InTheMusic: Sara Loreni, interview

Sara Loreni è una singer songwriter, performer e producer emiliana. Ciò che la tiene legata alla musica è un rapporto elettromagnetico, non c’è una ragione, è qualcosa che la attrae e di cui non può fare a meno. Il suo nuovo disco si intitola “Cavalco la tigre” ed è un invito a lasciarsi andare ciò che non si può controllare.

Nome: Sara 
Cognome: Loreni
In arte: Sara Loreni
Età: 36
Città: Parma
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Cavalco la tigre, Himalaya, Eroticamente
Album pubblicati: loop solo (EP), MenthaCavalco la tigre
Periodo di attività: dal 2007
Genere musicale: Elettropop
Piattaforme: Spotify, iTunes, Apple Music, ecc

Ciao Sara, è un piacere risentirti. Per chi si fosse perso a vecchia intervista, ricordaci chi sei!

Ciao, piacere mio! Sono una singer songwriter, performer e producer emiliana, sono diplomata al conservatorio di Parma e ho 36 anni. All’attività artistica ho recentemente affiancato quella di docente sia di musica che di canto applicato alle nuove tecnologie.

Per fare un recap, ricordaci anche come ti sei avvicinata alla musica e cosa ti tiene legata ad essa!

Mi sono avvicinata da piccolissima. La musica è sempre stato un richiamo potentissimo che lavora a livelli sottili, istintivi direi, che stanno a diversi step prima della ragione e della parola. Ciò che mi tiene legata alla musica è un rapporto elelttromagnetico, non c’è una ragione, è qualcosa che mi attrae e di cui non posso fare a meno.

Il tuo nuovo disco si intitola “Cavalco la tigre” ed è un invito a lasciarsi andare ciò che non si può controllare. Come nasce questo progetto?

Questo disco nasce innanzitutto dall’ascolto. Non solo di me stessa, ma dall’ascolto di persone a me care, di notizie di attualità, di segnali appartenenti allo spirito del tempo. Il progetto si è poi sviluppato grazie a collaborazioni con persone bellissime che la vita mi ha donato, artisti e artiste nel vero senso della parola. 

Quali tematiche tratti nelle varie canzoni?

Uno dei temi portanti è certamente l’amore, declinato in vari contesti e sfumature. L’amore per sé stessi (“Cavalco la tigre”), per un’altra persona (“Himalaya”), verso un animale (“Millo”); ma non solo, c’è anche l’amore sensuale e l’erotismo di “Eroticamente”, l’amore ‘da lontano’ di “Bellissima” e l’amore che finisce di “Amanda”. C’è poi il fantastico quotidiano di “Universo in un caffè”, un tema che mi è molto caro, ossia come il nostro sguardo sia in grado di plasmare la realtà. E poi ci siamo divertiti a fare un omaggio allo splendido brano di Battisti “Amarsi un po’”. Oltre a questo, macro-tema portante, ci sono però altri temi che vengono affrontati o ai quali si allude: la situazione ambientale, tema che mi sta molto a cuore assieme a quello del benessere degli animali; la spiritualità; la poesia e la letteratura.

In che modo i vari testi sono rappresentati dal titolo dell’album, “Cavalco la tigre”?

La tigre rappresenta tutto ciò che non si può controllare. “Cavalcare la tigre” è una sorta di contraddizione, non è possibile guidare in modo impositivo l’animale simbolo della libertà e della potenza. Ci si può solo lasciare andare, fidarsi e stare in equilibrio. Questa espressione è per me il fulcro di un’auspicabile rivoluzione del femminile: anziché contrastare l’energia, imparare a dirigerla. È ciò che ho cercato di fare durante la scrittura di ogni canzone.

Siamo curiosi di conoscere qualche dettaglio in più sul sound di questo progetto. Che direzione stilistica hai adottato?

In questo album siamo spesso partiti dai beat. L’energia della coppia basso-batteria ha, in diversi brani, definito la macrostruttura che abbiamo poi intrecciato con synth luminescenti e voci cangianti. Amo il contrasto fra la potenza dei beat e la delicatezza polimorfica dei suoni sintetici e delle voci. Ci sono poi brani più melodici, che nascono dalla necessità di raccontare storie più intime e che abbiamo mantenuto, anche dal punto di vista del sound, più minimali e sospesi.

Quali sono stati i riferimenti artistici che ti hanno guidato nel definire le sonorità che caratterizzano l’album?

Difficile dirlo, ma sicuramente Bjork, St. Vincent, Billie Eilish, Laurie Anderson, Franco Battiato.

Chi ti ha aiutato nella produzione?

Daniele Cavalca, super producer e musicista con cui presenterò il disco live, e Paolo Blodio Fappani. Sono due persone con cui ho lavorato con grande complicità, abbiamo registrato il disco mentre eravamo in zona rossa, c’era un’atmosfera piuttosto cupa fuori, ma in studio sono spesso successe piccole magie. Tipo che alla fine della rec di alcuni brani avevamo tutti gli occhi lucidi e il sorriso.

Quali programmi hai per il futuro?

Spero che i concerti riprendano sul serio, ho voglia di suonare dal vivo. Inoltre, sto lavorando ad un progetto che si chiama “Corpi sinfonici” che unisce arte, medicina e tecnologia, sto lavorando per riuscire a realizzarlo. 

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Grazie di avere letto fino a qui, cavalcate la tigre!

Sara Loreni for Siloud

Instagram: @saraloreni
Facebook: @saraloreniofficial

Credits: Astarte Agency

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