InTheMusic: DEJAWOOD, interview

Andrea, Luca e Matteo sono tre amici che si conoscono da tanti anni. Suonavano in altre formazioni insieme e con altre persone. Suonavano generi diversi e si scambiavamo serate e favori musicali. Poi durante il periodo della pandemia hanno iniziato a strutturare dei pezzi e fare musica a distanza. Da lì nascono i DEJAWOOD. “Uroboro” è il titolo dell’ultimo singolo della band, un nuovo capitolo del loro progetto artistico.

Band: DEJAWOOD
Componenti: Andre Proietti, Luca Rossi, Matteo Teodori
Età: 30
Città: Roma
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Trenchtown, Uroboro
Periodo di attività: dal 2021
Genere musicale: Etnich Electronic Rap
Piattaforme: YouTube, Spotify, Apple Music, Deezer, Amazon music, ecc…

Chi c’è dietro i Dejawood?

Siamo tre amici che si conoscono da tanti anni. Suonavamo in altre formazioni insieme e con altre persone. Suonavamo generi diversi e ci scambiavamo serate e favori musicali. Poi durante il periodo della pandemia abbiamo iniziato a strutturare dei pezzi e fare musica a distanza. Questa attività ci ha salvati da quel momento così surreale. Da lì nascono i DEJAWOOD.

In che modo avete scelto il nome d’arte da utilizzare per il vostro progetto artistico?

Conoscendoci già da tempo e suonando insieme da parecchi anni, il progetto DEJAWOOD ci sembrava un po’ come rivivere un déjà-vu. Abbiamo però voluto aggiungere il WOOD (legno) alla parola, perché renda questo progetto autentico, genuino e puro. Il legno è un elemento che ci piace molto e ci accompagna in un modo viscerale e inspiegabile. Ricerchiamo un sound “legnoso” quando componiamo, ci piacciono gli oggetti e strumenti musicali fatti con i vari legni. Ci siamo resi conto che amiamo letteralmente il legno in ogni sua forma.

Come vi siete avvicinati alla musica e cosa, poi, vi ha spinto ad unirvi in una band?

Come dicevamo alle prime battute, noi suoniamo da molti anni in molte situazioni diverse sia insieme sia con altre persone. Crediamo che ci abbia unito il fatto che ognuno di noi ha potuto sperimentarsi in generi e musica diversa nel corso degli anni ed ora era il momento di mettere a frutto tutti i nostri gusti a favore di qualcosa di nuovo.

Quali sono i generi musicali che solitamente ascoltate e quali quelli che più vi influenzano?

Abbiamo ascoltato veramente tanta musica, dai classici del rock all’elettronica più moderna. Ultimamente i DEJAWOOD ascoltano tre grandi macroaree a livello di generi musicali: Blues Nord Africano o comunque folk afro e caraibico, alt-elettro-rock alla ALT-J, rap, trap e reggae sia italiano sia straniero dall’old school alla drill. Ci piace ascoltare di tutto, la nostra musica non vuole avere degli schemi di genere. Prendiamo le waves che provengono da qualunque artista, insomma tutto ciò che ci piace lo ascoltiamo.

Parlateci ora della vostra musica. In cosa si caratterizza lo stile dei Dejawood e cosa vi rende unici nel panorama musicale italiano?

È uno stile variegato. La vocalità e le metriche del cantato sono rap, le lyrics hanno un che di cantautorale. Le ritmiche sono principalmente prese da battiti etnici ma hanno anche classic hip-hop drums e 808. Le melodie hanno a che fare con il sound desertico ma anche con il Low-Fi. Insomma, come si capisce, noi siamo contenti del nostro lavoro, è sicuramente un ‘genere’ o uno stile particolare e speriamo che possa trovare riscontro nella scena.

“Uroboro” è il titolo del vostro ultimo singolo, un nuovo capitolo del vostro progetto artistico. Come nasce?

“Uroboro” è il secondo lavoro uscito su tutti i canali di streaming intorno a gennaio 2022. È un brano con parti diversificate all’interno e con una struttura particolare. Ha dei colpi di scena e tutto sommato chiude il cerchio. Il pezzo nasce con un approccio più rap crossover per esprimere al meglio l’energia sottostante al brano stesso. 

Come avete lavorato al sound e al testo di questo progetto?

Il testo vuole essere dichiarativamente metacomunicativo, ovvero parlare direttamente all’ascoltatore. Questo per accorciare le distanze e trovare immediatamente un collegamento intellettuale. Il testo vuole mettere in discussione alcuni dogmi e verità, non con l’intento di far cambiare idea, ma semplicemente di ragionarci su. Il sound è variegato, ha delle melodie sincopate e stoppate che si alternano ad accordi più garage. La parte centrale è 808 e synth con cenni trap.  

In che modo questo brano segna un nuovo inizio per i Dejaewood e cosa è cambiato rispetto al passato?

Sai, non abbiamo un passato così lungo, quindi è difficile da dire. Sicuramente “Uroboro” rappresenta anche la rinascita e quindi, perché no, è sicuramente un nuovo inizio!

Quali idee avete per il futuro?

Dovrà uscire il terzo singolo che anticiperà poi tutto l’album. Vogliamo fare più date possibili live e girare tanti posti. Vogliamo parlare con le persone e suonare sui palchi.

C’è qualcosa che vorreste dire ai nostri lettori?

Vogliamo solo ringraziarvi e se vi va andateci a sentire. Poi quando ci vediamo mi raccomando veniteci a dire la vostra, nel bene o nel male. Bless.

Dejawood for Siloud

Instagram: @_dejawood
Facebook: @dejadejawood

Credits: Conza press

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