InTheMusic: Djomi, interview

Dietro Djomi c’è Domenico Pini. Il suo stile attuale nasce dalla successione di diverse influenze musicali ed esperienze. Ha soli 19 anni ma ha sempre avuto modo di ascoltare e fare musica. È passato dal punk dei primi anni ’80 fino ad arrivare al rap attuale. Bonsai è il titolo del suo ultimo singolo e parla di come le relazioni possano essere paragonate ad un bonsai.

Nome: Domenico 
Cognome: Pini
In arte: Djomi
Età:19
Città: Pinarella di Cervia (RA)
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Bonsai, Giovanni, Giorni
Album pubblicati: Il difetto dei pregi
Periodo di attività: dal 2015
Genere musicale: hip-hop/rap, urban, r&b
Piattaforme: YouTube, Spotify, Apple Music, Deezer, Amazon Music, ecc.

Chi c’è dietro Djomi?

Dietro Djomi c’è una successione di influenze ed esperienze che mi hanno portato ad essere l’artista che sono oggi. Ho 19 anni e in questo tempo ho avuto modo di ascoltare e fare musica molto versatile passando dal punk dei primi anni ’80 fino ad arrivare al Rap del 2010. Sono di Pinarella di Cervia, in provincia di Ravenna, e nella vita ancora vado a scuola: frequento la quinta superiore del liceo scientifico Enzo Ferrari e Cesenatico.

Come è avvenuto il passaggio da Domenico a Djomi?

Non sarei in grado di dirti un preciso momento in cui sono passato dall’essere Domenico all’essere Djomi. Quando mi ero appena avvicinato alla musica lo feci da chitarrista con l’obiettivo di riuscire a imparare a suonare le canzoni che mi piacevano delle band che mi ascoltavo. Con il tempo però ho iniziato anche a scrivere testi e pian piano ho iniziato a produrre i miei primi brani da solo per poi iniziare a farlo assieme ad alcuni miei amici. Anche la nascita del mio nome d’arte è avvenuta tramite un processo simile: in maniera completamente casuale un giorno mia nonna invece di chiamarmi “Domi“, come faceva di solito, sbiascicando mi chiamó “Djomi” e, raccontata una volta la cosa i miei amici, era diventato il mio soprannome e decisi di tenerlo come nome d’arte. Mi piaceva anche molto il fatto che fosse nato proprio come l’artista che sono: senza un processo forzato ma attraverso un’evoluzione quasi involontaria.

Hai cominciato a fare musica nel 2015, ma quando ti sei appassionato ad essa e quando hai invece capito di voler fare l’artista? 

La musica è una passione che mi hanno trasmesso i miei genitori, entrambi suonano, quindi è un po’ se faccia parte della mia vita da sempre. Il punto chiave è stato quando nel 2017 ho deciso di volermi applicare per cercare di fare carriera nel mondo discografico scrivendo i miei primi testi, da quel momento in poi ogni mese che passava l’impegno dedicato alla mia musica aumentava.

Quali sono gli artisti a cui ti ispiri e quali quelli che più ti influenzano?

È molto difficile definire effettivamente quelli che sono gli artisti a cui mi ispiri di più ascoltando molti generi e molti artisti diversi. Senza dubbio ci sono un paio che ogni volta che li sento mi stimolano sempre a fare meglio come artista. Inoltre penso questa qui sia una delle mie qualità migliori a livello musicale: avere come principali influenze artisti dal mondo del rock come possono essere i Muse, i LINKIN PARK oppure i Papa Roach e influenze dal mondo dell’hip-hop come possono essere Logic, Joyner Lucas e Nitro Ma questi sono soltanto alcuni e potrei citarne molti altri.

Ad oggi sei capace di unire la tua attitudine rap old school ad una musica più acustica e moderna. Qual è stato il tuo percorso nella musica fino ad oggi e come sei arrivato al risultato che oggi ti caratterizza?

Come dicevo prima attraverso un processo spontaneo: con il tempo sono sempre aumentate le mie influenze musicali (sia livello di genere sia livello di artisti) conferendomi un panorama più ampio da cui poter prendere ispirazione. Una cosa che non ho mai fatto è smettere completamente di ascoltare qualcosa che avevo cominciato a sentire. Al giorno d’oggi magari non mi sento più tutti quanti gli artisti punk che mi sentivo fino a quattro anni fa però comunque certi nomi come i nofx, i sum 41 o i rise against continuano ad essere presenti nella mia playlist quotidiana.

Come definiresti il tuo modo di fare musica?

Lo definirei come “una foglia nel vento”: aspetto che la corrente giusta mi porti da qualche parte. Sono uno che preferisce ascoltando una base vedere cosa viene fuori e poi cercare di continuare ciò che viene iniziato piuttosto che partire con in mente già un’idea. Nonostante ciò, alcuni miei pezzi sono nati ragionando prima quello che volevo dire o la storia che volevo raccontare (“Anno del voodoo” e “Giovanni” sono nate in questo modo)

“Bonsai” è il titolo del tuo ultimo singolo, in cui parli di come le relazioni possano essere paragonate ad un bonsai. Come hai lavorato a questo brano e cosa hai voluto raccontare? 

Ho scritto questo brano durante le vacanze natalizie in un pomeriggio. Mi ero lasciato da poco con la mia ex che mi aveva lasciato con delle scuse assurde e io volevo esprimere all’interno di un pezzo come le relazioni, proprio come un bonsai, vadano curate. Il problema è che un bonsai lo si cura tagliando i ramoscelli in più ed è proprio così che dobbiamo comportarci noi nella nostra vita di tutti giorni: dobbiamo essere in grado di eliminare quelle persone che possono soltanto che essere nocive per noi.

In che modo questo progetto si relaziona con le tue produzioni passate e in che modo anticipa quelle future? 

Si relaziona con le mie produzioni passate perché rispecchia la mia passione per il contenuto e la metrica e quel suono “old” che è una cosa che da quando ho iniziato a scrivere mi ha sempre affascinato. Rispecchia quelle future perché la definirei come l’equilibrio perfetto tra melodia, aspetto della scrittura che ho scoperto più avanti, e i contenuti e le metriche delle quali sono da sempre appassionato.

Quali progetti hai per il futuro? 

Per il futuro non voglio dire “ho tanta musica pronta da fare uscire” perché suonerebbe banale però di fatto è la realtà. In questo 2021 ciò che vorrei mostrare è la mia versatilità a livello artistico che mi permette di scrivere canzoni tristi, felici, veloci e lente. Sarà un anno pieno di tante uscite.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Vorrei semplicemente dire a tutti quanti i lettori che siete arrivati fino a questo punto vi ringrazio per il vostro tempo dedicatomi perché tengo molto a questa mia passione e spero che un domani possa diventare più che un hobby.

Djomi for Siloud

Instagram: @djomi_j
YouTube: Djomi Official

Credits: RKH


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