al prog al pop al indie alla musica elettronica. Come artisti, oltre ai miei favoriti che ritengo dei, ovvero Chopin, Tchaikovsky, i Pink Floyd e Ennio Morricone,  qui in Italia amo in particolar modo Cremonini, Mahmood, Blanco e Michele Bravi. A livello più internazionale invece direi Adele, James Arthur, gli Imagine Dragons e Hans Zimmer. Penso che in buona dose tutta la musica che ascolto poi porti delle influenze nel mio modo di scrivere e di produrre, ma non mi sento di sceglierne qualcosa in particolare.

Parlaci ora della tua musica. In cosa si caratterizza il tuo stile e in cosa cerchi di essere unico?

Penso che il mio stile sia sicuramente riconducibile nelle sonorità e nella scelta degli arrangiamenti ad un gusto classico per il momento. Per quanto riguarda le produzioni, in realtà, mi piace comunque sperimentare. In futuro usciranno anche brani dove la produzione è meno legata alle sonorità orchestrali e più legata a dei suoni moderni.

Se dovessi identificare un’unicità nella mia musica, penso sarebbe riconducibile ai ritornelli: spesso infatti tendo a comporre ritornelli molto pieni, quasi ‘solenni’ sia a livello di scelte sonore che di melodie. Probabilmente questo fatto potrebbe essere dovuto anche alla grande presenza di musica cinematografica nei miei ascolti.

“Sipario” è il tuo nuovo singolo, in cui intrecci melodie di pianoforte e intensi versi autobiografici. Come nasce?

Ho scritto “Sipario” in un momento un po’ strano della mia vita. È stata una di quelle canzoni venute fuori di botto in poco tempo, una di quelle in cui ti siedi al piano con il quaderno e un’ora dopo incominci a registrare il provino. Dico che è stato un momento strano perché andava tutto incredibilmente bene, uno di quei momenti in cui effettivamente non vedi nulla che va storto. Nel mio personale ero appena arrivato a Milano, vivevo con tre ragazzi conosciuti da poco, tutti e tre colleghi e tutti e tre fantastici. Adoravo l’ambiente in cui mi ero catapultato. Poi una sera come tante è scoppiato tutto. Tutto di colpo mi ritrovai a non restare più in superficie e a guardarmi dentro, a guardare negli occhi tutti i miei fantasmi. Ovviamente non sono cose che succedono per caso, è stato un insieme di fattori, era una giornata un po’ storta e arrivato a casa in serata mi misi a parlare con un mio coinquilino, con lui ragionavamo spesso, ci piace pensare e dibattere tutt’oggi, Diciamo che ci aiutiamo a vicenda.

Quella sera parlammo di amore non corrisposto e di delusione. Finito il discorso che già mi aveva particolarmente scosso, mi chiusi in camera e iniziai a leggere un libro nuovo: “Il coraggio di non piacere” di Fumitake Koga e Ichiro Kishimi, mi fece molto riflettere, è un libro di narrazione in cui il protagonista discute con un saggio della felicità. Mi fece capire che effettivamente andava tutto bene e che potevo essere felice, anzi che dovevo esserlo, ma che in me c’era ancora qualche cosa del passato che avevo lasciato irrisolta, qualcosa di me che nascondevo. Nel mio caso, generalizzando, era la debolezza e avevo bisogno di esorcizzarla. Scrivere e soprattutto scegliere di pubblicare “Sipario” è stato il mio modo di farlo.

Come hai lavorato alla produzione di questo brano e in che modo ne hai definito il sound?

Per la produzione di questo brano ho iniziato come già detto prima, e come faccio sempre, dalla stesura di un preproduzione orchestrale dove scelgo in linea di massima l’organico completo e assegno le parti armoniche e melodiche ai vari strumenti. Successivamente ho lavorato alla parte ritmica inserendo la batteria e il basso. Finita la preproduzione mi sono rivolto a vari musicisti, quali: Antonio Mariano alla chitarra, Martino Pellegrini per gli archi e Jody Brioschi per la batteria. Con loro mi sono poi successivamente recato in studio per registrare le varie parti e reincidere le voci e il pianoforte. “Sipario” è infatti completamente suonata in acustico e a livello di sonorità, c’è stata una ricerca di suoni il più possibile mirata a valorizzare il suono degli strumenti. 

Che relazione ha “Sipario” con la tua scorsa uscita e in che modo anticipa le tue prossime canzoni?

“Sipario” è una risposta doverosa a “Maschere”, è il mio modo di togliere le maschere di cui parlavo nello scorso brano. Il prossimo brano che uscirà invece parlerà di un concetto distante da quello trattato in sipario, non sarà più un dialogo interiore bensì qualcosa che punta all’esterno, una ricerca di risposte e una ammissione di necessità.

Quali programmi hai per il futuro?

Per il futuro vorrei riuscire ad espandere il mio pubblico e a tornare sempre di più a suonare dal vivo. In primo piano rimane sempre la volontà di scrivere nuovi pezzi sempre migliori. Poi mi piacerebbe riuscire a lavorare di più anche sull’aspetto autoriale e produttivo magari non solo per me stesso.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Innanzitutto voglio ringraziarli per l’attenzione che mi è stata data, per cui, grazie di cuore. Inoltre, spero di aver dato qualche spunto interessante sulla mia musica e su di me che spero possa portare a vivere al massimo le canzoni di cui si parla qui sopra.

Solo Pietro for Siloud

Instagram: @solo.pietro
YouTube: Solo Pietro

Credits: Astarte Agency

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