InTheMusic: Layz, interview

Lazzaro Zani, in arte Layz, a 23 anni ha deciso che la musica doveva diventare per lui più di una passione. Il suo interesse per la musica è influenzato dall’importanza che dà alle parole e dal loro posizionamento all’interno di un testo musicale. “Disturbato” è il titolo del suo nuovo singolo che nasce dall’idea di prendere una delle sue più grandi passioni, il mondo di Silent Hill, e farci un pezzo.

Nome: Lazzaro
Cognome: Zani
In arte: Layz
Età: 28
Città: Cesena
Nazionalità: Italiana 
Brani pubblicati: Lazzaro, Mille Sbagli, Che Finale, Disturbato
Album pubblicati: Lazzaro
Periodo di attività: dal 2020
Genere musicale: Rap
Piattaforme: Spotify, Amazon Music, Itunes, SoundCloud, Deezer, YouTube, Instagram, Facebook

Chi è Layz nella vita di tutti i giorni?

Mi chiamo Lazzaro Zani, in arte Layz, sono nato a Ravenna ma ho sempre vissuto a Cesena. Ho 28 anni, ho frequentato la scuola alberghiera che mi ha portato a fare 8 stagioni estive massacranti. All’età di 23 anni quando ho deciso che la musica doveva diventare più di una passione.

Ho cambiato mestiere e ho cominciato a fare il magazziniere, 8 ore dal lunedì al venerdì con qualche sabato mattina di turno, almeno avevo tempo da dedicare alla musica. Ho messo su un gruppo con dei ragazzi di qua ma a fine 2019 le strade si sono divise e a inizio 2020 ho dato vita al progetto Layz.

Il tuo nome d’arte è un rimando al tuo vero nome?

Il mio nome d’arte ce l’ho dall’infanzia. Chiamandomi Lazzaro tutti o mi chiamavano “Lazza” o “Layz”. Ovviamente di Lazza ce n’è uno per cui Layz è stato il nome che ho scelto, anche se in realtà se ci penso bene hanno scelto gli altri per me.

Ti sei appassionato da molto piccolo alla musica italiana e, in particolare, al rap. Come è avvenuto il tuo avvicinamento a questo mondo?

La mia passione per la musica nasce da giovanissimo. Uno dei primi ricordi che ho della mia vita riguarda proprio questo, una puntina che gira su un vinile, mio padre li collezionava e la domenica per i primi anni ascoltavamo tanta musica, e tra questi dischi c’erano ovviamente i nostri cantautori, Dalla, De Andre, Modugno, Renato Zero. Ricordo che pur non capendo i testi le loro voci mi hanno accompagnato per buona parte della mia infanzia e lo fanno tutt’ora.

Inizialmente il rap non era come oggi, le radio e le televisioni non ne passavano e il massimo che si poteva trovare era qualcosa di americano. Quando ascoltai per la prima volta il rap in italiano mi piace pensare che avessi già le orecchie allenate dai nostri grandi cantautori. Sono sempre stato un grande fan della cultura hip hop e tuttora sono grato a questo grande movimento. Il rap mi ha salvato la vita, ha mantenuto vivo il sogno di una vita diversa da quella dei miei genitori, mi ha fatto credere in qualcosa di più grande.

Quali sono gli artisti che più ti influenzano?

Credo che in ognuno di noi ci sia una parte formata dai nostri miti. Non solo a livello artistico ma anche nella vita di tutti i giorni. Io sono cresciuto con il rap che va da metà anni ’90 fino ad oggi e credo che nella mia penna sia intrinseco ognuno degli artisti che più ho amato. Oltre al rap e agli artisti di questo genere amo artisti come Manu Chao, Michael Jackson, Etta James e tutto il filone blues di quegli anni. Diciamo che oltre al rap sono molto disordinato nell’ascolto, salto qua e là senza apparente filo logico.

Il tuo interesse per la musica è influenzato dall’importanza che dai alle parole e dal loro posizionamento all’interno di un testo musicale. Cosa vuoi trasmettere a chi ti ascolta?

