InTheMusic: Simone Bernini, interview

Simone Bernini ha sempre voluto studiare al conservatorio o in scuole inerenti alla musica ma non è stato possibile per il costo troppo elevato e la lontananza da casa, ma nonostante ciò non ha mai smesso di coltivare il suo sogno. Il suo percorso musicale è partito dal busking per le strade e nei locali della sua città natale, dai casting per alcuni talent televisivi. Il suo singolo d’esordio è “Voglio”.

Nome: Simone
Cognome: Bernini
In arte: Simone Bernini
Età: 25
Città: Torino
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Voglio
Periodo di attività: dal 2022
Genere musicale: Pop
Piattaforme: iTunes, Spotify, Apple Music, YouTube

Ciao Simone, raccontaci qualcosa su di te!

Sono nato a Torino nel mese di gennaio, nel 1997. Vivo a Collegno da quando sono nato e, crescendo tra le note, ho capito che la musica sarebbe diventata pane fondamentale per i miei denti; Ho sempre voluto studiare al conservatorio o in scuole inerenti alla musica ma non è stato possibile per il costo troppo elevato e la lontananza da casa; Indi per cui ho frequentato un istituto tecnico aeronautico a Torino, per diplomarmi come perito aeronautico ma continuavo parallelamente a cantare. Terminati gli studi sono stato assunto in una fabbrica aeronautica e tutt’ora sono ormai 5 anni che sono lì. Non ho mai perso, neanche per idea, la fame per diventare quello che ho sempre desiderato e di conseguenza abbandonare una realtà che non mi è mai appartenuta.

In arte hai deciso di restare Simone Bernini. Perché non hai scelto uno pseudonimo?

Ammetto di aver provato a determinare un nome d’arte nell’ultimo periodo ma non sono arrivato ad una conclusione; alla fine non penso di averne mai avuto la necessità perché amo l’importanza che il passato ha dato al mio cognome, con Gianlorenzo Bernini, scultore, pittore e scenografo, un grande artista a tutto tondo. Penso che in qualche modo tenere questo cognome possa portarmi fortuna per una carriera fortunata e longeva nel tempo.

In realtà tu sei un vero e proprio figlio d’arte: chi ti ha avvicinato alla musica e come?

L’artefice primario è mio padre. Lui, con la passione per il canto e la musica in generale, mi ha sempre trasmesso l’amore per quest’arte, fin da piccolino, facendomi ascoltare i brani di grandi artisti italiani come Renato Zero e Andrea Bocelli; Mamma invece è sempre stata la nostra più grande supporter. Infondo mi ha spinto a continuare per questa strada soprattutto la capacità che ha la musica di trasmettere delle sensazioni quella capacità che può accompagnare i momenti più tristi e felici della nostra vita, la trovo una cosa magnifica. Ecco, sono amico della musica perché ambisco che un giorno, tantissime persone, possano dare ricordare un momento della loro vita, con una mia colonna sonora che lo accompagni.

Il tuo percorso musicale è partito dal busking per le strade e nei locali della sua città natale, oltre che dai casting per alcuni talent televisivi. Quali sono le esperienze nella tua carriera

 Il mio busking non era concentrato proprio sulle strade ma bensì sugli eventi di alcuni artisti della scena italiana: In pratica organizzavo il mio “live” davanti ad un pubblico che era in fila ai firma copie di questi cantanti, facendo in acustico, le cover degli stessi; dopo di che mi mettevo anche io in fila poi, per avere un autografo dell’artista (passando per ultimo sperando in una dedica particolare). Questa esperienza mi ha divertito davvero tanto ed è servita parecchio sia perché grazie ad essa ho sbloccato completamente la timidezza sia perché mi accorsi che avevo un tornaconto davvero ampio sui miei profili social e di conseguenza, con il passare del tempo, la mia fan-base diventava sempre più grande fino a che all’evento dopo, alcune persone venivano anche solo per vedere me. Oltre al busking, ho tentato la fortuna anche attraverso i talent show italiani più famosi, come Amici e X-factor, passando più volte dalla porta per i provini. Su queste esperienze ho avuto più sfortuna essendo che quasi tutti i tentativi sono stati vani. Un solo tentativo andò a finire diversamente, ad X-factor nel 2016, dove arrivai davanti ai giudici ufficiali del programma: Arisa e Alvaro Soler diedero il verdetto negativo per proseguire.

Hai realizzato delle cover che ti hanno reso virale su TikTok e Instagram. Come hai reagito ai 2 milioni di ascolti sulle piattaforme digitali?

