InTheMusic: Icaro, interview

Roberto Forlani è un ragazzo di 22 anni, nato e sempre vissuto a Roma. Ha scelto icaro come nome d’arte perché pensa lo rappresenti a pieno, è come se gli ricordasse che vale sempre la pena rischiare e stravolgere tutto per raggiungere un obiettivo, qualsiasi esso sia. “Dove sei” è il suo singolo d’esordio, che parla della sensazione di impotenza che si prova quando un sentimento finisce.

Nome: Roberto
Cognome: Forlani
In arte: icaro
Età:  22
Città:  Roma
Nazionalità:  Italiana
Brani pubblicati: Dove sei
Periodo di attività: dal 2022
Genere musicale: Pop
Piattaforme:  Spotify, YouTube, Apple Music, Amazon Music, Deezer, ecc…

Chi è Icaro quando non fa musica?

Sono un normalissimo ragazzo di 22 anni, nato e sempre vissuto a Roma, dove ho frequentato e portato a termine l’istituto alberghiero in contemporanea agli studi riguardanti la musica, che ho mantenuto anche facendo diversi lavori: dal cameriere all’operaio di un cantiere edile.

Perché proprio “Icaro”?

Ho scelto icaro come nome d’arte perché penso mi rappresenti a pieno. A prescindere dal mito che tutti conoscono, questo nome è come se mi ricordasse che vale sempre la pena rischiare e stravolgere tutto per raggiungere un obiettivo, qualsiasi esso sia.

Hai iniziato a scrivere e comporre i tuoi primi brani come se fossero un diario. Quando la musica, per te, è diventata una necessità?

La mia passione per la musica nasce da piccolo. Verso gli 11/12 anni ho cominciato a studiare canto, sognando di diventare come gli artisti che ascoltavo: One Republic, Tiziano Ferro, ecc.. Ho iniziato a scrivere presto, ma all’inizio più che canzoni erano dei poemi, dei flussi di pensieri. Solo più tardi verso i 16 anni con lo studio da autodidatta di vari strumenti ho sentito il bisogno di trasformare quei pensieri scritti in canzoni.

Ti lasci molto ispirare dalla musica internazionale. Quali sono i tuoi riferimenti principali?

Le mie influenze musicali sono principalmente di musica pop internazionale. Ci sono artisti che hanno avuto un ruolo importante e d’influenza nella mia musica, tra questi Ed Sheeran. Non mi sono mai posto dei limiti nei generi di musica che ascolto, mi piace spaziare per trarne il massimo, anche dalle cose diverse. Molti artisti hanno segnato alcuni periodi importanti della mia vita, tra cui Lewis Capaldi, Dean Lewis, One Republic, Paolo Nutini.

La musica, per te, è un modo raccontare le tue esperienze e le tue emozioni. In che modo, queste, confluiscono nelle tue produzioni?

Nella musica ho trovato, oltre che una valvola di sfogo per raccontare le esperienze e le emozioni che bruciano (sia positivamente che non), un’amica con cui condividere tutto, lasciandomi ispirare da ciò che accade a me e intorno a me.

“Dove sei” è il tuo singolo d’esordio, che parla della sensazione di impotenza che si prova quando un sentimento finisce. Come hai lavorato alla sua produzione?

Mi piace definire questo brano come terapeutico. L’ho scritto in un periodo in cui improvvisamente ho dovuto affrontare quel sentimento che si ha un po’ quando ti manca la terra sotto i piedi. Senza pensare troppo a come sarebbe venuto fuori, ho scelto di raccontare quelle immagini e quei ricordi che sapevo di non poter rivivere più con la stessa persona.

Perché ti sei voluto concentrare proprio su questa tematica?

Penso che la cosa ideale quando un sentimento finisce è che le persone coinvolte si trovino allo stesso punto, ma molto spesso non è così e accettarlo non è facile, per entrambi. Scrivere questo brano mi ha dato una mano a farlo.

Sappiamo che hai molti brani già scritti. Perché hai scelto “Dove sei” per il tuo esordio e in che modo questo anticipa i tuoi prossimi brani?

Ho scelto “Dove sei” per iniziare questo progetto perché penso sia il giusto punto di partenza per raccontare tutto ciò che è venuto dopo, sia cronologicamente che emotivamente.

Quali progetti hai per il futuro?

Nel mio futuro al primo posto c’è sicuramente la musica e il duro lavoro, insieme alla speranza di tornare al più presto alla totale normalità e far ascoltare altri brani da suonare dal vivo.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

In periodi come questo penso sia sempre utile sensibilizzare noi giovani e non solo nell’accettare sé stessi, un tema che ho trattato anche in “Dove sei”. Molto spesso cerchiamo di essere perfetti senza bastarci mai, non sapendo che forse la cosa più importante è proprio saper convivere con le nostre insicurezze piuttosto che inseguire una perfezione che non esiste.

Icaro  for Siloud

Instagram: @icaromusic__
Facebook: @iosonoicaro
YouTube: icaro

Credits: CGP

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...