InTheMusic: Tommaso Lyon, interview

Tommaso Lyon è un ragazzo di 27 anni originario di Caserta. Nella vita quotidiana lavora come magazziniere e ha anche creato un suo brand di abbigliamento chiamato “Rebels”. Già all’età di 12 anni si è avvicinato al mondo della musica, più specificamente al rap. Il suo ultimo brano di intitola “Dialetto Italiano (freestyle)”.

Nome: Tommaso
Cognome: Di Cecio
In arte: Tommaso Lyon
Età: 27 
Città: Caserta
Nazionalità: Italia
Periodo di attività: dal 2012
Genere musicale: Rap/Hip-Hop
Piattaforme: Spotify, Amazon Music, ecc.

Chi è Tommaso Lyon nella vita di tutti i giorni?

Tommaso Di Cecio in arte Lyon, ho 27 anni e sono nato a Capua. Sono cresciuto a Caserta, la città in cui ancora vivo. Nella vita lavoro come magazziniere e da poco ho creato anche un mio brand di abbigliamento “Rebels”.

Perché hai deciso, per il tuo progetto artistico, di associare “Lyon” al tuo nome?

Quando ebbi il mio primo pc, avevo bisogno di un nickname per creare un’email per MSN ma soprattutto per giocare online, avendo idee poco chiare su quello che potesse essere il mio nickname, fu mia madre a darmi questo nick che in Italiano significa “Leone”, fu un momento molto particolare della mia vita perché i miei genitori divorziarono e iniziarono tante problematiche, le quali affrontai con coraggio, e proprio per questo mio modo di affrontare senza paura, mi fu dato questo “soprannome” da mia mamma: Lyon.

Ti sei approcciato alla musica all’età di 12 anni. Quali sono i tuoi primi ricordi?

Ricordo che scrissi una canzone abbastanza buffa e se non erro anche volgare contro la scuola, c’era un compagno di classe che aveva tutti gli strumenti disponibile e immaginabili, un ragazzo davvero intelligente, già sapeva suonare chitarra e pianoforte, conoscendo la mia situazione, mi aiutò, togliendomi questo sfizio. Poi quello che fu uno sfizio diventò una passione, anche perché il rap ti dava la possibilità di esprimerti come volevi, senza regole, senza censure.

Sono diversi gli artisti che da sempre rappresentano per te un vero e proprio punto di riferimento. Da chi ti sei lasciato ispirare, nello specifico?

Fin da piccolo amavo ascoltare e guardare Mtv la domenica mattina, era l’anno 2000, genericamente mi piacevano (ancora oggi): Cesare Creomini, Red Hot Chili Peppers, Piero Pelù, Eminem. All’età di 12/13 anni invece, ho approfondito il Rap, ascoltando in primis Fabri Fibra che mi ha influenzato davvero molto soprattutto sulle mie ideologie, dopodiché anche Nesli, Tormento, Club Dogo, Joe Cassano. 

La tua musica si è evoluta nel tempo. Come definiresti il tuo stile attuale e come è cambiato rispetto al passato?

In realtà sono sempre in fase di evoluzione, alcuni fans mi dicono sempre ma quanti stili fai? Perché ho sperimentato davvero il Rap nelle sue varie forme e nei suoi vari generi (Underground, Hardcore, ecc). Comunque sicuramente rispetto a ieri, oggi la mia musica ha una qualità e dei contenuti diversi ma che rimangono con lo stesso obiettivo ovvero, sorprendere l’ascoltatore.

La tua ultima uscita si intitola “Dialetto italiano (freestyle)”. Come nasce?

Diciamo che principalmente avevo questo testo che ho provato su vari type beat, ci stava bene anche su una canzone di Marracash e Geolier, ovviamente quando provi a sperimentare, lo fai a 360 gradi, doveva nascere come una canzone in sé per sé, ma ho pensato di dare un assaggio di quello che sarà “Devil Lyon”, la seconda personalità di Tommaso Lyon, per questo motivo è diventato successivamente un freestyle. Non è il classico freestyle, ma uno sfogo, di come possa cambiare Lyon, di come sia importante il dialetto, di come io possa essere imprevedibile. 

Con questo singolo hai voluto sottolineare l’importanza dei dialetti in Italia. Come mai hai deciso di trattare questa tematica?

Molte persone sottovalutano il dialetto, disprezzandolo. Da piccolo chi parlava in dialetto era visto come un ignorante, le mamme rimproveravano sempre i figli, stessa cosa mia madre: “Se parlassi così davanti alla tua fidanzatina, come ti giudicherebbe?”, perché ancora oggi il “giudicare” una persona qualunque sembra che sia diventato un diritto di tutti dimenticando sé stessi, ma soprattutto dimenticando la provenienza della lingua Italiana.

In che modo “Dialetto italiano (freestyle)” si relaziona con le tue produzioni passate?

Si relaziona con alcuni progetti scorsi che non sono più disponibili su YouTube, con questo freestyle voglio rinnovare la mia musica e il mio personaggio, guardiamo indietro per non sbagliare domani, evolviamoci.

Quali programmi hai per il futuro?

Ho in serbo un altro singolo, non nascondo che dopo tanti anni ho pensato ad un Album, ma parlando col mio staff, abbiamo deciso di continuare con i singoli fino a quando non avremo una buona fan base. Non vogliamo buttare tempo e contenuti, cosa che consiglio a tutti gli emergenti come me.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Certamente, siate ambiziosi nella vita, non accontentatevi del vostro lavoro da semplice operaio, studiate, create siate testardi con voi stessi, la costanza e la buona volontà un giorno vi pagherà profumatamente.  Ringrazio lo staffo Siloud per la loro disponibilità, professionalità e gentilezza.

Tommaso Lyon for Siloud

Instagram@tommasolyon
Facebook: @TommasoLyonOfficial
YouTubeTommaso Lyon

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