InTheMusic: Laila Al Habash – quando voce e stile si uniscono in un matrimonio perfetto, Futura 1993

Dal primo aprile torna la capienza al 100% nei cinema, teatri, discoteche e club. No, stavolta non è un pesce d’aprile, lo stato d’emergenza per il Covid-19 è ufficialmente finito, e finalmente anche il mondo dello spettacolo può svegliarsi in questa dolce primavera. Per chi, come me, ha tenuto nel cassetto a prender polvere biglietti di date rimandate all’infinito, è arrivata l’ora di respirare l’aria di un palco. A dare inizio alle danze è il concerto di Laila Al Habash, cantante ventiquattrenne romana, che con il disco Mystic Motel ha fatto breccia nel nostro cuore. Bologna per lei è la data zero di un tour che la porterà in giro per le principali città italiane. Ad ospitare la sua serata a Bologna è il Locomotiv Club, storico locale nel cuore del quartiere Bolognina, nel Parco del Dopo Lavoro Ferroviario. Tra colori caldi e luci soffuse, il club accoglie prima di Laila i finalisti del concorso BMA Bologna Musica d’Autore, organizzato da Fonoprint, che permette ad artisti emergenti di esibirsi live e confrontarsi con professionisti del settore.

Intorno alle 22:30 inizia il live: sul palco appare prima Plastica, la sound designer che accompagna per tutte le tracce la nostra performer. Laila saluta il pubblico e apre il suo concerto con Sunshine. La presenza scenica dell’artista colpisce subito: indossa un top e un pantalone nero e i suoi capelli lunghi dondolano ad ogni movimento.

Abbagli è la seconda canzone in scaletta: il pubblico è già attivo e si scatena sul ritornello con forte entusiasmo. La Fine Tua ci mostra il lato magnetico dell’artista e la potenza della sua voce, soprattutto sulle note finali. Segue la premessa su Complimenti, brano preferito della cantante: quanti di noi cerchiamo conferme sulle nostre doti e capacità tramite i complimenti e il giudizio degli altri? Spesso sono proprio le altre persone che ci buttano giù, e che non danno il giusto merito con critiche e presunzione; bisogna quindi capire da soli il proprio valore, ed è la stessa Laila a regalare al suo pubblico i più sinceri complimenti.

Sulla hit Ponza, che fa ballare tutti, il pubblico del Locomotiv è un mare in movimento. A spezzare tra una canzone e l’altra c’è l’emozione inaspettata della cantante per la presenza, tra le fan, di una bimba di undici anni, incantata dal suo carisma, che dalla prima fila non si lascia intimidire dal pubblico adulto.

Oracolo è tra i pezzi più forti del suo repertorio; la premessa ne spiega l’origine: è un brano dedicato alla mamma, a lei molto vicina, ma che ha saputo anche dannare la testa dell’artista. Riascoltarla con questo incipit mi ha dato una chiave di lettura diversa del testo, facendomi commuovere.

Soffice e Flambè mostrano la sua eleganza, su movimenti che sanno trascinare il pubblico; mentre su Sbronza, unico featuring del disco, la potenza della canzone riesce ad emergere bene, nonostante l’assenza di Coez. Per la data di Bologna, comunque, l’artista ha invitato un ospite sul palco: stiamo parlando di Giuse The Lizia, rapper emergente di Bagheria trasferitosi per motivi di studio a Bologna, che dopo aver scambiato un abbraccio con la cantante, si esibisce in duetto con la versione acustica del brano Particelle.

Baby e Fotoromanzi rendono la dimensione silenziosa che ruota attorno all’importanza dei testi e della vocalità. Ci avviciniamo alla fine con gli ultimi brani, ad anticipare Doppio Taglio c’è una delucidazione di Laila: si tratta di un taglio di capelli conosciuto in territorio romano, che però non rende vita facile, poiché tendenzialmente chi lo possiede non entra nei locali. Il significato della canzone sta nella metafora del brano, ovvero che è doloroso vedere andare via qualcuno, ma è giusto per cercare di meglio per sé stessi. Sabbia e Gelosa ci suggestionano e ci lasciano concentrati, ma è Brodo la canzone che la rende regina di questa serata: la cantano e ballano tutti, volano sorrisi e cellulari a riprendere la scena.

A chiudere il live non potevano mancare i cori di richiesta di bis, che vengono accettati ad una condizione, proposta da Laila: che si avvicinino a lei, sottopalco, tutte le ragazze presenti; nella mischia sono finita anche io, e me la sono spassata a ballare.

Laila Al Habash è giovane ma piena di talento: ciò che mi ha lasciato ancora più convinta e volenterosa di seguirla nel suo percorso artistico è il fatto che si sia presentata come una persona umile e molto dolce. Vedendola live è impossibile non riconoscere come sia pronta a questo mestiere, come le piaccia stare sul palco. La sua voce e il suo stile sono un matrimonio perfetto, e sono sicura che la sua carriera ci stupirà ancora in positivo. È stata una serata che mi ha dato tanto e questo è di ottimo auspicio per il futuro.

Futura 1993 for Siloud

Credits: Giada Consiglio
Ph: Gianluca Moro

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