InTheMusic: Forgotten Dream, interview

Dietro i Forgotten Dream ci sono Maryanne Muse, Babinsky, Darboe e DAN. La loro musica suona in qualche modo nostalgica, essendo d’accordo sul fatto che essere nati negli anni ’90 abbia illuso di un futuro positivo. Il loro primo album si intitola “Cotton Candy & Pills“, in cui a dolcezza è mista all’amarezza, è un viaggio psichedelico e colorato attraverso esperienze difficili, situazioni che per molti sono ancora dei tabù.

Band: Forgotten Dream
Componenti: Maryanne Muse, Babinsky, Darboe, DAN
Età: 29, 29, 28, 27  
Città: Cremona
Nazionalità: Italiana, Americana
Album pubblicati: Cotton Candy & Pills
Periodo di attività: dal 2021
Genere musicale: Pop-Rock, Psychedelic Rock
Piattaforme: Spotify, iTunes, Amazon Music, Deezer, Pandora, Google Play Music, Tidal

Ciao ragazzi, è un piacere conoscervi meglio. Chi sono i componenti della band?

Ciao!  È un piacere per noi essere qui! Siamo Maryanne Muse (voce e tastiera), Babinsky (basso), Darboe (chitarra), DAN (batteria). Viviamo in una piccola città del nord Italia, abbiamo tutti dei lavori normali, ma il nostro sogno sarebbe quello di poter vivere di musica. 

“Forgotten Dream” vuol dire letteralmente “Sogno dimenicato”. Come avete scelto il vostro nome d’arte e che significato ha per voi?

Secondo la psicoanalisi i sogni che non si ricordano sono quelli più legati alla propria sfera emotiva profonda, che però per qualche motivo non vogliamo prendere in considerazione. Con questo nome abbiamo deciso di rappresentare il coraggio di guardarsi dentro, di accettarsi e conoscere i propri demoni per farseli amici, anche se il processo può essere sconvolgente. Crediamo sia questa la strada per la creatività.

Avete deciso di diventare una band meno di un anno fa. Cosa vi ha portato a questa scelta?

Cercavamo una dimensione in cui poter essere noi stessi e poterci esprimere liberamente, e ci siamo trovati tutti e 4 quasi per volere del destino.

Accomunati dal rifiuto per le convenzioni, come definite la vostra musica?

Prendiamo ispirazione da molti generi, abbiamo gusti vari che oscillano dal pop anni ’60 alla psichedelia degli anni ’70, dal post-punk degli anni ’80 al grunge degli anni ’90. Questi generi sicuramente costituiscono l’anima dei Forgotten Dream, anche se non sentiamo di appartenere in modo netto a un genere musicale preciso. Probabilmente la nostra musica suona in qualche modo nostalgica. In effetti, siamo d’accordo sul fatto che essere nati negli anni ’90 ci abbia illuso di un futuro positivo, da “cartellone pubblicitario”. Il presente di questi anni è molto diverso dalle aspettative con le quali siamo cresciuti. Questo fa nascere in noi un profondo senso di nostalgia che si riflette nella musica che facciamo.

“Cotton Candy” è il vostro primo album. Qual è il concept di questo progetto?

Come suggerisce il titolo “Cotton Candy & Pills”, in questo album la dolcezza è mista all’amarezza, è un viaggio psichedelico e colorato attraverso esperienze difficili, situazioni che per molti sono ancora dei tabù, come la morte, la droga, i problemi mentali. Noi rifiutiamo i tabù, le cose acquisiscono un potere malsano se non se ne parla mai.

C’è un filo conduttore tra tutte le tracce?

L’album inizia con “White Bliss”, un pezzo dal mood spensierato che tratta delle fasi iniziali della tossicodipendenza, quando tutto è ancora bello ed entusiasmante. Subito dopo “Empty Armor”è una canzone sulla morte. Poi “Kenophobia”, un brano sul vuoto esistenziale, inizia con un basso incisivo per poi esplodere in diverse linee di chitarra e tastiere. La quarta traccia è “Green Motel Room”, un luogo musicale dal sound anni ’70 che è sia la stanza di un motel sia la stanza di un ospedale psichiatrico. “Afterglow” è un pezzo in cui invece si può sentire un’influenza grunge. Poi “Cellar Door”, che è il brano più mistico dell’album, parla di una dimensione esistenziale post-apocalittica in cui è possibile vivere nei propri ricordi migliori. “Falling Into Place”è una canzone ottimista e piena di speranza. Il finale dell’album è “Laurel”, che inizia con una tastiera anni ’80 e parla di una ragazza perduta, una sorta di Laura Palmer.  

Avete qualche live in programma?

Stiamo organizzando diverse date per quest’estate e quest’autunno.

Cosa progettate per il futuro?

Stiamo già lavorando al secondo album, e ci piacerebbe riuscire a partecipare a qualche festival europeo fuori dall’Italia nei prossimi mesi.

C’è qualcosa che vorreste dire ai nostri lettori?

Speriamo che la nostra musica possa piacervi. 

Forgotten Dream  for Siloud

Instagram: @f_o_r_g_o_t_t_e_n_d_r_e_a_m
YouTube: Forgotten Dream

Credits foto: Rhea Mack

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