InTheMusic: Soave, interview

La musica di Soave è speciale perché descrive sempre ciò che è e ciò che prova quando è sé stesso. È molto influenzato dalla malinconia, ogni genere che ne racchiuda un po’ lo affascina, cerca sempre qualche elemento che faccia venire il magone nei brani che ascolta.  Questo lo ritroviamo anche nel suo ultimo brano “Sul Fondo”, in sui si parla di come l’egoismo in un rapporto porti ad autodistruggersi.

Nome: Nicola
Cognome: Soave
In arte: Soave
Età: 18
Città: Alba
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Fototessere, Sul fondo
Periodo di attività: dal 2019
Genere musicale: Indie, R&B, Pop
Piattaforme: Spotify, Apple Music, Amazon Music, YouTube, Tidal, Instagram, Deezer
Ph: Isabella Giannone

Chi è Soave quando non fa musica?

Soave quando non fa musica fa casini. La mia musica è speciale per me perché descrive sempre ciò che sono e ciò che provo quando sono me stesso, e per adesso, tutto quello che dico faccio e provo è una contraddizione, forse sono io o forse è l’adolescenza; però quello che so è che un giorno mi sento spensierato e sto bene con gli altri, il giorno dopo non riesco nemmeno a guardare le persone in faccia, tutte queste interazioni e tutte le mie lotte interne vengono incanalate di conseguenza nella mia musica.

Quando il tuo cognome è diventato anche il tuo nome d’arte?

Beh il mio nome d’arte rappresenta appunto la mia arte, non perché magari è una musica tranquilla ma più perché è sempre molto personale e intima. Racconto sempre un po’ di me nei brani e il mio cognome è la cosa più personale che ho. Il fatto che io sia una contraddizione vivente lo si ritrova anche nella mia musica ed anche questo è un motivo per il quale ho scelto il mio cognome. Molto spesso non mi atteggio affatto in modo soave eppure è il destino forse che ha attribuito un carattere così esuberante ad una persona con questo cognome.

Sei cresciuto in un ambiente fortemente improntato verso la musica. In che modo ti ha influenzato tutto ciò?

Il primo approccio che ho avuto con la musica è stato molto pop, Micheal Jackson è stato il primo artista ad affascinarmi soprattutto per le sue melodie così elaborate e quel sound unico nel suo genere. Con il breakdancing conobbi l’hip hop, molti dei suoi sottogeneri e molte sue influenze; mi appassionai di conseguenza all’indie e all’R&B da artisti soprattutto americani che facevano da ponte tra uno e l’altro. Con la danza classica ho invece imparato ad apprezzare molti aspetti della musica classica, genere che ancora adesso studio.

In che modo i tuoi ascolti si relazionano con gli artisti da cui ti lasci ispirare?

Sono molto influenzato dalla malinconia, ogni genere che ne racchiuda un po’ mi affascina, cerco sempre qualche elemento che faccia venire il magone nei brani che ascolto. Sono uno sfegatato di Frank Ocean e Tyler the Creator, Phoebe Bridgers e King Krule sono gli artisti che mi emozionano di più. Rex Orange County mi ispira molto come artista indie, come anche Dominic fike e Mac de Marco.

Il tuo percorso musicale è caratterizzato da una forte impronta melodica, a cavallo tra diverse sonorità. Come definiresti il tuo stile attuale?

Nella mia musica c’è di tutto, una cosa che rimane sempre a livello emotivo è la malinconia e a livello tecnico un cantato con melodie che si estendono molto. Ogni mio brano ha sonorità ricorrenti ma con magari più dettagli di un genere rispetto ad un altro. “Sul Fondo” è molto ambient con un cantato anche pop e delle melodie soul/r&b.

“Sul Fondo”, il tuo nuovo singolo, è il racconto di un amore adolescenziale, morboso e tossico. Come nasce?

“Sul Fondo” è nato dal mio bisogno di raccontare una storia quasi non concreta, il brano parla di come l’egoismo in un rapporto porti ad autodistruggersi. Il pezzo nasce per raccontare questa storia in prima persona.

In che modo hai deciso le tematiche da trattare nel brano e come ne hai definito poi il sound?

Sul Fondo è stato registrato svariate volte, ho passato tante versioni ma il sound è rimasto sempre lo stesso. L’unione della cassa dritta quasi dance ad una melodia r&b era quello che cercavo come suoni, per il cantato ho fatto mille provini e ora il mio cantare cosi soft penso si sposi da dio con la melodia del beat di Safe.

“Sul fondo”, in realtà, rappresenta il tuo ritorno dopo un periodo di inattività. In che modo questo brano definisce il tuo nuovo percorso?

Sul Fondo sicuramente è un passo importante per me e determina un punto di crescita artistica ed emotiva, penso che il brano dimostri molto lo sviluppo che ho avuto nel raccontare la parte più intima di me.

Quali progetti hai per il futuro?

Per il futuro sono solo certo che continuerò ad esprimermi con la musica nel modo più spontaneo e sincero possibile, così che ognuno possa ritrovare una parte di sé in quello che dico.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

La cosa più importante di quando si fa e si ascolta musica è immergersi e metterci sempre sé stessi. Fatelo sempre e riuscirete a comprendere molte più cose di quante ne potete pensare.

Soave  for Siloud

Instagram: @ilysoave

Credits: RKH studio

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