Mi piacerebbe trasparisse sempre la sincerità che metto nei miei pezzi. A me non interessa far vedere quanto sono più forte di altri o tutti i cliché che pare che oggi se non li metti in un testo non sei degno. Ho visto tutta la vita di questo genere che prima di essere musica è una cultura e so cos’è importante e cosa è superfluo.

Quello che a me importa è raccontare delle storie, raccontare la mia vita e quello che vedo in giro portando il massimo rispetto in ogni traccia per l’hip hop. Faccio un esempio. Quando ho fatto uscire la traccia “Lazzaro”, un pezzo super personale che ripercorre la mia vita dall’infanzia a oggi, per me è stata una grande soddisfazione ricevere messaggi da persone che dicevano che sembrava avessi descritto la loro di vita. Questi per me sono traguardi che vanno oltre i numeri che solo le persone reali posso darti. Che senso ha comprare un milione di stream falsi se poi non puoi ricevere queste immense soddisfazioni?

 “Disturbato” è il titolo del tuo nuovo singolo. Come nasce?

 “Disturbato” nasce dall’idea di prendere una delle mie più grandi passioni, il mondo di Silent Hill, e farci un pezzo. Inizialmente non sapevo in che modo lo avrei fatto sapevo solo che doveva essere un pezzo crudo e cupo. Così ho contattato Kd-One e gli ho dato qualche reference e la mia idea e lui ha creato subito la base.

La prima cosa che ho fatto è stata fare una lista con tutti gli elementi che più mi piacevano dei vari giochi di Silent Hill e del film (la nebbia, la cenere, la città deserta, le campane, ecc.) e poi mi è venuto di descrivere il tutto sotto forma di incubo. Una delle cose che mi piace di più di questa traccia è il finale aperto, che lascia spazio all’immaginazione dell’ascoltatore. Il brano si conclude ma la storia no quindi è l’ascoltatore se ha voglia ad inventarsi il suo finale che preferisce.

Il brano descrive, sottoforma di incubo, il mondo di Silent Hill a cui questa traccia è ispirata. Ci dici qualcosa in più a riguardo?

Silent Hill per me è stata una delle cose più iconiche della mia infanzia e gioventù, soprattutto i primi tre. Ho sempre pensato che Silent Hill, la città, i mostri, ecc. non fossero altro che le paure più recondite del protagonista materializzate. Così ho fatto lo stesso nel mio brano, la città deserta io la vedo un po’ come la paura di restare solo, della solitudine. Silent Hill è un’esperienza che tutti dovrebbero provare nella vita.

Come hai lavorato alla produzione del brano e in che modo definisce il sound che caratterizza l’intero progetto Layz?

Come dicevo prima, la produzione è affidata a Kd-One. Volevo che la base ricordasse quel mondo fatto di ansia e frustrazione. Ogni strumento che c’è all’interno del beat serve per creare un determinato senso di smarrimento all’interno di chi ascolta.

Devo dire che Kd-One come al solito ha fatto un lavoro magistrale. Per quanto riguarda le basi che scelgo cerco di essere coerente con le cose che mi piacciono e non con i suoni del momento.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

 “Disturbato” come pure i due singoli precedenti “Che Finale” e “Dentro Me” faranno parte di un EP di sei tracce in uscita a novembre, dove ogni traccia è ispirata a un film diverso. Per “Disturbato” l’ispirazione è presa dai giochi e dal film di “Silent Hill”, “Che Finale” è ispirato al libro e al film “Io Non Ho Paura” e “Dentro Me” al film d’animazione “Nightmare Before Christmas”, così anche per le altre tre tracce. 

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Di non stancarsi di essere curiosi, di cercare sempre qualcosa di nuovo e di non permettere a nessuno di spegnere il fuoco che abbiamo dentro. Viviamo in un tempo in cui tutto va veloce e perdiamo di vista le cose importanti. Facciamo in modo che il bambino dentro ognuno di noi rimanga vivo e che l’immaginazione e la creatività è una delle poche cose che potrebbe salvarci. 

Layz for Siloud

Instagram: @layz_real
Facebook@layz.real
YouTubeLayz

Credits foto: Agnese Dall’Agata
Credits: Guacamole Press

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