InTheMusic: Kleinbottle, interview

Dietro i Kleinbottle ci sono Raffaele e Salvatore, che prima di essere un duo sono due fratelli. Insieme provano a trovare soluzioni attraverso la commistione di musica acustica ed elettronica, orientale e occidentale, per raccontare immagini, sensazioni, concetti, rappresentando dei paesaggi sonori e una certa simbologia. “Cherry Blossom” è il titolo del loro singolo di debutto, dal carattere suggestivo e malinconico.

Band: Kleinbottle
Componenti: Raffaele Mangano, Salvatore Mangano
Età: 31, 26 
Città: Alessandria
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Cherry Blossom
Periodo di attività: dal 2019
Genere musicale: Indie, Chillout, Pop
Piattaforme: Spotify, Apple Music, Deezer, YouTube Music, Amazon Music,ecc.

Chi c’è dietro i Kleinbottle?

[Salvatore]: Siamo due fratelli di Reggio Calabria che attualmente vivono ad Alessandria. Alla voce, al piano e ai synth ci sono io, Salvatore (26 anni), mentre tutta la parte ritmica, ossia basso, batteria elettronica e acustica eccetera, è gestita da Raffaele (31 anni). Mettiamola così, siamo complementari. Io nella vita insegno Matematica e Fisica nei licei, mentre mio fratello insegna batteria e ha lavorato anche nel commercio. 

Prima di essere un duo siete due fratelli: perché avete scelto di fare musica insieme e quando nasce il vostro progetto? 

[Raffaele]: Abbiamo sempre amato la musica. Siamo tutti così in famiglia. Negli anni universitari, eravamo insieme in una cover band e suonavamo in giro, dove potevamo. D’altra parte, abbiamo sempre avuto un’urgenza di esprimere ciò che avevamo dentro, di scrivere pezzi nostri. Il resto dei ragazzi non ci ha seguiti e siamo rimasti io e mio fratello. Ed ecco che nel 2019 nascono i Kleinbottle, in Calabria.

Qual è il significato del vostro nome d’arte?

[Salvatore]: Kleinbottle è l’unione delle due parole “Klein” (nome di un matematico) e “Bottle”. Si tratta di una superficie matematica a 4 dimensioni che ho studiato all’università, che può essere vista tridimensionalmente come una bottiglia il cui collo è curvato fino ad entrare dentro la bottiglia stessa, dove si collega con il buco in fondo. Rappresenta benissimo il nostro modo di scrivere la musica: le scelte, gli adattamenti, per comunicare qualcosa. 

Quali sono le vostre influenze musicali comuni e in cosa, invece, differiscono?

[Raffaele]: In comune abbiamo diverse influenze, per esempio quasi tutto l’alternative britannico, su tutti, i lavori di Damon Albarn. Io mi sono formato col funk però, soprattutto quello dei Red Hot; mio fratello invece è cresciuto con l’indie malinconico. Come compositori, una svolta ci è stata quando ci siamo avvicinati alla musica ambient, chillwave, come Bonobo, Tycho e altri esponenti filo-orientali.

Le vostre produzioni uniscono chillout, indie e pop. In cosa si caratterizza il vostro sound?

[Salvatore]: In realtà non amiamo parlare di generi. Proviamo a trovare soluzioni attraverso la commistione di musica acustica ed elettronica, orientale e occidentale, per raccontare immagini, sensazioni, concetti, rappresentando dei paesaggi sonori e una certa simbologia. Parliamo di noi stessi, di viaggi interiori, dell’uomo, della doppia valenza di tutto ciò che ci circonda.

“Cherry Blossom” è il titolo del vostro singolo di debutto, dal carattere suggestivo e malinconico. Come nasce e come è stato prodotto?

[Salvatore]: Nasce da alcune letture sulla simbologia giapponese, in particolare dal fiore di ciliegio. Musicalmente nasce da un lento arpeggio di piano che fa l’occhiolino all’Estremo Oriente. La produzione è stata fatta da noi e dal produttore e nostro grande amico Giuseppe Cosentino, che salutiamo… Ciao Peppino! 

Il brano ruota intorno a un concetto del simbolismo nipponico espresso dal fiore di ciliegio. Cosa ha ispirato questo testo?

[Salvatore]: Per i giapponesi, il fiore di ciliegio rappresenta sia la bellezza della vita sia la sua caducità. Ecco di nuovo la doppia valenza delle cose. Il testo si concentra proprio su questa duplice figura.  

Avete preferito lasciare più spazio alla contrapposizione tra i suoni freddi dei synth e quelli caldi di basso e pianoforte. Più in generale, come avete lavorato al sound del brano?

[Raffaele]: Volevamo creare un paesaggio sonoro suggestivo, che contemporaneamente sapesse di universale e introspettivo, di serenità e malinconia. La contrapposizione di suoni citata è voluta per questo, ma anche rappresentare quella doppia valenza di cui parlavamo prima. 

Quali progetti avete per il futuro?

[Raffaele]: Prossimamente ci saranno molte nuove uscite, tra cui il nostro primo album di 10 brani, “The Open C”, contenente anche “Cherry Blossom”. Abbiamo comunque ancora diverse idee, e vogliamo condividere con tutti voi tanti altri brani e progetti. Non smetteremo mai di scrivere e suonare. 

C’è qualcosa che vorreste dire ai nostri lettori?

[Raffaele]: Seguiteci, ascoltateci e spammateci dappertutto perché siamo troppo fighi![Salvatore]: Spero vi piacciano i brani e buon ascolto.

Kleinbottle  for Siloud

Instagram: @kleinbottle
Facebook@kleinbottle.official
YouTubeKleinbottle

Credits: Conza press

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...