InTheMusic: Matteo Crea, interview

Matteo Creatini, in arte Matteo Crea, è un ragazzo di 25 anni alla ricerca di un posto nel mondo. Ha fatto un po’ di tutto ma nel tempo libero prevalentemente suona la chitarra, scrive testi per canzoni mie e di altri e recita come attore in film. “A casa dei miei” è il titolo del suo singolo d’esordio che vuole fare da inno ad una generazione confusa.

Nome: Matteo
Cognome: Creatini
In arte: Matteo Crea
Età: 26
Città: Firenze
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: A casa dei miei
Periodo di attività: dal 2022
Genere musicale: Pop
Piattaforme: Spotify

Chi è Matteo Crea quando non fa musica?

Sono un ragazzo di 25 anni alla ricerca di un posto nel mondo. Ho fatto un po’ di tutto ma nel tempo libero prevalentemente suono la chitarra, scrivo testi per canzoni mie e di altri, recito come attore in film e attacco bottone a chiunque si presti!

Quando “Creatini” è diventato “Crea”?

Nel mio paese mi hanno sempre chiamato “Crea”, che è il naturale abbreviativo del mio cognome. Durante la pandemia la mia vita è cambiata e, come tutti, mi sono posto tante domande. La prima riguardava chi volessi davvero essere nella vita e musicalmente ho scelto di utilizzare il mio vero nome perché le canzoni sono sincere e mi sembrava la scelta corretta.

La musica è sempre stata la tua valvola di sfogo. Cosa ti ha portato a scoprirla?

Suono la chitarra e uso programmi di produzione da quando ero bambino. Ho affrontato più o meno tutti i generi underground durante l’adolescenza perché venendo da una piccola provincia sono sempre stato attratto da ciò che deve ritagliarsi spazio per essere ascoltato. La musica è stata la mia passione da quando l’ho scoperta grazie a mio padre e alle amicizie più strette che mi hanno fatto scoprire tanti dei miei attuali riferimenti e artisti preferiti.

Quali sono le tue influenze principali e da cosa ti lasci ispirare?

Ascolto principalmente new wave, punk, funk e rap di qualsiasi tipo e sound. Chiaramente poi devo moltissimo alla scuola del cantautorato italiano per ciò che riguarda la scrittura dei testi. In generale però la mia è una costante ricerca quindi magari domani scoprirò il mio nuovo genere preferito e mi lascerò ispirare da quello!

“A casa dei miei” è il titolo del tuo singolo d’esordio e vuole fare da inno ad una generazione confusa. Come nasce e perché hai deciso di raccontare proprio questo tema?

Questa canzone è stata scritta nella cantina di casa dei miei genitori con Michele Mariola, il chitarrista che collabora con me. Parla di delusione, frustrazione e necessità di realizzarsi. Volevo affrontare il tema della realizzazione personale, familiare e la ricerca della stabilità della mia generazione in contrapposizione a quella precedente perché è un tema ricorrente nelle discussioni con amiche e amici. Il brano è un ibrido tra funk e punk e mi sembrava un ottimo primo passo per presentare il mio percorso musicale.

Come hai lavorato al sound di questo brano?

Avevo scritto il testo, immaginavo una traccia molto trascinante e con Michele Mariola abbiamo composto e successivamente arrangiato e prodotto con Giovanni Pallotti (E.D.D) questo inno funk, è stato davvero figo e trovare l’alchimia tra noi è stato semplice vista l’ampia quantità di riferimenti comuni.

Pensi che questo singolo anticipi quello che sarà delle tue prossime produzioni?

La mia è una costante ricerca musicale quindi mi piacerebbe che le persone non si abituassero o non si aspettassero mai qualcosa da me, ma si lasciassero trasportare in questo bel viaggio.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Voglio concentrarmi su nuove canzoni, molte sono già pronte. Ma non sono molto bravo a fare progetti, non so neanche cosa mi preparerò per cena stasera.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Vi ringrazio se avete dedicato qualche minuto del vostro tempo a leggermi, prometto che sarà un bel viaggio. Un abbraccio!

Matteo Crea for Siloud

Instagram: @matteocrea_

Credits foto: Shipmate
Credits: Help – PR & Music Relations

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