InTheMusic: Lepre, interview

Lepre non ha una doppia vita; quello che fa nei dischi e sul palco lo prepara, lo studia, lo progetta, organizza, fa le prove del live, registra: insomma, svolge la vita del musicista. Non ama recitare, fare quello che va fatto, vuole fare solo quello che gli viene e crede sia il modo più giusto. Il suo album di debutto si intitola “Malato”, un lavoro dal gusto audace dalle connotazioni ‘anti-pop’.

Nome: Lorenzo
Cognome: Lemme
In arte: Lepre
Età: 44
Città: Roma
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Ambulanza, Mio Marito, Bolletta
Album Pubblicati: Malato
Genere musicale: Anti-pop
Piattaforme: Spotify

Chi è Lepre nella vita di tutti i giorni?

Nella vita di tutti giorni sono Lorenzo che lavora come musicista e lavora con il nome d’arte Lepre. Non ho una doppia vita, quello che faccio nei dischi e sul palco lo preparo, lo studio, lo progetto, la maggior parte del tempo la passo a organizzare, fare le prove del live, registrare: insomma la vita del musicista.

In che modo Lorenzo Lemme si è trasformato in Lepre?

Non mi sono trasformato in Lepre io sono Lorenzo e Lepre è un nome d’arte.  Non avevo voglia di usare il mio nome, volevo sceglierlo io il nome del mio progetto musicale. 

La musica è stato un modo per dare sfogo alla tua energia e, ben presto, si è trasformata nella tua unica fonte di salvezza. Come si è evoluto negli anni il tuo rapporto con essa?

Io sono un batterista da sempre ho iniziato a studiare batteria a 8 anni perché ero un bambino abbastanza scalmanato e i miei mi chiesero di fare qualche attività per farmi buttare energie e per la coordinazione, ero un po’ discontinuo, ma in ogni caso avendo studiato fino a 12 anni, quindi per 4 anni, mi sono ritrovato a saper suonare la batteria in un’età in cui la musica cominciava a diventare importante per me. Sono stato fortunato. Mi sono salvato cosi, anche in tanti altri modi extramusicali ma la musica mi pare essere sempre la migliore soluzione a tanti casini.

Quali sono i generi e gli artisti che ispirano le tue produzioni?

 Io ho ascoltato tanto cantautorato italiano: Baglioni da ragazzino, poi Dalla De Andre Battisti Conte De Greghori e poi quelli della mia generazione: subsonica, 99 posse, i Marlene, i verdena, i Bluvertigo e poi sono stato folgorato da Francesco Tricarico. Insieme a questo c’è sempre stata tanta musica straniera noise-postpunk-postrock – grunge elettronica e anche musiche di tradizione popolari. Devo nominare i Radiohead i The battles come due esempi che mi influenzano tantissimo.

Hai alle spalle molta esperienza nel settore musicale. Come si caratterizza oggi il tuo stile e come lo hai definito nel tempo?

Anti-pop mi sembra l’etichetta più adatta, ma non è il mio lavoro definire il mio lavoro. Io mi dedico a cercare di tirare fuori idee e immagini che mi vengono e a fare buona musica.

Il tuo album di debutto si intitola “Malato”, un lavoro dal gusto audace dalle connotazioni ‘anti-pop’. Come nasce?

Malato nasce voce e chitarra. Ho scritto tutto da solo, poi sono andato in sala con Daniele Borsato a dare una prima arrangiata ai brani, batteria e chitarra. Poi ho tirato giu dei provini e poi siamo andati in studio da Fabio Grande che ha prodotto il disco e si è aggiunto Giovanni Pallotti al basso. Quindi direi che ho fatto tutto solo l’inizio poi tanto lavoro con Daniele e poi altrettanto lavoro con Daniele, Fabio e Giovanni. Sono stati bravissimi hanno aggiunto tanto ai miei brani, ci siamo trovati bene. 

Cosa intendi precisamente con ‘anti-pop’?

Anti pop è un modo di presentarsi direi, più sincero possibile. Io non amo recitare, fare quello che va fatto, io voglio fare solo quello che mi viene, credo sia il modo più giusto per me, ma mi rendo conto che è il mio approccio personale.

Come hai lavorato alle 9 tracce di questo progetto e come sono collegate tra loro?

Sono tutti spaccati che derivano da esperienze vissute, il legame è quello oltre che sonoro. Ci sono sempre gli stessi musicisti in ogni traccia.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Suonare ovunque si può e andare avanti con tutte le idee che ho per Lepre.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Vi voglio bene.

Lepre for Siloud

Instagram: @lepre_musica
Facebook: @leprefanpage

Credits foto: Eliana Giaccheri
Credits: Big Time

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