InTheMusic: Marrano, interview

Marrano sono Andrea, Daniele e Nicola. Abitano a Rimini, città in cui sono cresciuti, in cui vivono e che li ha fatti conoscere. Uno degli elementi caratterizzanti la loro musica è senza dubbio l’energia che vogliono far uscire efficacemente dai brani, dalle mille sfaccettature, dal sound ai testi delle canzoni. “Carne e ossa” è il titolo del loro nuovo album, un disco rock alternativo tirato e sentito.

Band: Marrano
Componenti: Andrea Fantini, Daniele Paglialonga, Nicola Abati 
Età: 31, 30, 29 
Città: Rimini
Nazionalità: Italiana 
Brani pubblicati: Ekomostro, Poveri Diavoli, Bruciare, Golf, Blue Whale 
Album pubblicati: Marrano EP, Gioventù Spaccata, Perdere, Carne Ossa
Periodo di attività: dal 2015
Genere musicale: Rock 
Piattaforme: Spotify, Youtube, Apple Music, Amazon Music, Tidal, Deezer

Chi c’è dietro i Marrano?

I Marrano sono Andrea, Daniele e Nicola. Abitiamo a Rimini, città in cui siamo cresciuti, in cui viviamo e che ci ha fatti conoscere. Abbiamo, in questo momento, una media età di 30 anni tonda e ci barcameniamo tra una quotidianità fatta di lavori tendenzialmente normali e la sala prove, luogo che continua a essere la culla dei nostri sogni.

Il vostro progetto nasce nell’estate del 2015 a Rimini. Cosa vi ha fatti incontrare e quando è arrivata la decisione di unirvi in una band? 

Io (Daniele, voce e chitarra) e Andrea (basso) ci conosciamo sin da adolescenti e abbiamo praticamente sempre suonato insieme, anche con altri progetti. Era il momento di svoltare e nel 2015 dopo un anno estenuante a cercare batteristi, scoviamo Nicola con cui si crea un rapporto umano e artistico immediato, e da quel momento in poi il progetto nasce concretamente. 

A cosa si deve il vostro nome d’arte?

Il nome “Marrano” nasce in maniera del tutto estranea rispetto ai significati (storici e religiosi) che la parola ha. È il soprannome di un amico di amici che nasconde una storia divertente. Così, tempo dopo, l’abbiamo tirato fuori. Ci piaceva perché trasmetteva una sorta di aggressività e di solidità a livello fonetico e visivo.

Quali sono i vostri ascolti comuni e dove, invece, differiscono?

I Nirvana innanzitutto. Poi siamo grandi appassionati, negli ultimi anni, della scena rock e punk rock australiana, quindi band come DZ Deathrays, Dune Rats. Per quanto riguarda le differenze, sicuramente io e Andrea veniamo da ascolti hardcore punk (Refused, At the Drive In) ma anche della scena underground italiana come Il Teatro Degli Orrori. Nicola è quello che ha gli ascolti più stravaganti, ad esempio è un grande fan della discografia solista di John Frusciante. 

Quali sono i caratteri distintivi del vostro stile e su quali aspetti siete ancora a lavoro?

Uno degli elementi caratterizzanti la nostra musica è senza dubbio l’energia che vogliamo far uscire efficacemente dai brani. Un’energia dalle mille sfaccettature, dal sound ai testi delle canzoni, ma che porti a una dimensione live d’impatto e coinvolgente, come piace a noi. In ogni disco prodotto, crediamo di aver fatto uno step migliorativo da tutti i punti vista, ma siamo persone che si accontentano difficilmente.   

“Carne ossa” è il titolo del vostro nuovo album, un disco rock alternativo tirato e sentito. Come nasce e come è stato prodotto?

“Carne ossa” è frutto dei due anni di ‘reclusione’ che ci ha visti tutti coinvolti. Ha avuto una gestazione particolare perché, per la prima volta, abbiamo avuto la possibilità di lavorare con un produttore artistico, come Davide “Divi” Autelitano de I Ministri. Il suo apporto è stato fondamentale, ci ha aperto a nuovi orizzonti e ci ha fatto crescere inevitabilmente, sotto l’aspetto del sound ma anche della scrittura.  

All’interno di questo progetto c’è di tutto: dai brani per fare casino sottopalco a quelli che toccano le proprie emozioni più primordiali e immediate, ai pezzi per riflettere su sé stessi fino a quelli che esplorano il disagio esistenziale. Qual è il filo conduttore?

Lo definiremmo una sorta di malessere esistenziale, il nostro fedele compagno di viaggio. È sempre lì, a volte in sottofondo, altre in prima fila. Il bello e il divertente del gioco è dare un volto diverso a questo sentimento, che si traduce in rabbia e sfogo, malinconia e dolore. In ogni nostro disco abbiamo voluto e sentito l’esigenza di mettere tutto questo dentro.  

Quale sound caratterizza l’intera produzione e qual è il brano che rappresenta al meglio il progetto Marrano?

Con “Carne ossa” lasciamo un po’ alle spalle il nostro classico sound grunge/anni ’90, per abbracciare sonorità diverse che vanno più dal british rock al punk, mantenendo sempre ben chiara però la nostra identità. Abbiamo sperimentato e lavorato molto in fase di produzione, imboccando strade del tutto inedite per noi, come l’inserimento del pianoforte. Ma se dobbiamo proprio scegliere un pezzo che va a riassumere il lavoro diciamo Ekomostro. Lo consideriamo efficace e ben rappresentativo.

Quali progetti avete per il futuro?

Ora abbiamo il tour che ci sta permettendo di suonare in giro per l’Italia e presentare il nuovo disco. L’obiettivo di quest’anno è suonare, suonare e suonare, soprattutto dopo gli ultimi ovvi anni difficoltosi. Poi, più avanti, ci ributteremo a capofitto nella scrittura di un nuovo capitolo. 

C’è qualcosa che vorreste dire ai nostri lettori?

Vi consigliamo di ascoltare il nuovo disco e di fare un salto a un nostro concerto. Vi divertirete! Un abbraccio a tutti.

Marrano for Siloud

Instagram: @noisiamomarrano
Facebook@noisiamomarrano
YouTube@marrano

Credits foto: Isotta Zucchi
Credits: Conza Press

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