Non scommettevo tanto sulle cover, essendo tali, ma inaspettatamente TikTok diede vita ad un circolo vizioso dove la mia cover “Someone You Loved” di Lewis Capaldi (ora la più famosa), diventò virale grazie al video fatto da un ragazzo Americano che inventò un trend utilizzando la mia canzone come suono di sottofondo: il brano esplose su tutte le piattaforme trainandosi dietro anche le cover fatte uscire in precedenza. Tutto ciò accadde in un periodo dove ero lì lì per mollare, essendo che tutto lo sforzo speso prima di quel giorno andava sempre ad avere pochissimo feedback. Mai smettere di crederci. Mai.

“Voglio” è il tuo singolo d’esordio: qual è la sua storia?

VOGLIO è nata per caso, incontrai il mio produttore Etta Matters dopo tanto tempo, per parlare di alcuni progetti che avevo in testa e che volevo proporgli. Andai da lui in studio e mi fece sentire, l’attuale strumentale di VOGLIO, me ne innamorai. La sera stessa, durante il turno di notte in azienda dove lavoro, scrissi velocemente un testo ispirandomi al mood del brano, registrai un memo vocale e la mandai subito ad Etta. Il pezzo aveva già preso possesso della nostra testa. Da qui decisi che questo sarebbe stato il primo singolo in tutto e per tutto, di una lunga serie di pezzi.

Qual è il sound del pezzo e lo stile nel quale ti rivedi maggiormente?

Ho scoperto da poco, un anno circa, che amo davvero tanto la mia voce su ritmi funk-pop, mi danno carica, vanno a braccetto con il mio modo di scrivere i testi, con i temi che affronto e soprattutto è un genere super coerente con il mio perenne ottimismo. VOGLIO è molto più pop ma ha comunque qualche sfumatura funk, perfetta per introdurre il genere che si sentirà spesso dai miei brani. 

Il singolo è accompagnato anche da un video. Cosa puoi dirci su questa produzione?

Il Video, diretto e girato da GFVISUAL, è nato dal concetto di puro sfogo del pezzo, che esprime in sintesi la rabbia del protagonista dovuta al terminarsi della relazione con la ex a causa sua. Malgrado le sue intenzioni di ricominciare da capo, lei risulta assente, come se avesse completamente perso le speranze. All’inizio del video si è voluto ricreare, tramite alcuni oggetti scenici (dischi e scarpe col tacco) dei ricordi che rimandassero alla “lei” della storia, i quali vengono urtati e spazzati via con violenza come per rappresentare tutta la rabbia interiore. Successivamente, dal video si capta subito un forte smarrimento da parte del soggetto che, imprigionato nella confusione della sua testa, metaforicamente rappresentata dalle varie luci stroboscopiche di scena, si sfoga come se volesse farsi sentire ad ogni costo. Lo scenario quindi, è quasi surreale, strano, a tal punto che la scenografia stroboscopica, come al soggetto, dà allo spettatore quasi la stessa sensazione di fastidio che prova il protagonista. Le scene si dividono in 4 location e ognuna rappresenta una parte del brano diversa con l’intenzione di creare, insieme a giochi di buio e luce, una sensazione di disorientamento. Tutto ha preso forma a Torino nel locale notturno “The Beach” sotto la supervisione di Felice Marino.

Hai progetti il futuro?

Se ho progetti? Una valanga. A partire da tutti i pezzi che ho scritto, i quali potrebbero tranquillamente formare un album completo, vado fiero di ognuno di loro (e sono sempre stato estremamente autocritico in passato), c’è solo da aspettarsi molte cose interessanti. Obiettivi di vita? realizzare il mio più grande desiderio, quello di rendere questa passione un vero e proprio lavoro. È la cosa che non renderà mai la mia vita noiosa o priva di sfumature, penso che se questa arte dovesse coesistere con la mia routine, sarei al massimo delle mie capacità. I progetti sono inerenti al contesto: raggiungere certificazioni importanti, poter essere tranquillo a livello economico sia per vivere sereno e sia per aiutare i miei genitori, che hanno sempre fatto tanto per me.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Voglio dare un messaggio motivazionale in primis. Non perdete mai le speranze, credeteci fino in fondo e siate ottimisti: con questi tre ingredienti avrete sempre un tornaconto positivo. Ve lo dice un cantautore che è solo all’inizio della sua carriera ma che sta acquisendo le sue vittorie man mano e ha sempre più fame. infine, non per importanza vi invito a tenervi pronti: manca poco al prossimo singolo.

Simone Bernini for Siloud

Instagram: @simoneberniniofficial
TikTok Simone Bernini  
YouTube: SIMONEBERNINIOFFICIAL

Credits foto: GFVISUAL
Credits: Silvia Santoriello

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