InTheMusic: Oh!Miguel, interview

Oh!Miguel è l’alter ego di Alessandro Donadei, un progetto nato per dar sfogo al suo bisogno di fare musica senza compromessi, con il massimo dell’innocenza e della spontaneità, dove tutto gli è concesso. “La la la” è il titolo del suo ultimo singolo, fatto da un sound rock old school.

Nome: Alessandro
Cognome: Donadei
In arte: Oh!Miguel
Età: 31
Città: Bari
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: LA LA LA , Ancora un po'
Periodo di attività: dal 2021
Genere musicale: Rock, Elettronica
Piattaforme: Spotify

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Chi è Oh!Miguel?

Oh!Miguel è il mio alter ego, un progetto nato per dar sfogo al mio bisogno di fare musica senza compromessi, con il massimo dell’innocenza e della spontaneità, dove tutto mi è concesso.

Il tuo nome d’arte nasce da un’esclamazione. In che modo ti rappresenta?

Il nome è semplicemente nato in un periodo dove con vari amici ci prendevamo in giro parlando con un accento vagamente spagnolo. In quel contesto è nato “Oh!Miguel”. Eravamo giovani e spensierati. E vorrei portare quella spensieratezza anche nella mia musica.

Quando è nata la tua passione per la musica e come sei riuscito a farla diventare qualcosa in più?

La passione per la musica nasce già da quando ero piccolissimo. Mi raccontano che già intorno ai tre-quattro anni chiedevo una chitarra. I primi a farmi innamorare di questo strumento furono i miei cugini romani. Loro suonavano tutti e tre la chitarra elettrica. Ricordo perfettamente il giorno in cui la presi per la prima volta in mano… Fu amore a prima vista! Poi le cose si son fatte serie e ho cominciato a strimpellare lo strumento già dai 6 anni. Successivamente ho iniziato un lungo percorso di studi prima a Bari poi a Roma, dove mi sono laureato in chitarra jazz al Saint Louis. Parallelamente ho coltivato la passione per i sintetizzatori e il mondo del recording e mixing. Oggi ho riunito tutte queste passioni e sono riuscito a farne il mio lavoro. Non potrei esserne più felice.

Quali sono i tuoi ascolti e come si interfacciano con le tue produzioni?

I miei ascolti sono tantissimi. Ho cominciato con il rock-heavy metal (Metallica, Guns’n’Roses, ACDC, Slipknot, ecc..) e tutti i vari mondi che gli girano attorno. Poi intorno ai 12 anni ascoltavo sempre la radio che era sintonizzata su m2o. Li mi sono appassionato alla musica elettronica di vario tipo e ci sto ancora in super fissa. Sicuramente tra gli artisti che mi hanno segnato di più ci sono quelli della scena francese come i Justice, Mr. Oizo, Sebastian, Kavinsky e moooolti altri. Parallelamente mi appassionai ai ‘Guitar Heroes’ come Satriani, Steve Vai, Paul Gilbert, ecc… mi tiravo giù i loro dischi per ore e ore, giorno dopo giorno. Poi ho conosciuto jazz, soul e hip hop. Ultimamente sto riascoltando tantissima roba grunge, Nirvana, Alice in chains, anche i mitici Verdena. Credo che nella mia musica ci sia un grande intreccio di tutta questa roba. Cerco sempre di essere una spugna per poi poter trovare ispirazione e nuovi stimoli musicali.

Parliamo ora del tuo stile. Riusciresti a trovare tre aggettivi per descriverlo?

Sincero, ironico, depresso.

“La la la” è il titolo del tuo ultimo singolo, fatto da un sound rock old school. Come nasce?

Questo è il primissimo brano che ho scritto. Ci sono molte influenze principalmente rock, stoner, grunge. Ma ho scelto volutamente di utilizzare anche strumenti meno convenzionali nel genere, come il moog per suonare le linee di basso, batterie elettroniche e l’uso di altri synth per fare dei pad.

Come hai definito il sound di questo brano e come ne hai scelto le tematiche?

Il sound è semplicemente nato da un flusso di idee che, una dopo l’altra, si sono concatenate. Prima il riff di chitarra, poi drum e basso. Il testo come ultima cosa. Solitamente lavoro così. Mi lascio molto trasportare da ciò che sento in quel preciso momento, come fossi in trance.

Qual è la relazione tra “La la la” e le tue produzioni passate?

Sicuramente c’è l’elettronica che fa da tramite. Però su questo progetto sto cercando di sperimentare su altri elementi proprio per non sentirmi ripetitivo in quello che faccio. Le possibilità sono praticamente infinite.

Quali programmi hai per il futuro?

Per il futuro spero semplicemente di continuare così. Sono contento di come vanno le cose. Sicuramente si può sempre migliorare, basta rimboccarsi le maniche e raggiungere gli obiettivi che ci si prefissa. E poi spero di poter cominciare a suonare in giro non appena la pandemia ce lo permetterà.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Quello che dico spesso è che si sta perdendo il piacere nel fare ricerca musicale. Purtroppo veniamo bombardati da musica che viene filtrata da poche persone, tagliando fuori tantissimi artisti validissimi. Mi sembra che la tendenza sia di seguire sempre più le mode e meno i propri gusti reali. Dovremmo cercare di essere più liberi e di essere noi stessi in tutto quello che facciamo, anche nella musica che ascoltiamo.

Oh!Miguel for Siloud

Instagram: @oh.miguel__

Credits: Francesca Capozzo, Valentina Aiuto

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