InTheMusic: Nebbia, interview

Se uno pensa a Lodi, probabilmente la prima cosa che gli viene in mente è la nebbia: da qui esce fuori Nebbia, il nome d’arte di Matteo Bonavitacola, proveniente proprio dalla città lombarda. “Texas Ravioli” è il titolo del suo singolo di debutto, un mix quotidiano di synth, cultura pop e storie personali, che ha anticipato il suo EP “Altrove”.

Nome: Matteo
Cognome: Bonavitacola
In arte: Nebbia
Età: 37
Città: Lodi
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Texas Ravioli
Album pubblicati: Altrove
Periodo di attività: 2022
Genere musicale: Synth pop
Piattaforme: Spotify

Chi è Nebbia nella vita di tutti i giorni?

Sono Matteo, sono di Lodi, ho 37 anni e faccio il consulente marketing per le startup.

Il tuo nome d’arte si ispira al luogo in cui sei nato: in che modo ti rappresenta?

Se uno pensa a Lodi, credo che la prima cosa che gli viene in mente sia la nebbia. Per me prendere questo nome è stato naturalissimo, mi rappresenta perché è un mio orizzonte da quando sono bambino. Inoltre, credo sia un invito a meditare e ad essere introspettivi.

Cosa ti ha fatto avvicinare alla musica e come sei arrivato ad un tuo personale percorso artistico?

Suono dalla prima elementare, non so più distinguere se è una cosa innata o se mi è arrivata da qualcuno perché lo faccio da troppo tempo. Non è un hobby, non è una passione, è semplicemente una maniera di essere nel mondo.

Quali sono i generi musicali e gli artisti che ascolti solitamente e quali quelli che preferisci?

Ascolto molta roba anni ‘80, soprattutto inglese, sia nella versione indipendente che quella da classifica. Poi alcuni classici italiani, tipo Battiato. Pochissima roba contemporanea, tipo Lucio Corsi o Colapesce. Poi classica e country, tutto mischiato insieme. Per questo dico che di notte sogno i Joy Division, di mattina mi sento king della balera.

Riusciresti a dare una definizione della tua musica?

Ho sempre pensato che sia lei che definisce me, in un certo senso. Per il resto credo di fare synth pop o qualcosa di simile.

“Texas Ravioli” è il titolo del tuo singolo di debutto, un mix quotidiano di synth, cultura pop e storie personali. Come nasce e come è stato prodotto?

Il nome l’ho sognato una notte, dopo che forse avevo mangiato troppo all’all you can eat. Mi sono alzato dal letto e ho pensato che ci dovessi scrivere una canzone. Fortunatamente ho avuto il supporto del mio produttore, Simone Manzotti, per rendere questo nome onirico qualcosa di concreto.

Qual è la relazione tra la cover art del brano e il testo?

La cover di Texas è un immagine che mi è sembrata subito rappresentativa: neon, mattoni e un ristorante giapponese visto da fuori, da lontano, da altrove appunto.

Quello di “Texas Ravioli” è solo il primo capitolo del tuo nuovo disco “Altrove”. Cosa puoi dirci a riguardo?

“Altrove” è un disco che studia i modi con cui mi approccio all’altro – che sia la persona che ami, gli sconosciuti, un luogo che non avresti mai considerato casa o semplicemente l’interno della tua testa. Che forse è il più grande Altrove che abbiamo.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Suonare il più possibile live, poi vedremo.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Mi piacerebbe inviare una cartolina ai vostri lettori, di quelle che si spediscono in posta. Se volete partecipare, basta seguirmi su Instagram e selezionerò una persona che la riceverà a casa.

Nebbia for Siloud

Instagram: @nebbiamusicale

Credits: Conza press

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