InTheMusic: Valentina Polinori, interview

Valentina Polinori è abbastanza istintiva, ma alla lunga molto meticolosa e pignola. Il suo processo di scrittura è abbastanza casuale ma ci lavora anche a lungo, si prende parecchio tempo per sistemare i testi. Nel tempo è diventata molto più attenta ai suoni e difatti con il nuovo disco ha iniziato a dedicarsi alle produzioni. In generale, cerca di mantenere il minimalismo e l’essenzialità come valore principale. “un buco” è il titolo del suo nuovo singolo.

Nome: Valentina
Cognome: Polinori
In arte: Valentina Polinori
Città: Roma
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: un buco, il silenzio, bosco, lontani, camilla
Album pubblicati: trasparenti, Mobili
Periodo di attività: dal 2016
Genere musicale: Cantautorato
Piattaforme: Spotify, YouTube

Chi è Valentina nella vita di tutti i giorni?

Sono una cantautrice di Roma, ma sono anche un’insegnante di Arte al liceo e alle medie. Oltre a queste due attività, sono una persona molto sportiva (pratico corsa e nuoto) e sono molto socievole, quindi una delle cose che preferisco fare è uscire con gli amici.

Perché hai deciso di far coincidere il tuo nome con il tuo nome d’arte?

Ho riflettuto a lungo su questa scelta, ma poi ho capito che preferivo mantenere il mio nome. Sento che in questo modo i brani sono realmente uniti alla mia persona e non ad un alias e in qualche modo l’obiettivo di tutta la mia musica è proprio la spontaneità e l’onestà. Mi piace trasmettere l’idea che a cantare le canzoni sia la stessa persona che chiunque possa incontrare per strada, non è un progetto sono semplicemente io che racconto come sto o cosa penso. Inoltre, ho riflettuto sugli artisti che seguo e stimo e la maggior parte non utilizza nomi d’arte, quindi credo che anche questo mi abbia spinto a mantenere il mio nome vero.  

Hai cominciato il tuo percorso di formazione artistica da molto piccola. Da allora, come si è evoluto il tuo percorso nel settore musicale?

Ho iniziato a studiare pianoforte all’età di 6 anni e da allora la musica è sempre rimasta nella mia vita. Ho smesso per un breve periodo dopo un anno al conservatorio (che mi ha un pochino traumatizzato), ma quando mi sono trasferita in Francia per studiare ho comprato una chitarra che ho iniziato a studiare da autodidatta e gradualmente a scrivere.

Quando ero in Olanda per un erasmus ho conosciuto molti musicisti e sicuramente anche quello mi ha avvicinato al mondo della musica, iniziando a pensare di poterne far parte in modo attivo oltre che come ascoltatore.

Tornata a Roma dopo gli studi ho conosciuto Matteo Cona, un chitarrista e grande amico che mi ha in qualche modo spinto e accompagnato nell’arrangiamento dei brani che avevo scritto e con lui abbiamo iniziato a suonare in giro per l’Italia in duo. Gradualmente poi ho trovato anche il resto dei componenti della band con cui abbiamo iniziato a far le prove e abbiamo registrato il primo disco. Per il secondo disco ho scelto di lavorare con Alessandro Disciullo per la produzione e invece per questo ultimo disco ho iniziato ad autoprodurmi. 

Hai dei riferimenti per ciò che fai?

Non ho dei riferimenti precisi ma ascolto moltissima musica, forse questo è il riferimento maggiore e l’influenza indiretta più importante. Non mi soffermo su di un genere specifico ma sono molto curiosa ed aperta.

Amo la musica elettronica ma anche cantautori che scrivono e registrano esclusivamente in acustico. Posso fare qualche nome degli ascolti che più mi accompagnano nelle giornate e probabilmente mi influenzano anche nella scrittura: Big Thief, Daughter, Mazzy Star, Velvet Undergroung, Lucio Dalla, Franco126, Cosmo, Noyz Narcos, Samuele Bersani, Giorgio Poi,Alt – J,  Meg.

In cosa si caratterizza il tuo modo di fare musica e su quali aspetti stai ancora lavorando?

Sono abbastanza istintiva, ma alla lunga molto meticolosa e pignola. Il processo di scrittura è abbastanza casuale ma ci lavoro anche a lungo, mi prendo parecchio tempo per sistemare i testi. Nel tempo sono diventata molto più attenta ai suoni e difatti con il nuovo disco ho iniziato a dedicarmi alle produzioni. In generale, cerco di mantenere il minimalismo e l’essenzialità come valore principale.

“un buco” è il titolo del tuo nuovo singolo, uscito a distanza di tre anni dal tuo precedente lavoro. Come hai lavorato a questo progetto?

“un buco” (tutto minuscolo) è nato ad Aprile, dopo aver già concluso la registrazione di tutti gli altri brani del disco. Grazie al concorso Bianca d’Aponte ho vinto il premio “na stella” che mi dava la possibilità di registrare al Virus Studio di Siena un brano con Ferruccio Spinetti, il direttore artistico del Premio. Questo brano è arrivato dopo un lungo periodo di silenzio, in modo molto immediato e ho deciso quindi di lasciarlo così, voce e chitarra, chiedendo a Ferruccio di aggiungere solo una linea di contrabbasso.

Quali tematiche affronti nel brano e cosa hai voluto comunicare agli ascoltatori?

Si tratta di un brano difficile, credo che fondamentalmente parli del dolore. Il dolore è un luogo molto inospitale e chiaramente si cerca sempre di star meglio il prima possibile, non si passa realmente del tempo a descriverlo. In questo caso ho provato ad osservarlo e credo che abbia la forma di un buco. 

”un buco” anticipa l’uscita del tuo nuovo disco, prevista per il 2023. Cosa puoi anticiparci e cosa dobbiamo aspettarci?

Si tratta del mio primo disco autoprodotto, quindi sono molto legata a questo lavoro. Ho scelto i suoni e le linee melodiche degli strumenti oltre che scrivere i brani, quindi sicuramente lo sento molto più mio rispetto a quelli precedenti. Ho scelto delle atmosfere abbastanza rarefatte e sognanti, ma anche un pochino cupe. Ho avuto la fortuna di lavorare nuovamente con Alessandro Disciullo per due brani e con Fabio Grande che mi ha aiutato a definire le produzioni con grande sensibilità ed intelligenza e ha mixato il lavoro che è stato masterizzato da Vdss Studio.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro? 

Suonare in giro il più possibile e continuare a scrivere e migliorare nella produzione. 

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Grazie per l’ascolto!

Valentina Polinori for Siloud

Instagram: @valentinapolinori
Facebook: @valentinapolinoriofficial
YouTubeValentina Polinori

Credits foto: Ilaria Lagioia
Credits: Big Time press

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