InTheMusic: Eramo Nubi, interview

Eramo Nubi è il nome d’arte di Gaetano Vicari. Con le sue produzioni cerca di esplorare la possibilità di fondere i colori del jazz, del blues e del funk con versi mutuati dal rap. “Icaro” è il titolo del suo nuovo singolo, dall’impronta intensa e sensuale, con l’obiettivo di richiamare la condizione umana contemporanea.

Nome: Gaetano
Cognome: Vicari
In arte: Eramo Nubi
Età: 32
Città: Enna
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Icaro, Blu Notte, Circolare, Crampi Mistici, Le 5 di Giove
Album pubblicati: Dherma
Periodo di attività: dal 2007
Genere musicale: Rap, R&B, Sperimentale
Piattaforme: YouTube, Spotify, Apple Music, Bandcamp

Chi è Eramo Nubi nella vita di tutti i giorni?

Nella quotidianità mi chiamano Tano, ho 32 anni bellissimi, vengo dalla nebbiosa Enna (Sicilia) ma da un paio di anni sono stato accolto dal calore di Palermo e vivo qui. Nella vita faccio musica e mi batto dentro e fuori per continuare su questa strada.

Perché hai deciso di utilizzare questo nome d’arte e perché ti rappresenta?

“Eramo Nubi” è semplicemente il nome che mi sono dato. Un giorno ero fuori dal mio studietto e pensavo che quanto meno il nome potrebbe appartenerci, oltre quello datoci (che apprezzo tanto). Ci ho giocato su per un po’ fino a convincermi che questo è il nome che rappresenta la mia arte.

Ti sei avvicinato all’hip hop a 13 anni. Quando, però, ti sei avvicinato alla musica e cosa ti ha attratto di essa fin da subito?

Ho sempre amato la musica anche perché provengo da una famiglia sensibile a riguardo. Da piccolo suonavo il pianoforte ma sono sempre stato indisciplinato e quando scoprii il campionamento, la produzione elettronica, ho trovato un gran sollievo ed energia nella creazione. Da lì è stato un puro flusso.

Quali sono i generi musicali e gli artisti che più influenzano ciò che fai?

Per me la musica è multiverso e esploro quanto più posso. Non ho un genere di ascolto anche se culturalmente sono cresciuto con l’hip hop. Amo il ventennio 60’s/80’s e sento che quel periodo sia stato il più intenso in termini di produzione, creatività e ricerca dell’epoca contemporanea.

Continui ad esplorare la possibilità di fondere i colori del jazz, del blues e del funk con versi mutuati dal rap. Come stai lavorando alla tua identità artistica e, ad oggi, a cosa corrisponde?

Vorrei davvero lasciarmi andare sempre all’istinto e comporre ciò che sento. Penso che l’identità la sto basando sulla spontaneità e sul divenire costante. Ad oggi percepisco il rap come un mezzo e il funk come un’attitudine.

“Icaro” è il titolo del tuo nuovo singolo, dall’impronta intensa e sensuale. Come nasce e come è stato prodotto?

È stato complesso il processo strutturale di “Icaro”. All’inizio avevamo un ritornello e un abbozzo della prima strofa su un loop-sample. Quando grazie ai producer della MIND si è generata una prima ossatura solida siamo andati spediti aggiungendo gli elementi a mio avviso più coerenti.

Il brano richiama la condizione umana contemporanea. Di cosa hai voluto parlare nello specifico?

Il pezzo affronta più o meno chiaramente la tematica delle parti contrapposte. Nello specifico si tratta di uno sguardo terzo alla vicenda, una possibilità di sospendersi per non sbilanciarsi verso una parte del sé, la ricerca di un’assenza di giudizio se vogliamo.

Il brano unisce hip hop e cantautorato, evolvendo da sonorità urban a nuove immagini di estrazione jazz e a suggestioni provenienti dalla black music. Come hai lavorato a questo sound?

Questi sono i suoni che amo. Il lavoro tramite collabo con super musicisti ha fatto sì che la traccia diventasse sia digeribile che densa e sognante. Molti dei suoni contemporanei sono di oltreoceano e noi li abbiamo presi ma abbiamo una radice cantautorale molto preziosa e penso che questa sia la risultante della contaminazione.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Suonare, suonare e vivere i palchi assieme alle persone. Il resto viene ma tocca desiderarlo.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Voglio ringraziarvi per il tempo concessomi e dirvi che ogni persona contiene un cosmo potenzialmente infinito. Peace.

Eramo Nubi  for Siloud

Instagram: @eramonubi

Credits: BLOOM Promotion, MIND Music Label

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