InTheMusic: Boulevard, interview

I Boulevard sono Andy, Barch, Dido, Lillo e Tony. I temi delle loro canzoni derivano sempre da esperienze personali o da fatti esterni che li hanno colpiti e che cercano di riprodurre in testi e musica. “Cannibale” è il secondo tassello dell’EP d’esordio della band e ha come tema il rapporto conflittuale tra generazioni.

Band: Boulevard
Componenti: Nicola Tonin (chitarra e voce), Fabio Tonello (chitarra), Luca Didonè (chitarra), Andrea Morato (basso e cori), Alberto Barcellan (batteria)
Età: 40+
Città: Padova
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Buona Dose, Cannibale
Periodo di attività: dal 2019
Genere musicale: Rock, Alternative
Piattaforme: Spotify, Apple Music, YouTube, YouTube Music, Amazon Music, Deezer, Tidal

Chi c’è dietro i Boulevard?

I Boulevard sono Andy, Barch, Dido, Lillo e Tony. Veniamo dalla provincia di Padova, siamo tutti over 40 e nella vita facciamo l’imprenditore, il designer, il commercialista, il direttore punto vendite e il libero professionista.

Siete cinque musicisti, uniti in questo progetto dal 2019. Cosa vi ha spinti ad intraprendere questo percorso insieme?

Ci conosciamo da parecchi anni perché ognuno di noi ‘militava’ in band che nel loro piccolo hanno fatto la storia dagli anni ’90 in poi dell’underground padovano e non solo. C’era già al tempo la voglia di provare a fare qualcosa insieme e ci siamo riusciti.

Da cosa esce fuori il vostro nome d’arte?

Boulevard è un compromesso tra chi voleva un nome italiano per la band e chi lo voleva inglese, alla fine non abbiamo scontentato nessuno. In particolare, ci è piaciuto il significato primordiale di questo nome che in italiano può tradursi con “baluardo”. Infatti, gli odierni boulevards delle grandi metropoli europee sorgono dove una volta c’erano i bastioni a difesa delle città.

Fate rock, per cui immaginiamo che i vostri riferimenti principali appartengano a questo genere. Quali sono gli artisti che più vi influenzano?

Vista la nostra ‘longevità’ musicale, si può dire che siamo stati influenzati da tutta la cultura rock. Il bello di questa band è che ci sono persone che hanno una grande passione per questo genere e ne sono dei fedeli cultori e fini conoscitori.

Parlateci della vostra musica: come definireste ciò che fate e quale messaggio cercate di lanciare con le vostre produzioni?

I temi delle nostre canzoni derivano sempre da esperienze personali o da fatti esterni che ci hanno colpito e che cerchiamo di riprodurre in testi e musica. Non abbiamo messaggi in particolare che vogliamo comunicare se non quello che la musica, e il rock nel nostro caso, resta una stupenda forma di comunicazione universale.        

“Cannibale” è il secondo tassello dell’EP d’esordio targato Boulevard. Come nasce e come è stato prodotto?

È forse il brano su cui abbiamo lavorato di più in fase di pre-produzione e registrazione. Aveva già una sua forza speciale ma, con l’aiuto di Stefano Pivato del Noshoes Recording Studio di Dolo (VE), pensiamo di essere riusciti a tirare fuori l’anima più pura di questa composizione.

Il brano ha come tema il rapporto conflittuale tra generazioni. Cosa avete voluto raccontare, nello specifico?

“Cannibale” parla del rapporto non sempre facile tra un padre ed un figlio, molto spesso conflittuale, che però assume un altro senso quando il figlio diventa a sua volta padre e capisce quanto assurdi a volte possano essere gli strascichi che vanno ad intaccare certe relazioni.

Come avete lavorato al sound di questo brano e in che modo si relaziona con le altre produzioni dell’EP?

Forse le particolarità di questo brano stanno nel richiamo ad una sorta di stornello tipico della canzone romanesca all’inizio, al crescendo quasi rossiniano del pezzo, che finisce in un coro quasi da stadio. Il risultato ci è piaciuto molto. Come detto, la relazione tra i brani dell’EP sta nella natura personale del vissuto che in essi viene raccontato.

Quali progetti avete per il futuro?

Non facciamo molti progetti, cerchiamo di fare le cose che ci piacciono e la musica che amiamo, se poi ci sarà l’opportunità di farla ascoltare ad altre persone tanto meglio. Abbiamo avuto la fortuna di tornare ad incrociare le nostre strade con Matteo Marenduzzo che con la sua Dischi Soviet Studio porta avanti un lavoro egregio in termini soprattutto di passione per la musica, che è quello a cui teniamo di più. Non è un periodo semplice per suonare dal vivo, ma cercheremo di salire su un palco ogni volta che ne sarà l’occasione.

C’è qualcosa che vorreste dire ai nostri lettori?

Qualcuno potrebbe dire che un disco come il nostro in questo periodo può sembrare poco sperimentale o il progetto troppo poco audace, ma abbiamo visto abbastanza cose per sapere che alla fine quello che conta è la buona musica. E ricordate che il rock’n’roll può appisolarsi, ma non muore e ad attendere il suo risveglio ci sono quelli come noi che fanno da baluardo!

Boulevard  for Siloud

Instagram: @boulevard_official_
Facebook: @Boulevardbandofficial
YouTube: Boulevard

Credits foto: Alberto Barcellan
Credits: Dischi Soviet Studio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...