InTheMusic: Febe, interview

Febe Ceccarini, in arte Febe, ha 19 anni ed è di Livorno. Per lei la musica è la possibilità di raccontarsi e condividere la propria parte più intima con le persone, per dar voce alla propria storia. Non le piace limitare le canzoni a dei generi musicali, perché per lei le canzoni vanno a storie, sensazioni e parole. “Come un bruco diventa una farfalla” è il suo ultimo singolo, frutto di un’evoluzione interiore.

Nome: Febe
Cognome: Ceccarini
In arte: Febe
Età: 19
Città: Livorno
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Come un bruco diventa una farfalla
Periodo di attività: dal 2021
Genere musicale: Indie-pop
Piattaforme: Spotify, YouTube

Chi è Febe nella vita di tutti i giorni?

Mi chiamo Febe, ho 19 anni (quasi 20) e sono di Livorno. L’altro anno mi sono diplomata come grafica pubblicitaria. Nella vita di tutti i giorni attualmente lavoro su me stessa, sulla mia musica e presto servizi come la grafica. Mi appassiona tutto ciò che gira  intorno all’arte. Riassumendo, sto cercando di formarmi e informarmi sempre su più cose possibili.

A cosa si deve il tuo nome d’arte e in che modo ti rappresenta?

È una domanda che mi viene posta spesso. In realtà il mio nome d’arte è semplicemente il mio nome. Ho deciso di tenere Febe perché non un nome comunissimo e in più credo mi rappresenti appieno perché non esiste una distinzione tra ‘Febe persona’ e ‘Febe artista’.

La musica è da sempre la tua arma contro mille problemi e ha sempre avuto un ruolo fondamentale nella tua vita. Quando si è trasformata in un qualcosa in più?

Non credo esista un momento preciso nella mia vita nel quale la musica si sia trasformata in qualcosa di più, credo semplicemente che sia evoluta nell’espressione. Per me la musica è la possibilità di raccontarsi e condividere la propria parte più intima con le persone, per dar voce alla propria storia. Quando dico che per me si è evoluta nell’espressione, intendo dire che è passata dall’essere la cosa che mi permetteva di vivere mille emozioni attraverso le esperienze altrui all’essere la una forma di condivisione interiore verso chi ascolta, sperando che possa fare per gli altri ciò  che ha fatto per me.

Quali sono i tuoi ascolti e in che modo si relazionano con le tue produzioni?

I miei ascolti sono veramente variegati. Posso dire di ascoltare letteralmente di tutto. Come ho sempre detto e sempre dirò: non mi piace limitare le canzoni a dei generi musicali perché per me le canzoni vanno a storie, sensazioni e parole. Mi piace dividere le canzoni semplicemente in due parti: quelle che ascolto per svago e quelle che mi lasciano qualcosa. Proprio per questo non credo che ci sia un genere o un artista in particolare che mi abbia influenzato, probabilmente sono state le storie e la profondità  di tutti coloro che mi hanno lasciato qualcosa.

La musica per Febe è tante cose: salvezza, un bisogno, un’arma, un sogno e una missione. In che modo tutte queste hanno portato il tuo progetto artistico a prendere forma e in che modo ne hanno definito lo stile attuale?

Non credo che queste cose abbiano definito uno stile di progetto, se stile è inteso come genere. Credo però che l’esatto ordine in cui sono state scritte le cose che la musica è per me sia l’ordine di come ha preso forma tutto. Nella mia testa il mio progetto artistico coesiste con la parola missione, perché, come ho già detto, vorrei che  la mia musica facesse per gli altri ciò che la musica ha fatto per me. E so che è una frase  molto generica, probabilmente Febe con la sua musica e il suo progetto ha come missione quella di guarire sperando che ciò che fa possa essere una spalla per qualcuno che ascolta.

“Come un bruco diventa una farfalla” è il tuo ultimo singolo, frutto di un’evoluzione interiore. Come nasce?

“Come un bruco diventa una farfalla” nasce dalla mia presa di consapevolezza della situazione mentale in cui ero, non stavo bene, ed ero stanca sia di provare a stare meglio sia di stare così male. Nel mio percorso di cura, che in realtà amo chiamare ‘ritrovamento di me stessa’, ho cercato in tutti i modi di uscire dall’intossicazione di stress e social. Così sono semplicemente tornata nella natura ed ho ‘accettato’ per la prima volta il mio star male e mi sono vissuta nella natura tutte le sensazioni ed emozioni che provavo, da lì ho cominciato ad immaginare come un bruco diventa una farfalla.

Cosa racconti nel brano e come hai lavorato al suo sound?

Nel brano racconto un’evoluzione e cerco di spiegare a parole delle immagini con un significato in realtà (per me) lunghissimo. Ho cercato anche di lasciarla una canzone il più libera possibile, nel senso che per come l’ho scritta credo che siano immagini universali ed applicabili a qualsiasi storia, e mi piace l’idea di non spiegare tutto, almeno  per ora, per far sì che chiunque ascolti la canzone abbia la sua interpretazione personale di ciò che significa. Per quanto riguarda il lavoro che ho fatto sulla canzone, è stata una cosa molto naturale e senza pensarci troppo, mi sono messa al piano ed ho cantato ciò che avevo scritto. L’unica accortezza che ho avuto è stata voler dare con la voce la sfumatura precisa di ciò che volevo esprimere.

Il tuo percorso nella musica ti ha vista presente, tra le altre cose, ad Amici21. Ti andrebbe di raccontarci qualcosa su questa tua esperienza?

Amici per me è stata un’esperienza importantissima a livello personale e la sfida reale non era quella contro Luigi, ma quella contro il bruco che cercava di evolvere. Mi spiego  meglio. Soffrendo tanto di attacchi di panico, sono arrivata a Roma e per la prima volta dopo anni mi sono ritrovata ad affrontare il mio problema (ovvero me stessa) completamente da sola, perché mia madre mi ha accompagnata per poi tornare subito a Livorno. Per me cantare questa canzone su quel palco, dopo svariati giorni di solitudine, è stata la gioia più grande, sembra quasi si fossero allineati i pianeti, ero emozionantissima. La canzone giusta nel momento giusto, dopo la vittoria perfetta.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

I progetti per il futuro sono sicuramente continuare ad evolvere personalmente ed artisticamente. Inoltre, dato che tranne il canto del resto l’ho sempre fatto da autodidatta,  mi piacerebbe ogni giorno ritagliarmi del tempo per studiare sempre meglio ciò che ho  già iniziato e, ovviamente, scrivere canzoni.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Sì ed è la cosa che personalmente mi ha salvata e mi sta salvando in questo momento: accettate sempre le vostre emozioni perché non esiste cosa a lungo termine più dolorosa di un’emozione non provata. E se vi va, andate a sentire il bruco farfalla. Grazie di aver letto quest’intervista!

Febe for Siloud

Instagram: @yahsfeb
Facebook: @yahsfebofficial
YouTube: Febe

Credits: Astarte Agency

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