InTheMusic: Brama, interview

Pierpaolo Saccomandi, in arte Brama, ha iniziato a far musica a 12 anni, quando ha ricevuto in regalo dal padre una chitarra elettrica. Da lì ha cominciato ad approcciarsi seriamente alla musica, tra tentativi, soddisfazioni, delusioni e tanta pratica. Nei suoi testi si sovrappongono una reminiscenza del cantautorato italiano e un’estetista musicale appartenente alla scena elettronica europea. “I fiori non appassiscono” è il suo nuovo singolo, una fotografia di una relazione sfiancata dal tempo.

Nome: Pierpaolo
Cognome: Saccomandi
In arte: Brama
Età: 23 
Città: Roma
Nazionalità: Italiana
Periodo di attività: dal 2019
Genere musicale: Elettronica, Bedroom pop
Piattaforme: Spotify

Chi è Brama nella vita di tutti i giorni?

Sono un ragazzo originario di Teramo in Abruzzo ma vivo e studio a Roma e frequento il Saint Louis College of Music.

Quando Pierpaolo è diventato Brama?

L’inizio di tutto è stato quando a 12 anni mio padre mi regalò una chitarra elettrica e da quel momento ho iniziato ad approcciarmi seriamente al mondo della musica tra tentativi, soddisfazioni, delusioni e tanta pratica.  Il mio nome d’arte deriva da un tag, appunto “BRAMA”, con il quale firmavo i miei disegni, poi è diventato il mio nickname di Instagram e alla fine è rimasto anche nella musica. 

Quando hai scoperto la tua passione per la musica e quando, invece, hai deciso di avviare un tuo progetto artistico?

L’amore per la musica c’è sempre stato. Mio padre è un grande appassionato di musica ed è sicuramente merito e colpa sua se ho deciso di intraprendere questa strada. Concluso il liceo, ho iniziato gli studi musicali e dopo essere stato in varie band, ho deciso di avviare un progetto da solista.  

Quali sono i tuoi ascolti principali?

Per un anno mi sono dedicato solo all’ascolto di James Blake, Mount Kimbie, Apparat, Floating Points, Leon Vynehall, Romare, King Krule e Puma Blue. Credo che questi artisti abbiano influenzato la scrittura e il sound del mio nuovo ep.  

Nei tuoi testi si sovrappongono una reminiscenza del cantautorato italiano e un’estetista musicale appartenente alla scena elettronica europea. Come sei riuscito a creato un tuo stile, che rispecchiasse al meglio le tue esigenze?

Questa sovrapposizione credo che sia una scelta ragionata fino a un certo punto. Quando inizio a scrivere, i riferimenti e i background musicali vengono fuori in modo naturale e si contaminano l’uno con l’altro. Sono cresciuto ascoltando i grandi cantautori italiani come De Andrè, Gino Paoli, Tenco, Mina e poi sono passato ad ascoltare tanti altri artisti diversi e quando produco la mia musica, questa contaminazione di generi, esce in modo spontaneo creando quello che è il mio stile 

“I fiori non appassiscono” è il tuo nuovo singolo, una fotografia di una relazione sfiancata dal tempo. Come nasce?

Un mio amico fotografo mi mandò un suo video in cui girava per un vecchio cimitero abruzzese e mi chiese di scriverci sopra qualcosa. Pensai che sarebbe stato più originale soffermarsi sull’aspetto romantico e non sul tema della morte. Immaginai una canzone d’amore dedicata a una compagna perduta, in quel periodo ero appena uscito da una brutta rottura e la stavo vivendo quasi come fosse un lutto. Mi sono fatto ispirare da questo episodio e ho composto “i fiori non appassiscono”.

Come hai lavorato alla sua produzione, in termini di testo e di sound?

Ho lavorato insieme a “Oribu”, un duo di Roma. Insieme abbiamo ricercato un sound internazionale che strizzasse l’occhio agli artisti a cui mi ispiro. Era la prima volta che lavoravamo insieme e ci abbiamo messo due/tre mesi per completare il tutto ma siamo molto fieri del risultato e ne è valsa la pena!  

Stai già lavorando a qualcosa di nuovo?

Si, abbiamo diverse idee a cui stiamo cercando di fare forma, però per ora siamo impegnati a organizzare il live per questo primo progetto.

Quali programmi hai per il futuro?

Spero che questo lavoro venga apprezzato. Vorrei suonare e scrivere tanto.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Dans les yeux, dans le yeux, y’a la vie mon ami faute de mieux, ciao! 

Brama  for Siloud

Instagram: @__brama__

Credits: Out Loud press

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