InTheMusic: La Monarchia (2022), interview

La Monarchia è una band di cinque membri provenienti dalla Val D’Elsa. Fanno di base un rock potente che ogni tanto scopre il fianco e mostra il suo lato più dolce. A quattro mesi dall’uscita di “Tutto Ok”, sono ritornati con un nuovo brano intitolato “Orgasmi”: è una canzone che parla di dipendenza affettiva e che si domanda quale sia il limite tra affetto, amore e relazioni tossiche.

Band: La Monarchia
Componenti: Gianmatteo Nasca, Lorenzo Falorni, Giulio Barlucchi, Lapo Nencini, Matteo Frullano
Età: 28, 30, 32, 26, 31
Città: Poggibonsi
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Insieme, Novembre, Ossa, Hai Perso Ancora, Tutto Ok, Orgasmi
Album pubblicati: Parliamo dieci lingue ma non sappiamo dirci addio
Periodo di attività: dal 2012
Genere musicale: Alt. Pop, Indie Rock
Piattaforme: YouTube, Spotify, Apple Music, Deezer, Amazon Music, Tim Music

Ciao ragazzi, che bello risentirvi. Come va?

Ciao, per autocitarci direi che è tutto ok. Questo è un buon periodo per noi. Siamo felici ed è molto bello trovarci di nuovo qui a fare due chiacchere con voi.

Per chi si fosse perso la vostra scorsa intervista, fateci un breve recap di chi siete!

La nostra band si chiama La Monarchia, veniamo dalla Val D’Elsa e facciamo di base un rock potente che ogni tanto scopre il fianco e mostra il suo lato più dolce.

Altre poche informazioni riepilogative: da dove nasce il vostro nome d’arte, come avete cominciato a fare musica e cosa ispira le vostre produzioni?

Ci siamo conosciuti in un collettivo artistico che riuniva diverse band della scena Valdelsana. Abbiamo fondato La Monarchia, che inizialmente doveva essere un progetto parallelo, mentre suonavamo in altre band. Il progetto ci ha via via assorbito sempre di più, abbiamo lasciato le altre band e La Monarchia è diventato il nostro progetto principale.

Durante l’università, in preda ai deliri per la preparazione di un esame di Letteratura Italiana mi imbattei in un saggio di Dante il De Monarchia, mi colpì questo titolo. Volevamo un nome d’impatto bello potente, e di fatto lo era. Inoltre, ci piaceva il suono della parola e l’immaginario che si portava dietro. Tra la rosa di nomi che avevamo selezionato ci parve di gran lunga il più particolare. Detto questo non siamo filomonarchici.

A quattro mesi dall’uscita di “Tutto Ok”, siete ritornati con un nuovo brano intitolato “Orgasmi”. Cosa lega le due uscite?

Per rispondere in maniera diretta e sincera diciamo: la voglia di fare un po’ di casino. Direi che in modo ciclico ogni tot. brani sentiamo l’esigenza di scrivere dei pezzi più rock’n’roll. Ci piace dare una bella scossa alla scaletta e avere dei brani che ci permettano di scatenarci quando suoniamo sul palco. Se c’è una cosa che abbiamo imparato di noi in questi anni è che è importante fare tutto quello che ci passa per la testa, senza perdersi in ragionamenti troppo complessi, altrimenti finisce che ci incartiamo da soli. Questo è un periodo in cui ci sentiamo in sintonia con questa forma canzone, ci siamo limitati a farci trasportare da quest’onda.

“Orgasmi” è una canzone che parla di dipendenza affettiva e che si domanda quale sia il limite tra affetto, amore e relazioni tossiche. Come queste tematiche si sono trasformate in un testo?

Ci andava di esplorare l’inflazionatissima tematica delle relazioni amorose da un punto di vista meno canonico. Nel pezzo parliamo di dipendenza affettiva è vero e raccontiamo una storia, ma non lo facciamo in maniera diretta e didascalica, lo facciamo attraverso un puzzle disordinato di immagini che poi sono anche dei rimandi cinematografici e letterari.

Avete utilizzato sonorità rock, ispirate agli anni ’70, in cui selvaggi riff di chitarra ne fanno da protagonista. Come avete lavorato al sound che caratterizza questo brano?

Tutti nella band siamo cresciuti ascoltando musica rock, svariate declinazioni di rock, ma sempre di rock si parla, e nel rock si sa le chitarre la fanno da padrone. “Orgasmi” non poteva che nascere da un riff di chitarra e questo mi viene da pensare che sia l’elemento che la avvicina di più alla tradizione degli anni ‘70. Il resto del pezzo forse si muove più nei due decenni successivi ma ci piace che l’immaginario del brano sia rimasto ancorato ai ‘70. Mi viene da pensare a band come Black Sabbath e Led Zeppelin, è attraverso i loro riff che abbiamo iniziato a muovere i primi passi con la chitarra, ed è bello che tutto questo in qualche modo ritorni nella nostra musica.

Chi vi ha aiutato nella produzione e, nello specifico, quali sono gli step che l’hanno caratterizzata?

Generalmente già in fase di scrittura e di arrangiamento abbiamo le idee chiare su dove direzionare la produzione dei nostri brani, per cui la prassi è di occuparcene noi stessi. Ci piace prenderci la libertà di sperimentare per avvicinarci il più possibile a quella che era l’idea di partenza, e così è stato anche per Orgasmi. Quando poi ci siamo sentiti pronti per entrare in studio ci siamo affidati a Samuele Cangi e Tommaso Giuliani del Blue Moon Studio che vogliamo ringraziare. Samuele e Tommaso si sono occupati delle registrazioni e del mixaggio del pezzo e hanno aggiunto quella magia finale che mancava al brano.

L’ultima volta ci avevate confidato che fare musica è, per voi, una vera e propria esigenza e che ogni vostro brano include sempre anche gli ascoltatori. In che modo il vostro ritorno si concilia con questo aspetto fondamentale del vostro progetto artistico?

Per noi è come se gli ascoltatori fossero parte integrante della band, perciò ogni brano passa inevitabilmente dalla domanda: questa canzone può veicolare qualche emozione al pubblico? Ogni volta che ad un concerto vediamo il pubblico cantare, ballare o saltare ci sentiamo incredibilmente fortunati perché capiamo di aver toccato qualche corda. Ogni tipo di interazione fa parte di un processo di partecipazione e di condivisione di un momento che è il concerto. Quando questo succede, quando si crea questo ponte tra noi e loro ci sentiamo immensamente gratificati ed emozionati.

Quali progetti avete per il futuro?

Al momento stiamo lavorando ad un nuovo EP di cui avrete sicuramente notizie molto presto.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

“Buongiorno… e casomai non vi rivedessi, buon pomeriggio, buonasera e buonanotte!”.

La Monarchia for Siloud

Instagram: @lamonarchia
Facebook: @LaMonarchia
YouTube: La Monarchia

Credits: Dischi Soviet

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